Salute

Studio negli USA: Sigarette elettroniche pronte a far risparmiare miliardi in spese sanitarie

Le e-cig sono nate solo nel 2006, ma grazie al loro potenziale di sensibile riduzione degli impatti dannosi per la salute rispetto alle sigarette tradizionali hanno guadagnato molta attenzione e credibilità. Numerosi studi scientifici mostrano che le e-cig non solo riducono i danni da fumo ma possono essere anche un percorso favorevole alla cessazione del vizio.

A differenza delle tradizionale terapie di rimpiazzo della nicotina, come gomme da masticare o cerotti, le e-cig mimano la routine fisica di fumare una sigaretta, e in questo modo soddisfano sia il bisogno di nicotina che quello di compiere il gesto fisico del portare la sigaretta alla bocca. Ciò ha portato la domanda di e-cig a crescere dell’8,2% tra i fumatori occasionali e del 6.2% tra i fumatori abituali nel 2011.

Lo straordinario potenziale di una sostanziale riduzione del rischio da fumo per i fumatori attraverso l’uso di e-cig porterà anche all’abbassamento di costi per la sanità riguardanti la mortalità e le malattie derivanti dalle sigarette combustibili. Questi benefit impatteranno soprattutto sul sistema di Medicaid, in cui l’impatto delle spese mediche dovute al fumo è doppio rispetto al pubblico generale (51% vs 21%).

A proposito della spesa di Medicaid [il servizio sanitario pubblico americano, NdT], i potenziali risparmi dalla cessazione del fumo e dalla riduzione dei danni alla salute derivanti dalla diffusione delle e-cig possono essere conteggiati in 48 miliardi di dollari nell’anno fiscale 2012, una cifra maggiore dell’87% rispetto al gettito fiscale e alla concessione di vendita di tabacchi di ogni Stato raccolti nello stesso anno (24,4 miliardi).

Sfortunatamente i tanto agognati benefici provenienti dalle e-cig non potranno mai aver luogo fin quando le barriere all’ingresso nel mercato rallenteranno la loro adozione da parte di fumatori attuali. Da un lato, la Food and Drug Administration ha considerato le e-cig come farmaci; dall’altro alcuni Stati hanno tassato le e-cig come sigarette tradizionali.

 

Prevalenza di fumatori nella comunità Medicaid

In base ai Centers for Disease Control and Prevention, nel 2011 il 21,2% degli americani fumava sigarette tradizionali (i tassi variano da Stato a Stato, in base alla tabella 1). In più, i tassi di fumatori variano decisamente in base al livello di reddito.

In termini assoluti, il sistema Medicaid include 36 milioni di fumatori su un totale di 68 milioni di iscritti. Da qui si evince che questo comporta un peso eccessivo che toglie risorse in modo improprio al sistema Medicaid.

Benefit economici della cessazione del fumo e la riduzione del danno

Il fumo crea grandi esternalità negative dovute ai diversi impatti sulla salute. Solo nel 2009 le esternalità negative del fumo sono costate all’economia USA 301 milioni di dollari in mancata produttività e costi sanitari. Non a caso i costi maggiori sono incentrati in Stati molto popolosi come California, New York e Texas.

Studi scientifici sull’impatto delle e-cig sulla riduzione dei danni alla salute grazie alla riduzione dell’esposizione tossica e alla cessazione del fumo

Neil Benowitz et al. (2014): ammettere le e-cig a competere con le sigarette tradizionali nello stesso mercato può far abbassare i tassi di mortalità e malattia legati al fumo. Regolarle rigidamente quanto le sigarette non è la soluzione migliore. Molti professionisti della salute raccomandano ai fumatori abituali l’uso della e-cig per allontanarsi gradualmente dal fumo e dalla dipendenza da nicotina.

Ci sono due modi in cui le e-cig possono portare benefici ai fumatori abituali:

  • Riduzione del rischio per i fumatori rimuovendo la tossicità legata al tabacco carbonizzato;
  • Cessazione dell’abitudine al fumo da sigaretta attraverso la fornitura di nicotina e al ripetersi di gesti fisici abituali per ovviare allo stimolo del fumo.

Riduzione dell’esposizione tossica

  • Grazie al ridotto rischio per la salute, ci si può aspettare che i costi per la salute dei fumatori possano calare nel tempo fintanto che l’adozione delle sigarette elettroniche da parte dei fumatori aumenta. In più, un maggiore uso di e-cig può basarsi anche sul buon feedback che proviene dal mercato, un fenomeno mai verificatosi con gli altri prodotti legati alle terapie di riduzione della nicotina. Brian S. Armour et al. (2009): l’11% delle spese di Medicaid può essere attribuito al fumo. Questa analisi usa la percentuale spesa per i costi derivanti da fumo e la applica alla spesa per il programma Medicaid Stato per Stato. Come si vede nella tabella 3, nell’anno fiscale 2012 il fumo è costato all’intero sistema Medicaid circa 45,7milioni di euro. Dalla tabella 4 si evince invece che i risparmi per il programma Medicaid legati all’introduzione di sigarette elettroniche sono maggiori addirittura dell’87% della cifra raccolta dall’accisa sulle sigarette e sui prodotti del tabacco.

