Esteri

Incontro con i pioneri delle e-cig di Liverpool [The Guardian]

guardian vapes

Due settimane fa lo ha dichiarato Nick Clegg. “Ho lasciato le bionde e svapo”, ha detto trionfalmente al Daily Mail il vice Primo ministro. “Ho preso alcune di quelle cose chiamate multi-voltaggio. Non fumo una sigaretta da settimane”. Raccomandando la e-cig preferita al mirtillo, Clegg ha dichiarato di aver gradito di non essere stato escluso per il suo uso di nicotina ma ha ammesso di non aver realmente capito cosa stesse fumando. “Non sono sicuro al 100% di quale sia l’effetto sulla mia salute di questi oggetti che vanno a batteria”, ha detto.

Sebbene politici di tutti i partiti adorino essere visti mentre comprano oggetti “British” – o quanto meno europei, come nel caso del leader Lib-Dem anglo-olandese – c’è una ragionevole possibilità che il prodotto alla nicotina che Clegg ha barattato per le sue Marlboro Lights sia venuto dalla Cina. È lì che nel 2003 il farmacista Hon Lik [oggi membro del CdA di Fontem Ventures, che commercializza in Italia le ecig JAI, NdT], accanito consumatore di sigarette, inventò le cartucce a batteria che producono il vapore inalabile che oggi annebbia ogni via nel Regno Unito. I cinesi hanno avuto un monopolio sulla produzione di e-cig da allora. Questa dominazione cinese sembra in procinto di arrestarsi nel maggio del prossimo anno, quando sarà un vigore una nuova legge comunitaria che imporrà anche ai cinesi di regolare le e-cig per la prima volta. Presto i produttori di e-cig non dovranno solo produrre in linea con le nuove regole della direttiva in materia di sicurezza, qualità e packaging, ma dovranno registrare tutti i loro ingredienti, emissioni e dati tossicologici con le autorità in ogni Paese dell’UE.

Tutto questo renderà difficile la vita per la (spesso opaca) catena di produzione cinese, e potenzialmente aprire un poco auspicabile impianto vicino all’aeroporto “John Lennon” di Liverpool all’interno dei quartieri generali di imprese che producono miliardi di sterline. Raggiunti attraverso una strada piena di pozzanghere nei sobborghi di Speke, passato il magazzino dello Shop Direct dove sono esposte le scene domestiche del catalogo Littlewoods e di fronte a improbabili negozi che vendono utensili per saloni di bellezza, troviamo un gigantesco edificio grigio con l’insegna “Mega-fabbrica di nicotina”.

Costruito in origine dal gigante farmaceutico Glaxo Smith Kline per la produzione di inalatori per asma, da febbraio il sito è la casa di Nerudia, che ha lo scopo di riempire millioni di polmoni con una sostanza abbastanza differente. Dentro, tecnici con cuffie per i capelli e caldaie cercano di lavorare in stanze super-sterilizzate riempendo fiale con nicotina liquida. Quando la fabbrica lavorerà a pieno regime, ogni “pacchetto di riempimento” potrà riempire più di 400.000 bottiglie al mese. Tutto incluso, il sito è composto da 400 mq di laboratori dedicati all’analisi di nicotina e una luminosissima serra riempita di piante di tabacco in cui gli scienziati di Nerudia hanno sperimentato nuovi modi di estrazione della nicotina dalle foglie.

Quando i burocrati di Bruxelles hanno iniziato ad elaborare la direttiva UE sui prodotti del tabacco, due tizi del nordest inglese hanno avvistato un’opportunità. I co-fondatori di Nerudia, David Newns e Chris Lord, si sono incontrati ad un corso di volo nel 2005. Hanno immediatamente iniziato a scherzarci su, e iniziato a fare affari. Nell’aprile 2008 i due hanno deciso di fare un tour cinese per scoprire nuove opportunità di business. Si sono ritrovati ad una rassegna industriale a Shenzen, una delle maggiori città nella provincia del Guangdon dove, accanto ad un’enorme esposizione di sex toys, i due imprenditori hanno fatto il loro primo incontro con una sigaretta elettronica. Lord, un fumatore da 20 sigarette al giorno di vicino Burnley, ne fu incuriosito. Lo stesso si può dire per Newns, nonostante non avesse mai inalato in vita sua una sigaretta. “Abbiamo visto questa e-cig e pensato, accidenti, se questa cosa fa realmente ciò che c’è scritto sulla confezione, quanto potrebbe essere sorprendente, globalmente?” dice Newns, un trentenne dagli occhi chiari nella stanza dei bottoni di Nerudia, di fronte ad un’insegna che dice “Ricorda: la riservatezza è il nostro prodotto di punta”. Il duo ha comprato una serie di campioni da mettere in valigia ed è tornato ad Accrington, Lancashire, dove stavano portando avanti una società che adattava veicoli per i disabili. Nel retro della cucina, Lord si preparò per smontare la e-cig per sperimentare come erano fatte, usando questo strumento per togliere il vizio del fumo.

