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Tra ricorsi e ripresa: sarà una Pasqua di resurrezione per il settore e-cig?

pasqua ecig copy

Il settore della sigaretta elettronica spera ardentemente che questa Pasqua possa davvero essere di resurrezione, dopo 21 mesi di sofferenza (iniziata nel giugno 2013 con l’emanazione del famigerato Decreto Legge 76 – convertito nella legge 99/2013 – che impose un’imposta del 58,5% del prezzo su liquidi e hardware). Resurrezione che possa essere almeno in prospettiva.

Cerchiamo di riassumere la questione, anche per ovviare a qualche articolo scarsamente informato e che presenta notevoli imprecisioni che si può leggere online.

Sulla situazione relativa alla legislazione del 2014 rinviamo ad un precedente articolo che ben inquadra il tutto.

La nuova imposta sulle e-cig

Per quanto riguarda il 2015, dall’1 gennaio è in vigore il Decreto Legislativo 15 dicembre 2014 n. 188 che ha rivisto la normativa istituendo la categoria dei “liquidi da inalazione senza combustione” (eliminando la tassazione sull’hardware, il sistema accisa a percentuale e i prezzi registrati), e dal 21 gennaio è in vigore un’imposta di € 3,73 ogni 10ml di liquido da inalazione (decisa dall’ADM, che ha stabilito un’equivalenza di 5 sigarette per 1ml di e-liquids), che certamente sta pesando notevolmente su clienti, negozianti e aziende.

I ricorsi: vecchi, nuovi e pendenti

Sin dall’inizio alcune aziende e negozi, che fanno riferimento all’associazione ANAFE Confindustria, hanno deciso di adeguarsi alla nuova tassazione anche – a quanto risulta – per motivazioni legali nell’ottica dell’avvicinarsi della decisione della Corte Costituzionale e del ricorso al TAR sulla nuova norma. Ricorso che è stato presentato anche da alcune aziende aderenti ad Assifel, costituita in FIESEL associazione vicina e che collabora d’intesa con Confesercenti [correzione inserita su richiesta di Confesercenti, NdR], che ha anche supportato ad adiuvandum il ricorso. Le aziende hanno però rinunciato alla sospensiva, improbabile da ottenere a due mesi dall’entrata in vigore della norma, ottenendo la discussione sul merito per l’1 luglio prossimo.

Anche ANAFE ha depositato il suo ricorso al TAR Lazio, che lo discuterà il prossimo 14 aprile. Una data fatidica, visto che nello stesso giorno la Costituzionale avvierà l’analisi della Legge 99/2013 rinviata dal TAR nell’aprile del 2014, che nel caso dovesse dare ragione ai ricorrenti di ANAFE travolgerebbe la legge in questione e in gran parte anche quella del 2015, dato che i presupposti sono simili e che il Dlgs intervenuto a dicembre ha in realtà modificato un solo oaragrafo della legge contestata. Più probabile, secondo alcuni esperti, un esito che imponga comunque a Governo e Parlamento di trovare una soluzione del contenzioso 2014, per il quale comunque lo Stato non ha speranze di recuperare i 117 milioni di incasso previsti, scomparsi in gran parte per sue responsabilità.

Un settore in cerca di regole (che ci sono) e certezze (che mancano)

Nell’attesa di ciò che diranno TAR e Corte Costituzionale, il mercato presenta però notevoli problemi, solo in parte derivanti da una presunta incertezza normativa. Questa è stata infatti in gran parte dissipata da una Circolare AAMS che precisa comportamenti e sanzioni, anche se manca ancora una norma ad hoc che possa consentire la chiusura dei siti esteri (sul tema è stato negli scorsi giorni presentato un emendamento da parte dell’on. Caparini) privi di rappresentante fiscale. E a seguito di questa, SvapoWeb, il maggior sito estero “italiano”, ha annunciato di essersi adeguato facendo richiesta ad AAMS e applicando l’imposta di consumo (seppur con qualche distinguo a causa proprio di certi dubbi normativi). Una scelta non facile, visto che qualche suo concorrente sta scegliendo vie anche al limite della legalità.

