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Lo svapo in piazza. Successo della protesta di fronte al MEF

Quasi 500 persone sono scese in piazza in via XX settembre per protestare contro la persecuzione nei confronti dello svapo. I rappresentanti delle associazioni ricevuti al MEF, che appare intenzionato a rivedere le norme. Ma si aspetta il TAR domani

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“Non vogliamo morire fumando, ma vivere svapando”. “Ci avete rotto i polmoni”. “ADM, nuoce gravemente alla salute”. “GNAAMS, Agenzia delle Magnerie (testuale) delle Dogane e dei Monopoli”. Questi alcuni degli slogan dei circa 500 tra vapers, engozianti e rappresentanti di aziende che oggi si sono riversati davanti al Ministero dell’Economia e delle Finanze, nonostanmte il solleone e gli oltre 35° all’ombra, per manifestare in favore della libertà’ di svapo, un problema sentito in tutta Europa ma in cui l’Italia rappresenta un esempio negativo. Ma la “visita” a Roma è stata anche per protestare contro la maxi tassa sulle sigarette elettroniche e l’equiparazione al tabacco delle stesse, oltre non rispetto della sentenza della Corte Costituzionale da parte dell’ADM, dimostratasi non in grado di gestire un settore innovativo come quello delle e-cig e provocando danni enormi agli operatori e un buco da oltre 200 milioni (senza parlare delle entrate precedenti perse derivanti da IVA, IRPEF, ecc.) nelle casse dello Stato.

Tra le tante voci di sostegno alla manifestazione a livello politico, da segnalare la presenza dell’on. Filippo Busin (Lega Nord) membro della VI Commissione Finanze, e in prima fila sui temi e-cig e nell’inchiodare con interrogazioni ben argomentate i tanti errori dell’ADM. Molto diretto il suo commento rilasciato a Sigmagazine: “una porcheria” la maniera in cui il governo sta trattando il comparto del fumo elettronico.

Il sostegno delle associazioni

La protesta, organizzata da EFVI (European Free Vaping Initiative), organizzazione – associazione che riunisce migliaia di svapatori in tutta Europa e coordinata in Italia da Mosé Giacomello (“Soddisfatti del risultato ottenuto. Ora ci aspetta una partita altrettanto importante: la sentenza del Tar. Ma oggi godiamoci questo primo punto a nostro favore sotto l’egida di unità e concretezza”) – ha ricevuto anche il supporto delle due principali associazioni di categoria del settore italiano delle sigarette elettroniche, ANAFE-Confindustria e FIESEL-Confesercenti, che in una nota stampa denunciano lo stato di profonda crisi in cui versa, ormai da due anni, il settore dell’e-cig, crisi che inevitabilmente ricade sui consumatori che non solo vedono aumentare i prezzi, ma anche ridursi il numero di punti vendita e il moltiplicarsi di siti web esteri ed illegali, che vendono prodotti spesso di dubbia provenienza senza pagare alcuna tassa in Italia e capaci di intaccare persino le entrate dei tabaccai, che da pochi mesi hanno iniziato anch’essi la vendita di sigarette elettroniche.

E’ intervenuto durante la protesta Massimiliano Federici, presidente di FIESEL: “E’ una giornata importante per lo svapo che torna in piazza senza bandiere di appartenenza ma all’insegna dell’unità“. Sulla stessa linea Elisabetta Robotti, presidente di ANIDE, altra associazione presente: “Dopo il TAR dovremo essere lungimiranti e capaci di continuare a lottare tutti insieme“, ha dichiarato a Sigmagazine.

La situazione del settore

La grave situazione del settore e-cig, ribadiscono da mesi Anafe-Confindustria e Fiesel-Confesercenti, è il risultato dell’introduzione dell’imposta ex Decreto – Legge 28 giugno 2013, n. 76 (convertito in legge 9 agosto 2013, n. 99) che fissava una tassa sulle sigarette elettroniche del 58,5% del prezzo di vendita (dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale), e dal riordino della disciplina avvenuta con Decreto Legislativo 188/2014 che ha stabilito un tributo sui liquidi con o senza nicotina pari a Euro 3,73 per 10ml di ricarica, di fatto addirittura superiore all’imposta precedente, concedendo invece ad un prodotto del tabacco definito “da inalazione senza combustione” – senza nemmeno uno studio indipendente reso pubblico che escluda la combustione – una tassazione di fatto incredibilmente inferiore a quella delle e-cig.