Altre potenziali fonti di risparmio

  • Un’altra area di riduzione dei costi grazie a una maggiore adozione delle e-cig è dovuta alla conseguente riduzione di incendi e fumi provocati dalle sigarette combustibili. In base a studi recenti, il fumo impone infatti tre capitoli di costo in questo ambito:

Potenziali risparmi derivanti dalle e-cig

  • Konstantinos E. Farsalinos et al. (2013): I partecipanti a questi studi hanno usato liquidi con alti livelli di nicotina per raggiungere la completa astinenza da fumo, riportando pochi effetti collaterali, per di più temporanei. Quasi ogni svapatore ha sviluppato benefici significativi dal passaggio alle e-cig. Le autorità sanitarie devono considerare questo e altri studi che dimostrano che le e-cig sono usate come sostituti a lungo termine delle sigarette tradizionali da parte di ex fumatori, e dovrebbero adattare le loro regolamentazioni in modo che non ne limitino la disponibilità.
  • Christopher Bullen et al. (2013): le e-cig, con o senza nicotina, hanno una certa efficacia per aiutare effettivamente i fumatori a smettere. La loro grande diffusione e accettazione da parte dei fumatori rispetto alle tradizionali terapie di rimpiazzo della nicotina (NRT) deriva dal fatto che le e-cig sembrano non avere le stesse controindicazioni, avendo anzi il potenziale per migliorare la salute pubblica.
  • Emma Beard et al. (2014): tra i fumatori che hanno tentato di smettere con un supporto medico, quelli che usano e-cig sono più predisposti a tenere periodi di astinenza rispetto a quelli che hanno utilizzato surrogati alla nicotina.

Cessazione del fumo

  • Kostantinos E Farsalinos et al. (2014): sebbene l’inalazione acuta del fumo causi un ritardo nel rilassamento miocardico del ventricolo sinistro, l’uso di e-cig non ha effetti immediati sugli utilizzatori abituali.
  • Neal Benowitz, et al. (2013): anche l’e-vapor contiene componenti tossici. Ma i livelli di tossicità di quei componenti sono molto inferiori rispetto a quelli prodotti dalle sigarette tradizionali, e in molti casi comparabili con quelli contenuti nei composti farmaceutici. Sostituire le sigarette al tabacco con quelle elettroniche può ridurre l’esposizione alle tradizionali sostanze tossiche.

Le spese sanitarie per l’esposizione al fumo passivo dentro le case;

Le spese per la riqualificazione delle case non a norma con le regole antincendio;

  • Gli incendi causati dalle sigarette.
  • Come mostrato dalla tabella 5, gli studi stimano che il fumo comporta circa 500 milioni di dollari di costi.

E se si applicassero le tasse delle sigarette sulle e-cig?

Molti legislatori negli States hanno suggerito di applicare l’esistente tassa sulle sigarette in tutto o in parte anche a quelle elettroniche. Questa è una cattiva politica pubblica che è basata su una errata comprensione della tassa sulle sigarette. La tassa sulle sigarette è ciò che gli economisti chiamano una tassa “pigouviana” che è progettata per mitigare le esternalità negative di alcune azioni, come le conseguenze dannose sulla salute apportate dal fumo a fumatori attivi o passivi. Le esternalità negative associate con il fumo tradizionale sono però tutte evitate dalle e-cig. Senza prove di attuali esternalità negative, applicare la stessa accisa delle sigarette sulle e-cig è semplicemente una politica sbagliata.

Conclusioni

I decisori pubblici hanno a lungo cercato di ridurre il danno economico causato dagli impatti negativi del fumo sulla salute. Hanno usato tattiche che vanno dall’accisa sulle sigarette al sussidio per le terapie di rimpiazzo della nicotina. Per l’esattezza, l’incidenza del fumo è calata nel tempo, ma c’è molto da fare, specialmente dato che molto del peso del fumo sulle spese sanitarie cade sul già forzato sistema Medicaid.

Come per ogni innovazione, nessuno può aver predetto l’improvviso arrivo delle e-cig sul mercato nel 2006. Da quando si è compreso che le e-cig soddisfano sia il bisogno fisiologico per la nicotina che gli stimoli fisici del fumo, la domanda di sigarette elettroniche è aumentata. La promessa di una possibilità “sana” di fumare ha il potenziale di apportare enormi risparmi in spesa sanitaria, e i maggiori studi attualmente confermano il potenziale di riduzione del rischio grazie alle e-cig.

Come mostrato dalla ricerca, i potenziali risparmi per Medicaid eccedo significativamente il gettito ricavato dallo Stato per l’accisa sulle sigarette e i prodotti del tabacco, che ha raggiunto l’87%. Da qui si evince che una politica pubblica razionale dovrebbe prevedere un approccio non interventista nei confronti della nuova adozione di sigarette elettroniche fin quando i dati non dimostrano il contrario. Se caleranno le accise sulle sigarette, caleranno ancor più velocemente le spese di Medicaid. È una soluzione win-win sia per lo Stato che per i cittadini.

