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Standard e-cig, arrivano quelli britannici sui liquidi

 

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Si terrà lunedì a Parigi la prima riunione del CEN, il Comitato Europeo di Normazione deputato all’elaborazione degli standard, in cui è stato attivato un gruppo di lavoro sulle sigarette elettroniche.

Alla prima riunione per conto del gruppo italiano attivo in UNI, l’ente italiano, interverranno quali esperti del settore e-cig il prof. Riccardo Polosa, Andrea Puglisi (Worldwide Product Regulatory Affair Manager di JTI) e Franco Spicciariello (che segue tutti gli aspetti istituzionali e regolamentari con Open Gate Italia per Anafe Confindustria), nomi che poi potranno cambiare a seconda delle tematiche delle riunioni, e che comunque rappresenteranno sempre l’opinione condivisa del gruppo italiano. Sarà l’avvio di un lavoro per il quale ci vorranno circa due anni per arrivare a degli standard condivisi.

Nel frattempo, dopo l’attività di AFNOR – promotrice dell’incontro CEN – che ha lanciato gli standard sull’hardware, anche i britannici hanno avviato un’attività simile sui liquidi, pubblicando la prima guida pratica per garantire l’uso sicuro di aromi in e-sigarette. Entrambi paesi questi in cui l’industria si è potuta dedicare alla ricerca senza dover invece concentrare le energie umane ed economiche sul tema tassazione.

Le sigarette elettroniche e altri prodotti da svapo contengono un liquido a base di nicotina che viene vaporizzato e inalato. Non vi è alcuna combustione, in modo che l’utente inali il vapore ma non fumando. Ciò significa che la sigaretta elettronica conferisce al corpo nicotina senza comportare l’assunzione delle sostanze tossiche del fumo. Tuttavia, alcuni esponenti della comunità della salute pubblica hanno ancora espresso preoccupazione per il potenziale impatto sulla salute degli aromi utilizzati nelle sigarette elettroniche.

Questo è il motivo per cui il British Standards Institute (BSI) sta sviluppando per le e-cig standard di prodotto che forniscano orientamenti sui requisiti di produzione, collaudo e sicurezza. “‘Queste linee guida spiegano il “cosa”, cioè la valutazione del rischio tossicologico degli aromi”, afferma Sandra Costigan, “e la nostra guida spiega il “come”. La dott.ssa Costigan è Principal Tossicologist a Nicoventures, una società che produce nicotina e liquidi controllata da British American Tobacco. È anche membro del comitato direttivo del BSI sulle sigarette elettroniche.

Gli aromi tipicamente utilizzati nelle sigarette elettroniche sono di grado alimentare, il che significa che sono tradizionalmente ingeriti piuttosto che inalati. “Ciò significa che i dati disponibili sono poco documentati e contengono notevoli lacune. Se una cosa è buona da mangiare non è automaticamente buona da respirare”, dice la Costigan. “Le lacune nei dati devono essere appianate”, dice. “Nel frattempo, questa guida spiega quali sono i tipi di fonti, metodi e motivazioni scientifiche che permetteranno di determinare se possiamo usare un aroma, e a quale livello”.

Il primo passo è quello di garantire che gli aromi siano commestibili ed escludere eventuali agenti cancerogeni potenziali o allergeni respiratori. “A questo punto, in assenza di dati sull’inalazione, facciamo uso dei cosiddetti TTC o soglie tossicologiche di attenzione”, spiega la Costigan. I TTC sono utilizzati da organizzazioni come l’OMS e la FDA e fondamentalmente aiutano a definire quanto una sostanza può essere utilizzata in assenza di altri dati sulla tossicità.

Usiamo i TTC per determinare quanto un particolare aroma può essere utilizzato. Il passo successivo è quello di valutare i composti prodotti dal riscaldamento di queste molecole aromatiche, in quanto è il vapore (cioè l’aerosol prodotto dal riscaldamento dell’e-liquid) ciò a cui i consumatori sono esposti, non l’e-liquid. Qui abbiamo a che fare con nuove miscele e potenziali prodotti di degradazione termica, piuttosto che ingredienti, e quindi il nostro approccio a livelli accettabili sarà diverso”, dice la Costigan.

Nessuno dei progetti di legge o regolamento attuali ci dice come fare una valutazione del rischio, e la letteratura scientifica finora si è concentrata su problemi come la mancanza di dati di inalazione, piuttosto che soluzioni”, dice la Costigan. “La nostra è la prima guida equilibrata e pratica per aiutare a condurre realmente tale valutazione dei rischi per gli aromi, basata su solidi principi tossicologici”.

Sul tema è intervenuto anche il Dr. Sudhanshu Patwardhan, Senior International Engagement Manager di Nicoventures (BAT). A suo parere il lavoro sugli standard per i liquidi permetterà:

  • ai consumatori di e-cig di trovare nei liquidi ingredienti di alta qualità (inclusa nicotina di grado farmaceutico), prodotti e testati al meglio;
  • ai regolatori la garanzia che ogni prodotto, prima di finire sul mercato, sia stato realizzato secondo le migliori best practice a tutti i livelli (accademico, scientifico, industriale);
  • ai professionisti del mondo della salute la possibilità di contestualizzare rischi e benefici di questi prodotti.

Francesco Marini

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