Esteri

Vapers in Power nel Regno Unito. Si candida il partito degli svapatori

vip

Nel Regno Unito è nato un “partito di scopo”, fondato per lanciare una campagna contro le regole dell’Unione Europea sulla vendita di sigarette elettroniche. Il gruppo “Vapers in Power” ha intenzione di presentare due candidati alle prossime elezioni grazie ad un’operazione di crowdfunding che ha per ora raccolto £1,500 attraverso IndieGogo in poco più di una settimana.

Liam Bryan, 43 anni correrà per il seggio di Kingswood, Bristol: “Le nostre  chances di essere eletti sono inesistenti. Ma speriamo che le nostre speranze di combattere le leggi sulle sigarette elettroniche siano assai più alte. Un’unica questione è abbastanza per me. Non sono un politico né voglio esserlo“, ha dichiarato al Daily Mirror, che spiega anche che il partito correbbe un secondo candidato a Barnsley East (nel Regno Unito come legge elettroale vige il sistema uninominale a turno unico), se riuscirà a raccogliere altri soldi.

La legislazione contro la quale gli svapatori britannici sono arrabbiati è la Direttiva sui prodotti del tabacco. Bryan afferma che le norme europee vieterà la pubblicità delle e-cigs e indebolirà l’hit che il prodotto consente attraverso la riduzione della nicotina all’interno del liquido. Il partito degli svapatori paventa inoltre che la trasposizione della Direttiva distruggerà i piccoli negozi che vendono liquidi e hardware spuntati in tutto il paese.

“Il Partito Laburista è stato strumentale nell’elaborare le leggi sulle sigarette elettroniche dell’Unione Europea, ma i suoi rappresentanti non hanno voluto incontrare i nostri rappresentanti né ascoltare le nostre preoccupazioni. Le e-cig sono degli strumenti incredibili, hanno il potenziale di prevenire milioni di morti connesse alle malattie da fumo”.

Il neo partito “Vapers in Power” ha un budget molto ridotto, e dipende interamente sulla “generosità degli svapatori, delle loro famiglie e di alcuni negozianti minacciati dalle norme europee anti e-cig“.

Sull’iniziativa di ViP è interventua Amanda Sandford, responsabile comunicazioni del gruppo anti-fumo ASH. “Pensiamo che le e-cigs siano più una forza del bene che del male. certamente c’è agitazione nella fratellanza degli svapatori, ma pensiamo che le regole europee siano appropriate, in quanto non vogliamo che questi prodotti vengano pubblicizzati in modo da incoraggiare i non-fumatori o i minori ad usarle“. La rappresentante di ASH si rende però conto che la TPD potrebbe “ulteriori ostacoli” ai negozianti, e ciò potrebbe spingere il mercato nelle mani delle multinazionali del tabacco.

In Italia sono vari i parlamentari “svapatori”, e chissà che – in assenza di una legge elettorale funzionante – non si possa almeno creare un intergruppo parlamentare pro e-cig.

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