E-cig Table 1  E-cig Table 2 E-cig Table 3

E-cig Table 4  E-cig Table 5

Fonti

  1. Maduka, Jeomi, McMillen, Robert, and Winikoff, Jonathan, “Use of Emerging Tobacco Products in the United States,” Journal of Environmental and Public Health, 2012. www.hindawi.com/journals/jeph/2012/989474
  2. Armour, Brian S., Fiebelkorn, Ian C., and Finkelstein, Eric A., “State-Level Medicaid Expenditures Attributable to Smoking,” Centers for Disease Control and Prevention, Preventing Chronic Disease,Vol. 6, No. 3, July, 2009. www.cdc.gov/pcd/issues/2009/jul/08_0153.htm
  3. “Tobacco Control State Highlights 2012,” Centers for Disease Control and Prevention http://www.cdc.gov/tobacco/data_statistics/state_data/state_highlights/2012/pdfs/by_state.pdf
  4. “Current Cigarette Smoking Among Adults – United States, 2005-2012,” Centers for Disease Control and Prevention, Morbidity and Mortality Weekly Report, Vol. 63, No. 2, January 17, 2014, p. 31. http://www.cdc.gov/mmwr/pdf/wk/mm6302.pdf
  5. See Endnote 2 for data source.
  6. Hollenbeak, Christopher S., Kline, David, and Rumberger, Jill S., “Potential Costs and Benefits of Smoking Cessation: An Overview of the Approach to State Specific Analysis,” PennState, April 30, 2010. http://www.lung.org/stop-smoking/tobacco-control-advocacy/reports-resources/cessation-economic-benefits/reports/SmokingCessationTheEconomicBenefits.pdf
  7. Benowitz, Neal, Eissenberg, Thomas, Etter, Jean-Francois, Hajek, Peter, and McRobbie, Hayden, “Electronic cigarettes: review of use, content, safety, effects on smokers and potential for harm and benefit,” Addition, 109, June 2014, pp. 1801-1810.
  8. Burstyn, Igor, “Peering through the mist: systemic review of what the chemistry of contaminants in electronic cigarettes tells us about health risks,” BMC Public Health, 2014.
  9. Benowitz, Neal, Gawron, Michal, Goniewicz, Maciej Lukasz, Havel, Christopher, Jablonska-Czapla, Magdalena, Jacob, Peyton,  Knysak, Jakab, Kosmider, Leon, Kurek, Jolanta, Prokopowicz, Adam, and Sobczak, Andrzej, “Levels of selected carcinogens and toxicants in vapour from electronic cigarettes,” Tobacco Control, January 2013.
  10. Farsalinos, Konstantinos, Kyrzopoulos, Stamatis, Savvopoulou, Maria, Tsiapras, Dimitris, and Voudris, Vassilis, “Acute effects of using an electronic nicotine-delivery device (electronic cigarette) on myocardial function: comparison with the effects of regular cigarettes,” BMC Cardiovascular Disorders, 2014.
  11. Beard, Emma, Brown, Jamie, Kotz, Daniel, Michie, Susan, and West, Robert, “Real-world effectiveness of e-cigarettes when used to aid smoking cessation: a cross-sectional population study,” Addition, 109, 2014, pp. 1531-1540.
  12. Bullen, Christopher, Howe, Colin, Laugesen, Murray, McRobbie, Hayden, Parag, Varsha, Williman, Jonathan, Walker, Natalie, “Electronic cigarettes for smoking cessation: a randomized controlled trial,” The Lancet, September 7, 2013.
  13. Caponnetto, Pasquale, Campagna, Davide, Caruso, Massimo, Cibella, Fabio, Morgaria, Jaymin B., Polosa, Riccardo, and Russo, Cristina, “EffiCiency and Safety of an eLectronic cigarette (ECLAT) as Tobacco Cigarettes Substitute: A Prospective 12-Month Randomized Control Design Study,” Plos One, Vol. 8, Issue 6, June 2013.
  14. Farsalinos, Konstantinos E., Kyrzopoulos, Stamatis, Romagna, Giorgio, Tsiapras, Dimitris, Voudris, Vassilis, “Evaluating Nicotine Levels Selection and Patterns of Electronic Cigarette Use in a Group of ‘Vapors’ Who Had Achieved Complete Substitution of Smoking,” Substance Abuse: Research and Treatment, 2013.
  15. See Endnote 2 for reference.
  16. For more information, see Fleenor, Patrick, “Tax Differentials on the Interstate Smuggling and Cross-Border Sales of Cigarettes in the United States,” Tax Foundation, Background Paper No. 16, October, 1996.http://taxfoundation.org/sites/taxfoundation.org/files/docs/d037e767938088819c1168609e179a70.pdf
  17. Babb, Stephen D., King, Brian A., and Peck, Richard M., “National And State Cost Savings Associated with Prohibiting Smoking in Subsidized and Public Housing in the United States,” Centers for Disease Control and Prevention, Preventing Chronic Disease, Bol. 11, E171, October 2014. www.cdc.gov/pcd/issues/2014/14_0222.htm

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