Per le due associazioni, questa manifestazione è stata l’occasione per ribadire con forza che, nonostante i tentativi di distruggere il settore con provvedimenti altamente lesivi ed ingiusti, il mondo dello svapo e’ ancora vivo – in crescita del 30% negli ultimi 6 mesi, ma sull’online estero – e necessita di una revisione urgente delle norme fiscali per consentire al mercato legale di svilupparsi ed allo Stato di incassare il dovuto.

Anafe-Confindustria e Fiesel-Confesercenti ricordano inoltre i danni provocati all’occupazione da questo disordinato susseguirsi di regolamentazioni fiscali inique e mal costruite: in due anni si e’ passati da circa 6.000 a circa 600 persone impiegate a livello commerciale e si e’ fatto perdere soldi ad aziende, negozi ed Erario. E le prossime scadenze, tra cui il recepimento della Direttiva tabacchi, rischiano di peggiorare ulteriormente la situazione per il mercato legale se verranno adottate norme ancora più’ stringenti di quelle imposte dall’Unione Europea. Anafe-Confindustria e Fiesel-Confesercenti dichiarano infine che giornate e iniziative spontanee come quella di oggi dimostrano che le istituzioni dovrebbero prendere in considerazione il settore delle sigarette elettroniche e tutelarne il mercato. Un mercato che, a differenza del tabacco, in calo in tutto il mondo, può’ contribuire a migliorare la qualità’ della vita di milioni di cittadini facendo risparmiare allo Stato risorse attualmente stanziate per curare i danni causati dal fumo.

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L’incontro al Ministero dell’Economia

A distanza di un paio d’ore dal termine della manifestazione, gli organizzatori sono stati contattai dall’ufficio di Gabinetto del Ministero dell’Economia, venendo quindi ricevuti dal Capo Ufficio Legislativo del Ministero stesso. All’incontro hanno partecipato i rappresentanti delle associazioni. Nell’incontro, durato circa 30 minuti, si sono affrontati le questioni relative alla normativa 2015 ed all’impossibilità di farla funzionare senza regole e comunque con questo livello di tassazione, assolutamente insostenibile e basato sull’assurdità di un’equivalenza inesistente con le sigarette tradizionali.

Ottimista dopo il meeting Umberto Roccatti, ad di Puff e vicepresidente di Anafe Confindustria: “Fruttuoso incontro con il capo dell’Ufficio Legislativo del MEF, che mi sembra abbia compreso sia le disfunzioni della norma attuale che le ragionevoli richieste del nostro settore. Ritengo davvero concreto l’interesse ad un approfondimento dimostrato e la volontà di settare un impianto normativo che garantisca lo sviluppo del mercato nel breve termine”.

Secondo quanto risulta ad AgiVapeNews, è stata ribadita la necessità di una revisione completa – verso il basso – del modello di tassazione, considerando come unica ipotesi non solo accettabile ma anche funzionale quella di un’imposta di consumo limitata basata sul livello di nicotina. MEF e associazioni si sono comunque dati appuntamento per i prossimi giorni, una volta vista la decisione del TAR Lazio, che mercoledì 8 luglio entrerà nel merito degli atti amministrativi legati al Dlgs 188/2014.

Il MEF, pur essendo il Ministero di riferimento, non ha piena cognizione di quanto portato avanti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ma dovrebbe apparire ormai chiaro al Ministero stesso che la pessima gestione della materia sia un problema non solo per gli operatori ma anche per lo stesso Governo, che proprio oggi ha reso noti i dati dell’Assestamento di Bilancio. Il ddl governativo parla infatti di 363 milioni di euro di minori entrate, rispetto alle previsioni 2015, derivanti dalle “imposte di consumo sui tabacchi”. Da una prima analisi, secondo quanto risulta ad AgiVapeNews, all’interno di questa cifra rientrerebbe anche gran parte dei 130 e più milioni previsti per le entrate da “liquidi da inalazione senza combustione”. Cifre che dovrebbero far alzare il sopracciglio di qualcuno al MEF, visto che l’ADM e il consigliere del Ministro sulla Delega Fiscale tanto hanno voluto la revisione (intervenendo sulle sigarette a prezzo più basso e di fatto favorendo un’unica azienda) dell’intero sistema di tassazione sui tabacchi, incluso il cosiddetto “tabacco riscaldato” e le nuove norme e-cig. Un tema su cui torneremo nei prossimi giorni.

Giulia De Carli

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