FIT (Federazione Italiana Tabaccai)

FIT News – Sigarette elettroniche: arrivano i controlli in tabaccheria

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Oltre ad una tassazione evidentemente eccessiva (€ 3,73/10ml di liquido con o senza nicotina) e ad una totale mancanza di regole, un altro dei problemi che ha afflitto il settore sigaretta elettronica in questi primi sei mesi di applicazione del D.Lgs. 188/2014 è stato la totale mancanza di controlli sull’applicazione dell’imposta di consumo. Ciò nonostante le minacce – cui non è stato dato seguito – contenute in una circolare dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di qualche mese fa,

Purtroppo infatti, sono stati vari i negozianti che – anche solo per sopravvivere alla concorrenza dell’online estero, che l’imposta non la fa pagare, e senza rischi – si sono approvvigionati da soggetti non Deposito Autorizzato e che quindi hanno immesso in consumo flaconi di liquido senza applicare la tassazione.

Tra questi negozianti risultano esserci anche alcuni tabaccai, che ormai dall’estate 2013 – dopo mesi di conflitto dovuti anche ad una legge antica ed errata che di fatto vietava loro la vendita – hanno via via iniziato a commerciare anch’essi e-cig e liquidi. Un processo accelerato recentemente dall’ingresso nel mercato di Imperial Tobacco con la cigalike JAI (con il prodotto che, pare, abbia funzionato) e più recentemente con un open system accompagnato da liquidi. E presto potrebbe seguire anche JTI, appena sbarcata in Germania col brand E-Lites.

La FIT (Federazione Italiana Tabaccai)er scongiurare il fenomeno degli acquisti irregolari, e alcune gravi conseguenze per i negozianti ad essa associati, ha inviato in questi giorni una lettera a tutti i tabaccai della sua rete, ricordando i doveri e le regole relative all’acquisto di liquidi per sigarette elettroniche. Un’iniziativa lodevole, mirata a dare un contributo alla legalità e a realizzare maggior ordine nel settore e-cig, e ancor più importante in quanto indirizzata a chi a tutti gli effetti fa parte delle “rete dello Stato”.

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Di seguito il testo della lettera della FIT (scaricabile in .pdf).

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e la Guardia di Finanza fanno sapere che sono in corso una serie di controlli presso gli esercizi che commercializzano le sigarette elettroniche, principalmente finalizzati a verificare il corretto assolvimento delle imposte gravanti su questi prodotti.

I controlli riguarderanno i liquidi, con o senza nicotina, che possono essere consumati mediante dispositivi che ne consentano l’inalazione senza combustione.

Si ricorda che dal primo gennaio 2015 i liquidi da sigaretta elettronica sono stati assoggettati a specifica imposta di consumo e che l’assolvimento di tale imposta viene assicurato dai depositi autorizzati dall’amministrazione alla distribuzione di questi prodotti.

Il meccanismo è sostanzialmente simile a quello già in essere per i tabacchi e per le relative accise: i liquidi di sigaretta elettronica possono essere commercializzati solo da soggetti autorizzati come depositi, i quali assicurano la corresponsione periodica dell’imposta sui prodotti che successivamente vengono immessi in consumo tramite la rete di vendita.

In poche parole, il deposito paga l’imposta ma l’esercente finale è tenuto a vendere solo ed esclusivamente prodotti che provengono dal deposito e per i quali il deposito abbia effettivamente assolto l’imposta di consumo.

È quindi necessario prestare la massima attenzione sulla scelta dei fornitori in modo che si possa sempre essere in grado di provare documentalmente che il prodotto presente in tabaccheria provenga da un canale autorizzato alla distribuzione, per il quale si sia provveduto regolarmente a corrispondere la componente fiscale prevista dalla legge.

In caso contrario, il prodotto detenuto sarà assoggettato all’imposta di consumo e, stante il mancato assolvimento a monte della stessa, l’amministrazione disporrà la confisca della merce e l’applicazione di sanzioni amministrative che, nei casi più gravi, possono prevedere anche la multa e la reclusione (artt. 50 e 61 del d. lgs. 504 del 1995).

Ancora una volta la strada da percorrere non può che solo ed esclusivamente essere quella della legalità.

Così come succede per i tabacchi che per nessun motivo al mondo mai nessun rivenditore si sognerebbe di mettere in vendita qualora provenissero da canali diversi da quelli ufficiali, lo stesso deve valere per i liquidi per sigaretta elettronica che possono essere venduti in tabaccheria solo se provenienti da chi è stato autorizzato a distribuirli pagandone le relative imposte.

L’invito alla categoria è chiaro: essere rete dello stato non può mai prescindere dal rigoroso e costante rispetto delle regole.

 

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