Opinioni

NY Times | I ragazzi usano più e-cig e meno sigarette: è una buona notizia

nytimes teen cig

Almeno una parte del dibattito americano (in Italia invece si è sempre, o quasi, parlato solo di tasse) sul tema sigaretta elettronica sembra iniziare a prendere una piega buona. Almeno così sembra a leggere New York Times di ieri, che riporta un articolo di Sabrina Tavernise, “Use of E-Cigarettes Rises Sharply Among Teenagers, Report Says”.

Il punto dell’articolo è importante, in quanto dimostra come le e-cigarettes stiano pian piano sostituendo, specialmente tra i giovani, le sigarette tradizionali e persino sigare e pipe. Un estratto:

I dati raccontano anche u’altra storia. Tra il 2011 e il 2014, la percentuale di studenti delle superiori che fumano è scesa dal 16% al 9%, e l’uso di pipe e simili lo steso. Lo scarto suggerisce che alcuni di questi ragazzi stiano usando le e-cig per smettere.

L’articolo cita anche il punto di vista che, da un punto fi vista della salute, quanto sta accadendo è un bene:

Il fumo è ancora la maggior causa di morte prevedibile negli Stati Uniti. Il fumo infatti uccide 480.000 americani ogni anno, e molti scienziati sono concordi nel dire che le e-cig forniscono nicotina, ma non il pericoloso catrame o altri elementi chimici, e che esse sono estremamemtne meno dannoise delle sigarette tradizionali.

stime
E’ bello inoltre vedere sul NY Times un botta e risposta tra i talebani del “non fumare, non svapare” e le posizioni opposte al cosiddetto “quit or die”:

[il fenomenod elle e-cig] “è davvero una brutta cosa”, spiega il dr. Thomas R. Frieden, direttore del C.D.C., che ha sottolineato come la nicotina possa danneggiare un cervello nell’età dello sviluppo. “E’ un’altra generazione agganciata dall’industria del tabacco. Mi fa arrabbiare”.

Ed ecco la risposta:

Ma i numeri presentano un lato buono. Il declino nell’uso delle sigarette fra i teenagers è andato accelerandosi tra il 2013 e il 2014, crollando del 25%, la percentuale maggiore da anni. Un percorso che sembra andare contro le previsioni dei predicatori anti-tabacco che le e-cigarettes sarebbero diventate un “gateway”, una porta d’accesso alle sigarette tradizionali per i giovani, quando invece sembra che stiano aiutando, non causando danni. Il percorso sembra lo stesso di paesi come Svezia e Norvegia, dove la crescita nell’uso dello snuso, prodotto del tabacco ma “smokeless”, è stato seguito da un forte declino nell’uso delle sigarette. [e della percentuali di tumori ai polmoni, NdT].“Non sono una porta d’accesso, e anzi potrebbero accelerare il percorso verso l’uscita [dal fumo]”, afferma David B. Abrams, executive director dello Schroeder Institute for Tobacco Research and Policy Studies, un gruppo anti-tabacco.

Quello che colpisce è lo spazio dato alla posizione pro e-cig. La giornalista inolte sottolinea che la Food & Drug Administration si sta avviando a regolamentare le e-cigarettes, e qui arriva l’unico passo falso. La Tavernise scrive:

I numeri hanno sorpreso molti, e hanno posto i regolatori in un territorio sconosciuto. La Food and Drug Administration ha fatto un primo tentativo di regolamentare le e-cig lo scorso anno, e molti esperti sono preoccupati del fatto che certe abitudini si stiano formando più veloemente delle regole. Dato che le sigarette elettroniche sono un qualcosa di così nuovo, gli scienziati stanno ancora raccogliendo prove dei suoi effetti nel lungo termine, lasciando i regolatori in panne nel raccogliere dati.

Non c’è nulla di inaccurato in quel paragrafo. Quindi, qual’è il problema? Il problema è che non c’è alcun riferimento a come le e-cig potranno essere regolamentate. Ci si pensi un secondo però. Ogni regolamentazione che potrà essere emanata dalla FDA non renderà le sigarette elettroniche “più” disponibili. Sicuramente le renderà “più costose”, sia intermini di accessibilità che di prezzo. In questo modo, la regolamentazione della FDA [come accadrà in Europa con l’applicazione della nuova Direttiva Tabacco nel 2016, NdT] rallenterà questa sostituzione salutare di sostanze tossiche. Forse la giornalista avrebbe dovuto cercare un economista capace di applicare le basi della microeconomia ad una tale scelta. Nel caso, sono disponibile.

David Henderson è professore associato di Economia alla Graduate School of Business and Public Policy, Naval Postgraduate School di Monterey, California
PS: Parte dell’articolo della Tavernise è stato ritirato perché una delle sue fonti ha confessato di essersi inventato una storia, sia sull’uso delle e-cig che sulla sua identità. Link: http://goo.gl/zcXmZy
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