La prima cosa che abbiamo pensato è stata: se stiamo per vendere questi prodotti dobbiamo capire cosa c’è dentro. Noi non potremmo dormirci la notte senza averlo fatto”, dice Newns. “Abbiamo capito che non ce l’avremmo fatta al 100% salvo averlo fatto noi stessi. Sin dalla partenza abbiamo capito che il liquido delle e-cig, lo stesso che sta per andare nei polmoni della gente, bisogna farlo nel Regno Unito”. Lord, formato come ingegnere aeronautico oggi 44enne, ha trascorso ore e ore nel proprio laboratorio sperimentale prima che i due si trasferissero all’incubatore di bioscienze dell’Università di Manchester, dove sono stati presentati ad un investitore che ha sbloccato inizialmente 1 milione di sterline nella società, chiamata CN Creative. Era quasi un’impresa, ricorda Lord, aspirando una sottile sigaretta simile a una tuba nell’ufficio di Nerudia. “Le sigarette elettroniche sono multidisciplinari”, dice. “Ti serve chimica, dinamica dei fluidi, elettronica (che è fondamentale, questa cosa si carica e scarica con sicurezza?). Ora, io non sono esperto in chimica. Sono esperto in buon senso e guardare oltre le cose quando gli altri non sanno. Quindi ho chiesto a un sacco di persone e Google è stupefacente”.

Mentre Lord sperimentava, gli affaristi di tutto il Regno Unito hanno iniziato a importare moltissimi stock dalla Cina non appena l’appetito per i surrogati del fumo è salito. Altri hanno un piano a breve termine per generare un veloce guadagno, ma Lord e Newns stavano giocando una partita più lunga. Nel gennaio 2009 hanno scoperto “ECOpure”, un liquido che erano determinati nel far approvare dall’agenzia regolatoria per i prodotti della salute (MHRA) come ingrediente-chiave delle prime e-cig medicinali. Era, hanno scoperto, una prospettiva che ha cambiato il gioco: che colpo, per il loro prodotto, essere in grado di etichettare come sicuri i loro prodotti, mentre le sigarette tradizionali erano costrette a riportare spaventose avvertenze sui pacchetti.

È stato un processo arduo e lento ma nel 2012 British American Tobacco, caduta nel passo falso insieme alla maggior parte delle multinazionali del tabacco che hanno fatto l’errore di considerare le e-cig come un fenomeno passeggero, era così convinta che ECOpure era invece destinata ad ottenere i brevetti cruciali che comprò la società per una cifra che Lord dice solamente fosse “tra i 30 e i 50 milioni di sterline”. Il brevetto è ancora in attesa, ma sarà sicuro nei prossimi mesi, non anni, secondo Newns. L’agenzia governativa Public Health England attendeva la concessione l’anno passato. Circa 1,5 milioni di inglesi sono considerati adesso svapatori regolari, alcuni tentando di togliersi il vizio del fumo e altri solo per aggirare il divieto di fumo nei locali introdotto nel 2007. Come Nick Clegg, altri fan di alto profilo includono Lily Allen, Jack Nicholson e Simon Cowell. June Brown, che recita come Dot Cotton in EastEnders, era un utente iniziale, fotografata mentre dava una boccata ad una e-cig da 40 sterline nel 2009. Questi strumenti si sono diffusi così tanto che a marzo l’Ufficio Nazionale di Statistica le ha aggiunte al paniere di beni utilizzato per misurare il tasso di inflazione britannico. Nel 2013 è stato stimato che il settore valesse 193 milioni di sterline nel Regno Unito e nel 2014 2 miliardi di sterline su base mondiale. Ma recentemente la crescita si è stabilizzata, tra i conflitti tra gli avvisi legati alla salute e le dispute sul fatto che questi prodotti di diversi gusti fossero diretti fraudolentemente ai minori. L’Organizzazione Mondiale della Sanità sta spingendo per un divieto globale sul fumo all’interno dei locali, affermando che “diverse prove suggeriscono che le esalazioni da e-cig innalzano il livello di alcuni componenti tossici dell’area sovrastante, come nicotina e altre particelle”.

