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La TPD in Spagna: attacco definitivo allo svapo

Continua la vendita della sigaretta elettronica in farmacia. Ma la polemica non si arresta

spainecig

L’autorevole quotidiano spagnolo El Mundo dedica oggi un corposo approfondimento alla questione della distribuzione delle sigarette elettroniche in Spagna riportando che “il Governo Spagnolo continuerà a permettere la vendita di sigarette elettroniche in farmacie e parafarmacie”, stando alla bozza di regio decreto scritta dal Ministero della Salute e attraverso la quuale sarà recepita la direttiva europea 2014/40 che disciplina la lavorazione, la presentazione e la vendita dei prodotti del tabacco e correlati.

Questa misura ha sorpreso molti esperti di salute pubblica; secondo Francisco Rodríguez Lozano, presidente del Comitato Nazionale per la Prevenzione al Tabagismo (CNPT) si tratta di una misura “quanto meno scioccante” dato che all’interno della bozza questo prodotto è classificato come un prodotto tossico e autorizzarne la vendita in farmacia, di conseguenza, appare fuorviante per i consumatori. Dello stesso parere è anche Carlos Jiménez, esperto della SEPAR (società spagnola di pneumologia e chirurgia toracica), che dichiara di non comprendere come sia possibile che il Governo autorizzi la distribuzione di sigarette elettroniche in farmacia nonostante “nel breve periodo siano stati riscontrati effetti dannosi alle vie respiratorie degli svapatori simili a quelli prodotti dal fumo di tabacco tradizionale e nonostante siano state riscontrate sostanze cancerogene nei liquidi e nel vapore prodotto. Le farmacie” continua Jiménez, “sono centri dove si vendono prodotti salutari e terapeutici”, per questo, a suo avviso, questa misura non è affatto adeguata né condivisibile. “Inoltre” sottolinea in conclusione “la normativa stessa vieta la pubblicità o la promozione di questi dispositivi come metodo per smettere di fumare, innocui o privi di rischi per la salute”.

La vendita nelle farmacie non è l’unico passaggio della normativa ad essere criticato dagli esperti che si aspettavano qualcosa in più rispetto alla semplice trasposizione della normativa. Tuttavia, come ricorda Rodríguez Lozano al giornalista di “El Mundo” è previsto un ciclo di audizioni e il Ministero della Salute ha chiesto alla comunità scientifica di redigere un’informativa con valutazioni, suggerimenti e proposte di modifiche. Le relazioni dovranno pervenire entro il prossimo 15 settembre.

I maggiori sostenitori spagnoli della lotta al tabagismo fanno notare tra l’altro che non è stata fatta un’equiparazione reale e sostanziale (che invece loro sostengono) tra le sigarette elettroniche e i prodotti del tabacco e che di conseguenza non ne sarà affatto proibito l’utilizzo in bar e ristoranti (attualmente il divieto in Spagna vige presso i centri sanitari ed educativi, i mezzi di trasporto e i parchi per bambini).

Francisco Rodríguez Lozano, sottolinea un ulteriore punto: nel testo non è presente alcun riferimento alla tassazione sulle sigarette elettroniche, e che, in riferimento invece al tabacco tradizionale, non ci sia neppure una reale volontà di implementare la Direttiva Europea per ciò che concerne l’adozione del pacchetto generico. Lozano auspica che il testo possa cambiare a seguito delle audizioni della comunità scientifica.

Inoltre, la bozza del Ministero della Salute spagnolo, vieta espressamente la vendita online (oggi uno dei principali canali di distribuzione), il commercio in forma itinerante e la vendita tramite distributori automatici. La bozza vieta inoltre a produttori e rivenditori di applicare sconti e offerte su dispositivi e accessori o di offrire campioni gratuiti e contiene un’ulteriore novità rispetto alla Direttiva Europea legata ai procedimenti di vigilanza: dovrà essere creata una Rete di Sorveglianza Nazionale dei dispositivi per la vaporizzazione di nicotina che opererà sotto il controllo della Commissione Nazionale per la Salute Pubblica. Produttori, importatori e distributori dovranno mettere in atto una procedura di sorveglianza e creare un sistema di raccolta delle informazioni sui possibili effetti collaterali che questi prodotti potrebbero avere sulla salute.

Il Governo ha tempo fino al 28 marzo 2016 per adeguare la normativa vigente alla direttiva 2014/40, ma agli esperti sembra che ci sia l’intenzione ad un’accelerazione del processo.

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3 thoughts on “La TPD in Spagna: attacco definitivo allo svapo

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