Salute

Ma la nicotina fa proprio male? | Reuters

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Da quando ha mollato le sue Marlboro Lights cinque anni fa, l’ossessione di Daniel è la gomma alla nicotina al gusto frutta, prodotta in striscioline bianche. Ne prende da 12 a 15 al giorno e dice di averne pacchetti ammassati ovunque. Ma non si vede come una persona dipendente dalla nicotina.

Come molti altri, Daniel crede che la gomma alla nicotina è molto meno pericolosa del fumo per la propria salute. I dottori di tutto il mondo sono d’accordo con lui. Lasciando le sigarette, dicono, Daniel ha rimosso almeno il 90% dei rischi per la salute dovuti alla sua assuefazione.

Anche per questo la possibilità che le persone siano dipendenti dalla nicotina, ma non muoiano a causa sua, è al centro di un dibattito sempre più ampio nella comunità scientifica. Gli scienziati non dubitano del fatto che la nicotina crei dipendenza, ma alcuni immagino che una dose giornaliera potrebbe essere benigna come la caffeina per molti assunta bevendo un caffè ogni mattina.

È un dibattito che è stato aggravato dalla crescente popolarità delle sigarette elettroniche, gli strumenti tabacco-free che si usano per inalare vapore alla nicotina che hanno aiutato molte persone a smettere di fumare. L’idea della nicotina come relativamente benigna si scontra con l’immagine negativa di “droga” che è stata costruita nel corso degli anni quando il fumo è stato riconosciuto da tutti come un rischio per la salute.

Psicologi e specialisti della dipendenza da tabacco, inclusi alcuni dei maggiori laboratori britannici, pensano che sia ora di distinguere con chiarezza tra la nicotina e il fumo. Le prove mostrano che il fumo è il killer, non la nicotina.

Dobbiamo de-demonizzare la nicotina”, ha detto Ann McNeill, docente dell’Istituto di Psichiatria, Psicologia e Neuroscienze del King’s College di Londra esperta in dipendenza da tabacco, che ha trascorso i propri studi alla ricerca di modi per aiutare le persone a smettere di fumare.

Vuole che le persone capiscano che i rischi sono attenuati, che i rischi potenziali stanno su una curva con, da un lato, il fumo e dall’altro la nicotina. Le persone che non lo visualizzano possono esitare nel provare a smettere di fumare, o provare a frenare la loro somministrazione di terapie di rimpiazzo della nicotina (NRT). Questo rende difficile smettere.

Alcuni studi mostrano che la nicotina, come la caffeina, può avere effetti positivi. È uno stimolante, che aumenta la frequenza cardiaca e migliora la velocità del passaggio delle informazioni sensitive, allenta la tensione e aguzza la mente.

Tutto ciò fa sorgere altre domande: la nicotina può dare il via alla ricerca da parte di giovani di qualcosa di più pesante? O, in una società che invecchia, le sue proprietà stimolanti possono far bene a persone il cui cervello da segni di rallentamento, salvaguardando da malattie come l’Alzheimer e rallentando la progressione del morbo di Parkinson?

Finora le risposte non sono chiare. E le divisioni sono sia politico/emozionali che scientifiche.

DANNI RELATIVI

La McNeill afferma che il proprio lavoro, in parte, è onorare l’eredità del proprio mentore al King’s College, lo psichiatra britannico Mike Russell. Circa 40 anni fa, Russell fu uno dei primi scienziati a suggerire che le persone “fumano per la nicotina ma muoiono per il catrame”, un’idea che ha aiutato ad aprire il campo al business delle terapie sostitutive come le gomme da masticare, i cerotti, i vaporizzatori e adesso le e-cig.

Alcuni scienziati notano che l’analisi di Russell è stata mistificata dall’industria del tabacco. Per decenni, le false promesse delle compagnie su sigarette light hanno aiutato a attrarre più fumatori, secondo Mike Daube, professore di sanità pubblica alla Curtin University in Australia. “Abbiamo vissuto più di 60 anni di prodotti di distrazione di massa da parte delle società del tabacco. Distrazione, inganno e promozione”, ha detto. “Si sono beate di pubblicità che parlavano sia di rischi ridotti che addirittura di benefici per la salute”.