I fondatori di Nerudia vedono la loro missione, oltre che lucrativa, come altruistica: aiutare ad abbassare il tasso di morti per fumo. Amano parlare dei loro prodotti come aiuti alla cessazione del vizio del fumo per i fumatori, ancora ulteriore prova suggerisce che lo svapo è attrattivo per i teenagers le cui dita non siano state ingiallite da una vita di uso di sigarette. Martedì, scienziati di Liverpool hanno chiesto di fare controlli urgenti sulla promozione e vendita di sigarette elettroniche ai bambini dopo aver scoperto altri tassi di uso tra gli alunni delle scuole superiori della regione. In un’inchiesta su più di 16.000 teenagers nel nordest inglese i ricercatori hanno scoperto che 1/5 degli studenti di età tra i 14 e i 17 anni ha comprato o provato sigarette elettroniche. Molti di questi che si sono trastullati con lo svapo erano già fumatori regolari. Uno su 20 circa tra i teenagers che hanno comprato o provato sigarette elettroniche non ha mai fumato sigarette tradizionali prima, il che suggerisce che lo svapo può essere una nuova realtà su cui fare esperimenti.

Comunque ASH, il gruppo di pressione antifumo più rispettato nel Regno Unito, considera le sigarette elettroniche utili per la cessazione del fumo. “C’è davvero poca prova nel mondo di pericolo dovuto alle sigarette elettroniche, specialmente comparandole col fumo”, secondo un rapporto di ASH. “Fumare tabacco è uno dei maggiori rischi per la salute e la metà dei fumatori tradizionali sarà ucciso da quel vizio. Ogni anno 100.000 fumatori muoiono per tumori connessi al fumo”. Viceversa, le sigarette elettroniche sono progettate solo per conferire nicotina. Sebbene attualmente ci sia un’assenza di alcuna prova certa che stabilisse la loro assoluta innocuità, questi prodotti devono essere considerati molto più salubri che il fumo. Il problema, come nota ASH, è che “gli attuali prodotti senza licenza nel mercato variano largamente nei loro livelli di qualità ed efficienza”. Quando testati dalla MHRA alcuni prodotti contenevano livelli di nicotina che non corrispondevano all’ammontare stabilito nella loro etichetta. Tutto questo deve cambiare con la nuova direttiva UE, che richiederà ai produttori e venditori di e-cig di diventare molto più trasparenti su ciò che stanno vendendo.

È contro questo contesto che Lord e Newns hanno trovato un’opportunità. Hanno attratto un investimento di 11 milioni di sterline basato sul rischio che la nuova regolamentazione europea, più i brevetti medicinali, stanno conducendo a un altro boom nell’industria delle e-cig. Come dice il sito web: “Siamo impegnati a essere all’avanguardia dell’agenda della verità all’interno dell’industria delle sigarette elettroniche, aiutando a impostare gli standard in tutta Europa per prodotti di qualità e nuovi livelli di cura con le sigarette elettroniche”. Essenzialmente, questo significa costruire quelli che Newns chiama “un centro di eccellenza” per le e-cig, affermando che Nerudia presto sarà considerata la massima autorità mondiale per la nicotina: “Ciò che vogliamo fare è fornire questa leadership da una prospettiva scientifica. Cosa speriamo di diventare è un provider di servizi per aiutare tutti nel settore, grandi e piccole imprese, a mettere insieme un set di standard che i regolatori possono utilizzare, sì, siamo adatti a questo, possiamo apprezzare il potenziale beneficio sulla salute delle e-cig sulle sigarette tradizionali. È questo il nostro vero obiettivo qui”. Aggiunge: “imposteremo il livello di qualità ad un punto molto alto. L’intera idea di produrre qualsiasi cosa con standard farmaceutici è che non ci siano domande senza risposta”.

Nerudia produrrà e-liquid con etichette vuote per venderle a grandi produttori di tabacco, e offrirà consulenza e analisi a quelli sul mercato. Avendo già ascoltato la cantilena sull’applicare una licenza medica, hanno una branca sulla consulenza che stringerà le mani di altri che vanno a percorrere la stessa strada. E possono testare i prodotti in quello che affermano essere l’unico laboratorio nel Regno Unito per i test sulle e-cig, che utilizza macchinari speciali che simulano l’inalazione e l’esalazione umana, misurando quanta nicotina è emessa per ogni boccata. Per la fine dell’anno, Nerudia vuole assumere 150 persone e spera di avere presto enormi guadagni.

Siamo da sempre stati chiari che vediamo ciò come un business da miliardi di sterline”, dice Newns, che ammette che alcuni a Londra sono scettici della loro abilità di costruire una tale società nel nordovest. Ma lui e Lord sono irremovibili sul fatto che non ci sia posto migliore per avviare un’impresa farmaceutica. Anche altre aziende farmaceutiche, tra cui AstraZeneca e Eli Lilly, hanno la sede a Speke, attingendo da un’ampia forza lavoro. E con George Osborne che batte forte sulla sua visione di un forte centro di potere del nord che bilanci l’economia “Londra-centrica” del Regno Unito, “il governo sta finalmente riconoscendo l’opportunità nel nordovest”, dice Newns”. “A Londra, dove abbiamo trascorso del tempo durante la vendita a British American Tobacco, tutti pensavano fossimo stupidi. Vogliamo provare che si sbagliavano”.

Fonte: The Guardian (1 aprile, 2015)

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