Policy

La guerra alle e-cig, i protagonisti #2: Italo Volpe (Direttore Affari Legali AAMS)

italo volpe

Sul suo nome si sono accesi i riflettori dei media nazionali quando nell’agosto 2014 il giornalista del Corriere della Sera raccontò un episodio – in un articolo dal titolo “Il potere delle lobby che ottengono anche i commi ad personam” – che in un paese normale avrebbe dell’incredibile:

Nella riforma della Pubblica amministrazione […] il massimo è quando l’obiettivo di questo lavoro ai fianchi non è nemmeno la difesa di una categoria, ma di una singola persona. Capita così che nello stesso decreto venga reintrodotta una norma con la quale, stabilendo per i magistrati l’obbligo di mettersi fuori ruolo ricoprendo altri incarichi anziché restare in aspettativa, si facevano salve le aspettative attualmente in essere. Quello che è stato da alcuni chiamato «comma Volpe»: avendo individuato in Italo Volpe, magistrato del Tar e direttore delle Dogane con delega sui Giochi, il pressoché unico beneficiario“.

E sempre sullo stesso tema dei doppi incarichi Rizzo aveva già a giugno messo nel mirino “il sessantenne Italo Volpe, magistrato amministrativo già capo del legislativo dell’Economia, è oggi direttore centrale degli affari legali. Con in più un incarico di consulenza della Invimit, società pubblica presieduta dal suo ex collega Vincenzo Fortunato, ex capo di gabinetto dell’Economia per quasi un decennio“.

Il maestro e l’allievo (che in qualcosa lo supera)

Proprio per inquadrare meglio Italo Volpe – Direttore della Direzione centrale Normativa e Affari Legali dell’Area Monopoli – è bene partire dal sapere chi sia il suo “maestro”, Vincenzo Fortunato, uno dei più importanti grand commis di questo paese. Scrive Stefano Livadiotti sull’Espresso:

Riservatissimo (non esiste una sua biografia completa), poco propenso ad ascoltare i consigli degli altri, Fortunato (figlio d’arte: suo padre è stato a palazzo Chigi con Emilio Colombo) ha lavorato con ministri di tutti i colori (da Augusto Fantozzi a Franco Gallo, da Vincenzo Visco a Ottaviano Del Turco, da Antonio Di Pietro a Giulio Tremonti e Domenico Siniscalco) [e poi anche con Monti, NdR], trascinandosi sempre dietro un manipolo di fedelissimi: Italo Volpe (oggi all’ufficio legislativo), Marco Pinto (ex capo del legislativo, poi passato con Visco e per questo oggetto di un veto di Tremonti, ripescato da Fortunato come direttore di gabinetto), Gaetano Caputi (da poco approdato alla Consob). Bipartisan nei rapporti politici (Ugo Sposetti è il suo ponte con il Pd), gran collezionista di incarichi (nel 2005 ha dichiarato un reddito di 788.855 euro), Fortunato esercita un formidabile potere nel Consiglio di Stato e Tar. Un’influenza consolidata negli anni in cui è stato membro del Csm della magistratura amministrativa“.

Anni, incarichi, ruoli che hanno consentito a Fortunato di costruire un (legittimo, ma quanto adeguato per il sistema?) potere enorme e di vedere i suoi allievi diffondersi per i gangli dell’Amministrazione finanziaria: nel Gabinetto del MEF, nel Legislativo fino appunto all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e non solo. Tutti funzionari di altissimo livello professionale, sia chiaro. Ma che negli anni di certo hanno avuto un ruolo importante – forse pari a quello della politica – nel trascinare la Pubblica Amministrazione, il sistema normativo e in parte quello economico, nel baratro che è evidente a tutti.

Italo Volpe con la politica

Scrive Fabrizio Ravoni su Il Giornale del 28 luglio 2014:

“Giulio Tremonti considerava Italo Volpe come un professionista con simpatie a sinistra. Forse per via della sua collaborazione con Visco, quando questo era vice ministro all`Economia.”

Fa parte quindi della schiera dei cosiddetti Visco boys che anche negli anni del berlusconismo hanno continuato ad imperversare grazie al “socialista” Tremonti, e che hanno poi preso il largo (ma non Fortunato, la cui carriera ha ormai preso la china discendente, anche a causa di qualche invidia come di errori tattici, finendo “bruciato” dal Sole 24 Ore) con Monti: da Peleggi a Volpe appunto, passando per Vieri Ceriani, consigliere degli ultimi due ministri dell’Economia sulla Delega Fiscale.

