Esteri/Opinioni

L’America dichiara guerra sulle e-cig. Una battaglia più ideologica che di salute

antivaping

I Centri Americani per la lotta e la prevenzione dei tumori (Centres for Disease Control, CDC) hanno lanciato una campagna molto costosa contro le sigarette elettroniche per motivi ancora poco logici e conosciuti: gli argomenti medici sono risibili, e si respira aria di puritanesimo. Secondo il Wall Street Journal, la stampa e le radio hanno cominciato a bersagliare gli utilizzatori di ecig che continuano a fumare. Dipingono il quadro di una svapatrice chiamata Kristy accanto una didascalia che recita “ho iniziato a svapare ma fumo ancora. Questo, fino a quando i miei polmoni non ce l’hanno più fatta”.

Quindi, cosa ha causato il danno al polmone se non la e-cig? O forse le sigarette, che però sono state messe in secondo piano perché ha dichiarato di aver anche svapato e, per ragioni a noi sconosciute, ha continuato a fumare. Come molte persone che hanno provato le gomme alla nicotina ma sono ricascate nel vizio. Ma le autorità non sottopongono a questa campagna i produttori di cerotti o gomme alla nicotina..

Il governo della California ha lanciato una campagna media da 7 milioni contro le sigarette elettroniche. Le pubblicità in tv, in forma digitale e cartellonistica hanno deriso le ecig, che sarebbero state fornite da chi “fornisce” il cancro ai polmoni. La campagna segue di due mesi le dichiarazioni di due funzionari sanitari dello Stato, che hanno dichiarato le ecig rischiose per la salute.

Negli occhi di un ex fumatore, questi messaggi subliminali hanno un forte impatto: “Le ecig sono pericolose come le sigarette, quindi torniamo pure alle bionde”.

Ci sono però anche articoli sull’argomentazione opposta: le e-cig come strumento di riduzione del rischio. Il migliore di questi è stato scritto esclusivamente su Spectator Health dal dottor Derek Yach, colui che ha scritto le linee guida sulla prevenzione del fumo per l’Organizzazione Mondiale della Sanità, probabilmente uno dei più efficaci oppositori del fumo del mondo. “Al momento, sono previsti un miliardo di morti causati dal tabacco prima del 2100: una prospettiva terribile. Le ecig e altri strumenti che contengono nicotina come le pipe ad acqua ci offrono la possibilità di ridurre questo numero. Ogni persona coinvolta nella lotta al tabacco deve tenere a mente questa cifra, così come raddoppiare gli sforzi per sopperire all’ignoranza degli ultimi 50 anni del fatto che il fumo uccide e la nicotina no“.

Il dottor McAfee del CDC ha dichiarato che se i produttori di sigarette elettroniche vogliono promuoverle come strumenti di cessazione del vizio del fumo, dovrebbero far richiesta di essere considerati tra gli strumenti terapeutici surrogati della nicotina quali cerotti, gomme e losanghe. Questo tipo di classificazione richiede anni di sperimentazione clinica. “Ci sono centinaia di produttori e nessuno ha scelto di percorrere questo tragitto”, ha dichiarato.

Spieghiamo: il problema delle ecig e degli altri strumenti da svapo è che è vicino all’impossibile prevedere una dose esatta e misurabile di nicotina per ogni e-cig (come richiesto dalle autorità pubbliche). È come il fumo, si ricorda, e più si inala più si inserisce nicotina nel corpo. La stessa e-cig può dare diversi livelli di nicotina a due fumatori, a seconda del numero di boccate. Questo basta a dire che potenzialmente sarebbero richiesti moltissimi anni di sperimentazioni chimiche. E perché questo è una sciocchezza? Perché, come dice Yach, fumare il tabacco uccide, mentre la nicotina no. Questo punto di vista è supportato da uno studio recente.

Dall’altro lato, la campagna anti-svapo mantiene al lavoro i burocrati maniaci del controllo, e fa scivolare soldi nelle tasche delle agenzie. E quanto ci vorrà affinché anche il governo britannico si adegui alla linea americana?

Fonte: The Spectator

 

 

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