Il fumo uccide metà di quelli che lo praticano, più di 600.000 persone l’anno muoiono anche per fumo passivo, trasformando il fumo nel peggior killer mondiale preventivabile, con un tasso di mortalità preventivabile di un miliardo fino alla fine del secolo, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Ci sono pochi dubbi sul fatto che la nicotina crei dipendenza. La velocità con la quale attrae le persone è strettamente legata alla velocità in cui è trasmessa al cervello, dice McNeill. Il cerotto è molto lento; la gomma è un po’ più veloce. Ma non c’è ancora prova che un numero significativo di consumatori sia da queste assuefatto. Daniel, che passa molte ore nel distretto finanziario di Londra, dice di fumare meno nel weekend quando si rilassa, facendo sport o uscendo con i figli.

Un motivo per il quale il fumo crea dipendenza è che è un sistema efficiente di trasmissione della nicotina, come afferma McNeill. “Fumare una sigaretta al tabacco è uno dei migliori modi di trasmettere nicotina al cervello, più veloce di un’iniezione endovena”. Inoltre, le compagnie del tabacco hanno usato vari composti chimici per far sì che la nicotina contenuta nelle sigarette sia molto più potente.

La nicotina pura può essere letale nelle quantità sufficienti. Ci sono prove che possa portare a disfunzioni nello sviluppo cerebrale degli adolescenti, soprattutto nelle parti riguardo l’intelligenza, il linguaggio e la memoria.

Stanton Glantz, professore esperto di tabacco presso l’Università della California/San Francisco, ribadisce che prima si comincia a fumare, e più difficile diventa smettere di assumere nicotina. “Questo accade perché i cervelli dei bambini in quella fase si sviluppano più velocemente”.

Al contrario, altri dicono che gli studi si sono concentrati sugli animali e che in ogni caso la nicotina non deve essere resa accessibile agli under 18. Michael Siegel, esperto di controllo del tabacco e professore alla Boston University, affeerma che nei pochi studi finora questo tipo di effetti sono stati notati solo nei fumatori, non negli utilizzatori di nicotina senza fumo.

Altrove, le ricerche si sono focalizzate sul potenziale della nicotina di prevenire il morbo di Alzheimer e rallentare quello di Parkinson.

Uno studio del 2000 del giornale Brain and Cognition ha scoperto che “la stimolazione nicotinica potrebbe permettere di migliorare sia gli aspetti cognitivi che quelli motori del morbo di Parkinson”. Ancora, su Beahvioral Brain Research, ha suggerito che “c’è un potenziale considerevole per applicazioni terapeutiche nel prossimo futuro”. Un altro lavoro ha approfondito il potenziale dello stimolante per attenuare i sintomi del disordine da iperattività per deficit di attenzione (ADHD).

In Svezia molte persone assumono nicotina dal tabacco umido chiamato “snus”. Ricerche svedesi hanno rintracciato tra i più bassi tassi a livelli europeo di cancro ai polmoni, infarto o altre malattie legate al fumo.

“DIPENDENZA FUNZIONALE”

Nonostante ciò, l’idea di “nicotina buona” non ha ancora abbastanza presa.

Marcus Munafo, un bio-psicologo all’università britannica di Bristol, ha affermato che le campagne delle autorità sanitarie negli anni ’70 e ’80 hanno unito strettamente nicotina, dipendenza e sigarette per colpire forte i danni del fumo. Queste associazioni possono offuscare il potenziale della nicotina “pulita” di tenere lontani i fumatori dalle sigarette.

Munafo si domanda se la dipendenza da nicotina sia di per sé cattiva. Al “laboratorio sul fumo” del dipartimanto di Munafo le persone che sono ancora legate al vizio del fumo fumano sotto stretti controlli. Al momento, i ricercatori stanno effettuando ricerche sulla genetica monitorando differenza in quanto inalano, nell’ambito di un progetto che analizza i bisogni delle persone e le risposte alla dipendenza da nicotina.

“Dovremmo essere disturbati dalla dipendenza a prescindere, anche se non porta sostanziali danni? È necessario aprire almeno una discussione”, dice Munafo.

Fonte: Sara Ledwith – Reuters

2 thoughts on “Ma la nicotina fa proprio male? | Reuters

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