Ma le sigarette elettroniche?

Ma al di la della politica, il nome di Volpe ha interesse per il settore e-cig per un motivo specifico: è lui infatti l’autore, o ha comunque rivisto in quanto Direttore dell’Area Normativa, tutti gli “atti di guerra” che negli ultimi due anni il MEF – attraverso AAMS – ha rivolto contro produttori e negozianti di sigarette elettroniche. Dall’assurdo Decreto Ministeriale che in pratica specificava (grazie alle successive FAQ, che anch’esse immaginiamo approvate dalla Direzione Normativa) che anche i cavi USB andavano tassati col 58,5% del prezzo come i tabacchi, fino all’altro Decreto Ministeriale correttivo delle storture relative alle autorizzazioni, mandato in firma al Ministro dell’Economia “di nascosto” dagli interessati dello stesso dopo che il giorno stesso si era tenuto un tavolo di confronto tra Governo e associazioni di rappresentanza, con AAMS al tavolo presente e silente (sul tema nuovo DM), Volpe in particolare. Peraltro – secondo quanto ricostruito da AgiVapeNews – il consigliere Italo Volpe mai ha ricevuto i rappresentanti di aziende e associazioni del settore e-cig, mentre lo stesso “silenzio” non è uso a mantenerlo col settore giochi, cui partecipa spesso ai convegni da esso organizzati. Ma questa è un’altra storia per la quale rimandiamo al fondo dell’articolo.

Tornando agli atti normativi, giustamente Volpe li ha difesi con i denti, avvicinandosi a dei limiti cui un funzionario pubblico del suo livello forse non dovrebbe, almeno secondo quanto si ricava dalla lettura de La Notizia del 19 febbraio 2014:

Su via Baiamonti [sede della Corte dei Conti, che per la seconda volta stava per censurare un DM redatto da AAMS, NdR], a quanto filtra, si sono abbattute forti pressioni da parte dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, diretta da Giuseppe Peleggi, e da parte della direzione normativa dei Monopoli guidata da Italo Volpe (che si è occupata direttamente del provvedimento), tutti preoccupati di dare attuazione a norme molto ben volute dalla lobby.

Pressioni che sul momento funzionarono, con non pochi imbarazzi però emersi dalla Corte dei Conti. Ma la forza politica e la capacità di muoversi di Volpe e Peleggi nulla ha poi potuto contro la giustizia, amministrativa e costituzionale. E per un giurista di altissimo livello come Volpe deve essere stato un colpo durissimo vedere il prima il TAR Lazio sospendere tutti gli atti connessi alla Legge 99/2013 a causa di evidenti “profili di irragionevolezza” (basti pensare che le aziende per quasi due mesi dovettero restare chiuse a causa delle mancate autorizzazioni AAMS, NdR) per poi dover leggere la mazzata della Corte Costituzionale sull’intera legge con l’uso di parole come “irragionevolezza”, “indeterminatezza”, “discrezionalità amministrativa”.

A ciò si aggiunge che a causa della legge e degli atti di AAMS sono andati persi migliaia di posti di lavoro e milioni di euro di investimenti, per non parlare dei quasi 200 milioni in due anni non incassati dallo Stato proprio per certe scelte. E sull’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e sui “protagonisti della guerra alle e-cig” iniziano ad addensarsi i nuovoloni neri delle possibili – o, meglio, probabili – richieste di risarcimento danni.

E le nuove norme sulle e-cig?

Anche sulla nuova normativa, il Dlgs 188/2014, che da più parti è additata come presentare molti degli aspetti di incostituzionalità già affermati dalla Consulta, Italo Volpe le mani pare avercele messe (anche se grande responsabilità “politica” è del consigliere Vieri Ceriani, sponsor della norma in tutte le sedi). Così almeno dovrebbe essere a leggere quanto scrive (non smentito) ancora Fabrizio Ravoni su Il Giornale del 28 luglio 2014:

Da un punto di vista gerarchico, Volpe dipende dal ministero dell`Economia. Dicastero con il quale collabora alla stesura dei decreti delegati relativi alla delega fiscale.

