Salute

USA, al via una campagna pubblicitaria anti e-cig

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Per la prima volta il Governo USA prende di mira le sigarette elettroniche in una campagna pubblicitaria che ne mette in dubbio l’efficacia come mezzo per smettere di fumare.

Cominciata lunedì scorso su stampa e radio, la campagna fa parte di “Consigli di ex fumatori”, iniziativa lanciata nel 2012 dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC) per sottolineare i pericoli connessi al tabacco, durerà 20 settimane e costerà 50 milioni di dollari (previsti anche spot tv).

Gli spot presentano un’utilizzatrice di e-cigarette di nome Kristy con in sovimpressione la frase: “Ho iniziato ad usare le sigarette elettroniche ma ho continuato a fumare. Fino a quando il mio polmone è collassato”.

Abbiamo esteso la comunicazione agli utilizzatori delle e-cigs perché 3 su 4 non rinunciano al fumo tradizionale”, spiega Tim McAfee, senior medical officer del Dipartimento Fumo e Salute CDC.”Il punto è che ridurre non è abbastanza“.

Il governo dello stato della California è invece anche più aggressivo. Venerdì scorso ha lanciato uan campagna da $7 milioni contro le sigarette elettroniche, derise come “presentate dalle stesse persone che hanno portato il cancro al polmone”, e arrivano dopo che due mesi il Dipartimento della Salute californiano ha dichiarato le e-cig un rischio per la salute, attirandosi però le critiche degli esperti. Comunque, secondo molti la campagna anti svapo rischierà o di scoraggiare le persone dallo smettere oppure le spingerà ancor di più a guardare e far ricerca sulle e-cig.

“Gli anti sigaretta elettronica continuano a spargere merda, ma continuiamo a crescere”, dice al WSJ Jason Healy, presidente e fondatore di Blu, uno dei più grandi brand USA di e-cig recentemente acquistato da Imperial Tobacco. “Le persone conoscono la verità sulle e-cigarettes,” aggiunge. Secondo un’analisi Nielsen pubblicata su Pediatrics lo scorso anni, Il brand Blu è stato responsabile dell’80% degli spot pubblicitari che avevano raggiunto adolescenti e giovani adulti in 9 mesi nel 2013.

Una delle questioni in ballo è comunque l’effettiviità delle e-cig quale mezzo per smettere. Uno studio di Lancet del 2013 ne ha valutato l’effettività simile ai certotti alla nicotina. Il Dr. McAfee del CDC sdice che sei produttori di e-cig vogliono promuovere i loro prodotti quali metodi per smettere allora questi dovrebbero essere classificati quali “nicotine-replacement-therapy” allo stesso modo di cerotti, gmme e pastiglie alla nicotina, un processo di autorizzazione che però dura degli anni per i clinical trials. “Ci sono centinaia di produttori, e nessuno ha scelto questa via“spiega McAfee.

Le sigarette elettroniche, entrate nel mercato USA 8 anni fa, rappresentano oggi un mercato da 2,5 miliardi di dollari, che dovrebbero superare i 3,5 nel 2015.

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