Diversa la situazione invece per i negozi, per i quali continua la presunta diatriba sulle scorte 2014, inesistente per chi non ha acquistato da Deposito Fiscale. E purtroppo su questo tema è assai probabile che alcuni negozianti possano incorrere in controlli (alcuni già compiuti, con risultati pesanti) da parte di AAMS e Guardia di Finanza, con rischio di sanzioni non leggere, come anticipato dalla Circolare. Certamente, un adeguamento complessivo da parte di tutti gli operatori del mercato porterebbe il settore ad una certezza che aiuterebbe tutti: aziende, negozi e anche i clienti, che non si troverebbero in confusione né si sentirebbero – come si è letto in alcuni casi – ingannati.

L’altra novità del 2015: l’ingresso delle multinazionali (e non solo?) dai tabaccai

La vera news del 2015 al momento è certamente l’ingresso della prima multinazionale del tabacco nel settore e-cig. Si tratta di Imperial Tobacco, che attraverso la controllata Fontem Ventures ha lanciato JAI, un cigalike, cui dovrebbero far seguito altri prodotti (ricordiamo infatti che Blu eCigs, brand presente anche negli open systems, è in corso di acquisto da parte dell’azienda britannica) in distribuzione unicamente in tabaccheria.

A ITG dovrebbero presto (entro giugno?) fare seguito altre multinazionali come Philip Morris (che ha appena presentato Solaris in Spagna), BAT (con Vype) e JTI (che lo scorso anno ha acquistato E-Lite).

Ma da questo punto di vista ancora più interessante appare essere il presunto accordo che sarebbe stato trovato tra due aziende produttrici di liquidi quali Mental4Smoke e VaporArt con la FIT (Federazione Italiana Tabaccai) per la produzione di una linea di liquidi dedicata da distribuire solo nelle tabaccherie. Sul tema AgiVapeNews ha sentito alcuni dei soggetti coinvolti sul tema.

Da Confesercenti (di cui fa parte anche Assotabaccai, associazione concorrente di FIT, e che non sarà molto contenta della cosa possiamo immaginare) la struttura [non è stato possibile rintraciare il presidente, Massimiliano Federici] definisce un accordo di tal genere “bizzarro”, dichiarando però di non essere a conoscenza dei particolari della questione di cui hanno solo sentito parlare. Gianluca Giorgetti, Amministratore Delegato di VaporArt (società che a quanto risulta avrebbe anche ricevuto un avviso di sanzioni per alcune centinaia di migliaia di euro da AAMS per il 2014, ma sul tema non ci sono conferme) ha invece dichiarato che: “Allo stato attuale non c’è alcun accordo. Conversiamo con FIT […]. Sono in corso trattative con vari soggetti“.

Ma altre fonti, sia dal mondo della distribuzione del tabacco che delle sigarette elettroniche, arrivano invece conferme della cosa, anche se non ci sarebbe stata alcuna formalizzazione scritta ancora di un progetto – quello della FIT di avere un solo fornitore “non tabacco” di e-cig – che a quanto risulta ad AgiVapeNews risalirebbe addirittura all’autunno 2013. Allora infatti si sarebbero svolti incontri che hanno visto coinvolte aziende italiane (inclusa una delle due coinvolte oggi) e anche una multinazionale esclusivamente delle e-cig che dovrebbe a breve entrare nel mercato italiano. Il progetto all’epoca non decollò a causa dell’implosione derivante dalla nuova tassazione e dall’incertezza giudiziaria e normativa, ma oggi a quanto pare il legame si sarebbe riannodato.

Una scelta interessante,se confermata, quella di FIT di lavorare con Metal e VaporArt (che però potrebbero subire la reazione di negozianti e-cig e vapers) che certamente aumenta la concorrenza di un settore, il quale però per funzionare ha innanzitutto bisogno di certezze (e magari di tasse più basse). E per queste è alquanto necessario un ruolo maggiore delle istituzioni, che fino ad oggi si sono occupate unicamente di fisco – utilizzato in maniera evidentmente punitiva – dimenticando il sistema di regole complessivo e la sua applicazione.

Arriva la TPD

Nella giornata di ieri la Commissione Politiche UE del Senato ha approvato un emendamento alla Legge di Delegazione Europea che impegna il Governo a implementare la nuova Direttiva Tabacchi entro 60 giorni dall’approvazione della stessa (prevedibile per settembre/ottobre). L’entrata in vigore della TPD è prevista per maggio 2016, ma non è quindi da escludere un’anticipazione. Il punto è come il Governo intepreterà la Direttiva. E su questo tema si auspica che presto le istituzioni diano il via ad un dibattito aperto alle varie posizioni.

Giulia Carli
Arnaldo Selmosson

AgiVapeNews torna martedì 7 aprile

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