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A Liverpool, il gigante del tabacco Imperial progetta la sigaretta elettronica del futuro | Les Echos

Les Echos_Imperial Tobacco_3 agostoIl gigante britannico fa fabbricare i propri prodotti in un impianto produttivo di medicine. Camici, guanti e copriscarpe monouso in plastica blu, cappelli protettivi.. Non c’è dubbio, la fabbrica PharmaPac nella periferia di Liverpool, produce farmaci. Sotto la supervisione di un farmacista responsabile, il sito che conta 400 impiegati produce compresse, polvere o gel per i più grandi laboratori del mondo come Novartis, Bayer e Teva. Un sub-appaltatore farmaceutico come centinaia… Ma PharmaPac non produce solo farmaci. A pochi metri da una linea di confezionamento di compresse Warfarin, un anticoagulante, i britannici stanno mettendo insieme… sigarette elettroniche.

Negli ultimi mesi, PharmaPac lavora anche per Fontem Ventures, una società controllata al 100% del colosso del tabacco britannico Imperial Tobacco, che vende i marchi Gauloises, Gitanes e Davidoff. La produzione di JAI, il marchio di sigarette elettroniche di Fontem, corre a pieno regime, sette giorni su sette, 24 ore su 24. Ogni mese vengono prodotti due milioni di sigarette JAI. Sono spediti verso l’Italia e la Francia, dove Imperial Tobacco commercializza il prodotto da febbraio in oltre 7.000 tabaccherie. “Abbiamo la capacità di aumentare la produzione di dieci volte”, dice Andrew Sampson, direttore delle operazioni PharmaPac. Scegliendo di produrre la JAI in una fabbrica farmaceutica, Fontem Ventures ha scommesso molto sulla qualità. Il prodotto è venduto in Francia a 19 euro per una scatola contenente due ricariche, due batterie, un caricabatterie USB e una custodia da viaggio. Le scatole di due ricariche costano 10 euro.

“Crediamo che i consumatori saranno sempre più attenti alla qualità dei prodotti. E le normative europee saranno presto molto più rigorosa”, spiega Ged Shudall, responsabile dello sviluppo di Fontem. Quando diciamo che l’azienda di tabacco punta sul farmaceutico, Imperial Tobacco vede più lontano. Fontem Ventures lavora sullo sviluppo di una sigaretta elettronica che sia una vera alternativa al tabacco, così come i cerotti o le gomme venduti in farmacia. Si tratterebbe allora, da un punto di vista normativo, di un farmaco. Comporta l’avvio di un lungo processo di ricerca e sviluppo, che si tradurrà in studi clinici – servirà la prova scientifica che il prodotto aiuta a smettere di fumare – e una domanda di autorizzazione all’immissione in commercio nel mercato alle autorità sanitarie. “I test e controlli saranno ancora più rigorosi”, spiega Ged Shudall. Un produttore di sigarette che si lancia sui farmaci? Questo farà sicuramente discutere.

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