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Pax Labs, oltre al tabacco si prepara l’ingresso in altri settori | Forbes

Ploom

Pax Labs, una startup che si occupa di e-cig e vaporizzatori, sta pensando di esportare la propria tecnologia in altri settori dopo l’investimento di 46,7 milioni di $ in finanziamenti di “serie C” da una grande varietà di fonti.
La società sta anche conducendo degli studi su eventuali nuove applicazioni della tecnologia della vaporizzazione in diverse aree, e sta considerando come possa impattare su altri settori, in base alle dichiarazioni del co-fondatore e CEO di Pax Labs James Monsees.
“Stiamo pensando ai prossimi anni, con un piano quinquennale”, aggiunge. “Non annunceremo nulla di specifico per ora, ma stiamo tenendo d’occhio una serie di settori che possano prevedere un inserimento “plug and play”, dove ogni innovazione è introdotta con uno schema ripetitivo. Vediamo la vaporizzazione come un modo di entrare in aree in fase di stagnazione”.
I vaporizzatori, e la tecnologia che sta dietro, sono attualmente associati soprattutto a tabacco e fumo. Ma c’è una gran varietà di categorie e settori totalmente differenti che presentano le stesse caratteristiche: scarsa innovazione, bassa qualità dei prodotti e poca soddisfazione dei consumatori, ad esempio.
“Le alternative al fumo continueranno ad essere l’attività core del business, ma ciò che abbiamo appreso man mano che ci sviluppavamo è che la tecnologia della vaporizzazione può essere applicata con successo anche in altri settori”, aggiunge Monsees. “Stiamo esplorando tutti i settori per capire quali possono essere prioritari e applicabili per la nostra società”.
Pax guarderà maggiormente a quelli in cui si possa entrare più velocemente o presentino le maggiori opportunità. Sta anche pensando di usare alcuni fondi finora destinati allo studio dei vari settori. “Stiamo cercando di guardare nella palla di cristallo e vedere come si evolveranno i mercati”, dice Monsees.

Una volta che siano stati scelti i settori, Pax Labs potrebbe perseguire una strategia simile a quella utilizzata per entrare nel mercato del tabacco e delle alternative al tabacco.
“Siamo una piccola azienda rispetto a quelle del tabacco. E anche molte compagnie di e-cig si sono adesso consolidate o sono possedute da compagnie del tabacco che sono nel settore da molto tempo”, dice. Questo significa che il campo di battaglia è largo e si può estendere ogni prodotto che si affidi solo a branding o pubblicità per differenziazione. “Non è il modo giusto di avere successo nel mercato del tabacco”, aggiunge. “Siamo totalmente dipendenti dalla qualità dei prodotti, la magia di questi prodotti, per quanto ci riguarda”.
Grazie a questo, la compagnia ha sviluppato quello che considerava un prodotto radicalmente diverso a ciò che era già presente nel mercato e quindi ha cercato di aiutare ad espanderne la diffusione.
Pax Labs, un tempo chiamata Ploom, ha creato una partnership con JTI in modo da migliorare il marketing e la distribuzione dei prodotti che stava sviluppando.
“Stavamo cercando di costruire un prodotto heat-not-burn (un vaporizzatore che funziona scaldando il tabacco a temperature leggermente inferiori a quelle richieste per la combustione) e una delle sfide in questo caso era raggiungere la maggiore awareness possibile per il consumatore”, spiega Monsees. “JTI è molto abile a costruire awareness, in particolare a livello internazionale. Ha una piccola presenza negli USA ma una grandissima importanza nel resto del mondo”.
In ogni caso, le due compagnie hanno deciso insieme di dividersi, con JTI che ha ripreso il brand Ploom e il brevetto del relativo prodotto HnB.

Pax ha mantenuto la proprietà intellettuale per i prodotti Pax e riacquistato una quota di minoranza in JTI. Ha scelto di focalizzarsi sullo sviluppo di nuovi prodotti e tecnologie, che eventualmente porterebbero alla e-cig Juul, mentre JTI si concentrerebbe maggiormente nel rendere le HnB Ploom un successo, sempre secondo Monsees.
“E’ evidente che JTI si sarebbe concentrata sullo sviluppo delle Ploom. Hanno investito pesantemente sulla produzione in scala e sul marketing di quel prodotto”, aggiunge. “Nel frattempo il tasso di innovazione, di conseguenza, è diventato lento per noi ed è qui che il nostro valore aggiunto emerge”.
La decisione ha lasciato Pax Labs liberi di muoversi in diverse aree, alcune delle quali rischiose per una società accostata al tabacco. Comunque, con il nuovo vaporizzatore e l’e-cig lanciata a livello internazionale, non si escludono a priori future alleanze con altre società del tabacco.

Fonte: Forbes

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