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La Repubblica | Sigarette elettroniche, parte la fase 2. Esperimento riuscito per la vendita dal tabaccaio

Sigarette elettroniche, parte la fase 2. Esperimento riuscito per la vendita dal tabaccaio. Roma scelta come area test da maggio la Fontem avvia la distribuzione in altre città

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La sperimentazione è durata due mesi, ed è andata benissimo, almeno a sentire l’azienda. La Fontem Ventures, una società del gruppo angloolandese Imperial Tobacco, aveva lanciato a Roma il 17 febbraio scorso, con una distribuzione in circa 2000 tabaccherie della capitale (quasi la metà del totale), la sua versione della sigaretta elettronica, la “JAI”.

Nei primi giorni una dimostratrice dell’azienda, a fianco del tabaccaio, illustrava il prodotto e distribuiva campioni. Dopodiché a vendere la sigaretta elettronica è stato lo stesso tabaccaio. Questi per la prima volta ha visto con sollievo superato l’imbarazzo della concorrenza dei negozi specializzati in sigarette elettroniche.

Ora i responsabili del gruppo hanno fatto il punto dei risultati: la sperimentazione è andata talmente bene che la distribuzione verrà estesa a partire dal prossimo mese ad altre grandi città italiane, sempre attraverso il canale commerciale delle tabaccherie. A maggio poi arriverà sul mercato una nuova versione della JAI, stavolta del tutto priva di nicotina.

Le tabaccherie sono state scelte come canale esclusivo di vendita per la capillarità sul territorio e per l’abitudine consolidata e la particolare attenzione a vendere prodotti ed erogare servizi ai soli maggiorenni (come le altre sigarette elettroniche, anche per la JAI è ovviamente vietata la vendita ai minori di 18 anni). A loro vantaggio, inoltre, i tabaccai possono contare su margini più alti rispetto al tabacco e sulla semplicità nel descrivere e vendere questo prodotto, intuitivo e di facile utilizzo per i consumatori.

L’azienda ha reso noto anche i risultati dei sondaggi svolti in questi due mesi presso i tabaccai prescelti. Fra le caratteristiche della JAI, quelle che sono risultate le caratteristiche più apprezzate, oltre ovviamente alla minore dannosità per la salute, sono: la facile reperibilità; le dimensioni, forma e la gestualità che rimandano a quelli della sigaretta tradizionale e che dunque non fanno rinunciare alla gestualità tipica della sigaretta a base di tabacco (può essere impugnata come una sigaretta tradizionale); l’assenza di un tasto di accensione che evoca modalità di funzionamento più immediate; il design ed il colore nero, che la rendono elegante ma insieme adatta a tutti e a ogni situazione; uno stile moderno che la fa assomigliare ad un prodotto tecnologico.

La Fontem Ventures è stata creata dal gruppo Imperial Tobacco nel 2012 proprio per orientare gli investimenti a favore di un pubblico che, opportunamente, fuma sempre meno sigarette tradizionali e scegli quelle “a vapore”. Nel 2013 ha acquisito per 75 milioni di dollari i brevetti della Dragonite International, la società di Hon Lik, il cinese che ha inventato la prima sigaretta elettronica.

Fonte: Maria Luisa De Simone – La Repubblica, Roma, 21/04/2015

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7 thoughts on “La Repubblica | Sigarette elettroniche, parte la fase 2. Esperimento riuscito per la vendita dal tabaccaio

  1. la vera sigaretta elettronica esiste da 4 anni. E’ più economica e ha creato un maggior numero di posti di lavoro. Ma, siccome non era proficua per il governo e per le grandi industrie del tabacco, bisognava eliminarla.
    niente di nuovo sotto il sole.

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  2. Provata la jai , è uno schifo , sembra di fumarsi la cacca di vacca , e poi ha un retrosapore di chimico come se ci fossero medicinali mischiati al liquido che ti intorpidiscono la bocca , ma non sarà cangerocena?

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  3. Il fatto che non abbia il pulsante di accensione significa che se per sbaglio la prende in mano un bambino, gli basta semplicemente aspirare e funziona? Inoltre il piccolo filtro sostituibile é talmente facile da smontare che sempre in maniera accidentale un bambino potrebbe smontarlo ed ingerirlo?

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  4. Pingback: FIT News – Sigarette elettroniche: arrivano i controlli in tabaccheria |

  5. “A maggio poi arriverà sul mercato una nuova versione della JAI, stavolta del tutto priva di nicotina.”
    In pratica, dal mese di maggio, chi la proverà tornerà subito a fumare le sigarette.

    vendere prodotti ed erogare servizi ai soli maggiorenni (come le altre sigarette elettroniche, anche per la JAI è ovviamente vietata la vendita ai minori di 18 anni).

    Ma serve essere maggiorenni per aspirare qualcosa che contiene solo una miscela di glicerolo, glicole propilenico e aromi vari?
    Prevedo un fallimento annunciato.

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  6. Pingback: Fisco e tabacco, non solo fumo. (La solita) lobby all’assalto del Governo | La Notizia |

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