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E-cig, AAMS favorevole alle “fascette”. E sono in arrivo controlli sulle aziende [Aggiornato con precisazioni]

liquidi aams

Nella giornata di ieri l’on. Filippo Busin (Lega Nord) ha presentato un’interrogazione parlamentare urgente con cui afferma che

ai fini di un efficace monitoraggio sull’applicazione dell’imposta e, sopratutto, sulla provenienza dei liquidi per le sigarette elettroniche, dovrebbe prevedersi la stesso sistema “di tracciabilità e di legittimazione della loro circolazione nei confronti dei consumatori conformi a quelle della direttiva comunitaria 2014/40/UE”. Una simile previsione permetterebbe una maggiore protezione del consumatore e dei produttori che operano in regime di legalità contro i fenomeni di contrabbando ed elusione che spesso risultano commerciare in prodotti nocivi anche per la salute.

chiedendo al Ministro dell’Economia e delle Finanze se

nell’ambito delle proprie competenze, non ritenga opportuno adottare gli adeguati provvedimenti al fine di introdurre, in materia di produzione e commercio dei liquidi per le sigarette elettroniche, la medesima disciplina di tracciabilità e legittimazione della circolazione, prevista per i prodotti del tabacco dall’articolo 1, comma 5 del D.Lgs. 15/12/2014, n. 188.

In sintesi, si parla di estendere ai flaconi dei liquidi da inalazione il sistema delle fascette, o più probabilmente degli ologrammi, sì da permettere la piena tracciabilità della merce in oggetto. Indicazioni sul tema sono peraltro previste dalla Direttiva 40/2014, che dovrà essere trasposta nel nostro ordinamento entro il 31 marzo 2016.

All’interrogazione dell’on. Busin ha rispostonel pomeriggio il sottosegretario all’Economia, on. Enrico Zanetti (Scelta Civica), che ha affermato che l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è favorevole “all’adozione di misure di tracciabilità e legittimazione dei prodotti liquidi da inalazione”, ma a tal fine servono “provvedimenti aventi forza di legge, previa approfondita analisi dei processi tecnici necessari”, “coinvolgendo gli operatori economici interessati“, sottolineando però la necessità di “un’apposita disposizione che estenda il regime della tracciabilità anche per i prodotti liquidi da inalazione“.

L’Agenzia precisa che – insieme alla Guardia di finanza – effettua “da tempo specifici controlli per la corretta applicazione dell’imposta di consumo e al fine di contrastare comportamenti elusivi da parte degli operatori“.

Controlli che – secondo quanto si ricava da fonti governative – nelle prossime settimane dovrebbero subire una notevole intensificazione, con focus primario su aziende e corrieri. Inoltre, a quanto si apprende dalle stesse fonti, sarebbero già state elevate multe per centinaia di migliaia di euro nei confronti di società quali Svapoforniture e VaporArt, oltre ad alcuni negozi che avevano in vendita liquidi non acqustati da Deposito Fiscale.

Aspettando la Corte Costituzionale

Ulteriori novità in arrivo quindi per gli operatori del settore, che nel frattempo attendono il verdetto della Corte Costituzionale sulla legge 99/2013, previsto per giugno, che potrebbe stravolgere il sistema di tassazione e forse anche il livello, specie una volta che il MEF avrà chiara – dopo la prima scadenza fiscale prevista per il 31 maggio – l’impossibilità di raccogliere da settore gli oltre 120 milioni di euro previsti.

Al riguardo infatti si prefigura un nuovo buco nelle casse dello Stato, causato proprio dall’eccesso di tassazione sui liquidi da inalazione (€3,73 per un flacone da 10ml), peraltro non accompagnato da un adeguato quadro normativo capace di garantire il funzionamento del mercato. Una responsabilità questa che ricade principalmente sull’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che potrebbe essere chiamata a risponderne, politicamente e non solo.

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA VAPORART

1) Vaporart già da gennaio 2014 (circa 1 anno e mezzo fa! ) è regolare deposito fiscale/deposito autorizzato

2) Vaporart dal 1° gennaio 2015 è stata tra le prime società italiane ad assoggettare i propri prodotti da inalazione con imposta di consumo: Sito web aziendale – store on-line – moduli ordine.

3) Vaporart in quanto produttore Deposito Fiscale/Deposito Autorizzato NON ha mai avuto e non potrebbe detenere “liquidi non  da Deposito Fiscale”, Vaporart è essa stessa deposito fiscale.

4) Vaporart non ha mai ricevuto multe di nessun tipo da alcuna amministrazione, l’unica richiesta di pagamento che ha ricevuto la nostra società da parte di Amms,  così come tutte le altre società che avevano partecipato ai ricorsi del 2014 è quella relativa alla tassa 2014, questione  che per altro è in discussione alla corte costituzionale.

5) Quella di AAMS è solo una richiesta di versamento dell’imposta 2014 (non certo una multa) sulla quale per altro abbiamo fatto ulteriore ricorso in commissione tributaria. Tutti i soci Assifel che avevano fatto ricorso insieme a VaporArt nel 2014 hanno ricevuto analoga richiesta.

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA SVAPOFORNITURE

Premesso comunque che Datastore Srl, proprietaria del marchio Svapoforniture è regolare deposito fiscale dal 7 gennaio 2014 e che non ha ricevuto nessuna multa dall’ Amministrazione dei Monopoli e GdF, la informo che dal 2015 ha regolarmente applicato l’ imposta di consumo.

Tutti sanno nel settore, e mi stupirebbe se lei non lo sapesse, che per il 2014 la nostra società e quasi tutti gli operatori più importanti del settore, hanno presentato ricorsi sospensivi all’ applicazione dell’ accisa e di tali ricorsi beneficeranno tutti i negozi e attività del settore stesso.

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