Anche qui poi ci sarebbe a che dire degli atti emanati da AAMS, tra cui uno uscito addirittura il 24 dicembre pomeriggio che ha fissato arzigogolate e arbitrarie procedure per calcolare un’inesistente ed impossibile equivalenza con le sigarette tradizionali. Un’abitudine questo tipo di tempistiche all’ADM quando si tratta di sigarette elettroniche, basti pensare l’emanazione del DM attuativo 2013 a soli 12 giorni lavorativi (pubblicazione peraltro che alcuni dicono avvenuta solo a causa di una fuga di notizie sulla stampa) dalla sua applicazione. E sul tema a luglio si pronuncerà il TAR Lazio, cui potrebbe seguire presto di nuovo la Consulta. E su chi dice che la la sentenza di incostituzionalità riguarderebbe solo la vecchia legge sulle e-cig, forse potrebbero ricadere proprio le parole di Italo Volpe dette in occasione dell’audizione del 7 ottobre 2014 sul D.Lgs. fiscale che ha riordinato il settore:

Per quanto riguarda la compatibilità dell’accisa sulle sigarette elettroniche e il diritto comunitario, il dottor VOLPE fa presente che si tratta di un’imposta di consumo non soggetta ad armonizzazione. Fa presente inoltre che lo schema di decreto legislativo non innova rispetto a tale materia ma prevede un riordino della disciplina già introdotta nel 2013.

Ah, quindi in pratica non è una norma del tutto nuova… materiale utile per gli avvocati di chi sta agendo contro questa norma.

Caccia alla Volpe?

Nonostante quanto accaduto Volpe al momento rimane al suo posto. Anzi, scriveva Stefano Sansonetti su La Notizia del 4 dicembre 2014 (prima quindi dell’intervento della Consulta):

Per il dopo Magistro si potrebbe optare per una soluzione interna. Negli ambienti nessuno si nasconde che la lobby dell’azzardo, ovvero le varie Gtech, Sisal, Snai e via dicendo, vedrebbero con molto favore l’ascesa di Volpe, oggi capo della normativa, magistrato amministrativo che per tanti anni è stato capo dell’ufficio legislativo del ministero dell’economia retto da Giulio Tremonti (ma non solo). Ottimi rapporti con Vincenzo Fortunato, ex capo di gabinetto dello stesso Tremonti, Volpe parrebbe in lizza per la poltrona”.

Ma recentemente – secondo l’agenzia “il Velino” (sempre molto informata sul tema “Giochi”) – il consigliere Volpe “non avrebbe dato la propria disponibilità a ricoprire il ruolo” in occasione della recente procedura di selezione per nuovo vertice dell’area Monopoli dell’Adm. Ma già pochi giorni dopo l‘agenzia Agimeg ha spiegato che per AAMS si va verso una doppia soluzione, con la nomina di Alessandro Aronica come vicedirettore dell’Adm (che sarebbe fortemente sponsorizzato dal Direttore dell’ADM Peleggi, secondo quanto scrive La Notizia) e l’affiancamento di fatto da parte Italo Volpe. Questa doppia soluzione  scrive Agimeg – garantirebbe sia il ruolo delle Dogane nella gestione dei Monopoli di Stato, sia la continuità del lavoro di Aams attraverso la figura di Volpe. Il tutto sotto il pugno di ferro di Peleggi.

Al riguardo nulla di ufficiale però è uscito, ed esiste ancora il “rischio” che Volpe possa diventare Direttore dell’AAMS, dove quindi si troverebbe adavere la responsabilità su tabacchi, sigarette elettroniche e giochi. Proprio su quest’ultimo tema, sì da inquadrare meglio chi è Italo Volpe secondo alcuni ben informati, rinviamo a questo articolo de La Notizia del febbraio 2015: “Scoppia la guerra tra le lobby dell’azzardo. Nel mirino i favori dei Monopoli a Sisal e Lottomatica“. E la sua nomina potrebbe provocare un terremoto, in particolare nel mondo delle associazioni anti gioco. Ma da più parti si dubita che dopo l'”errore politico” della conferma di Peleggi, il presidente del Consiglio Matteo Renzi possa esporsi così ancora una volta.

Arnaldo Semosson e Giulia De Carli

NOTA: AgiVapeNews ha raccolto unicamente informazioni di pubblico dominio, e rimane ovviamente a disposizione per qualsiasi smentita o intervento di risposta, anzi auspicato.

2 thoughts on “La guerra alle e-cig, i protagonisti #2: Italo Volpe (Direttore Affari Legali AAMS)

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