Esteri/Policy

Totally Wicked e non solo: attacco alla Direttiva tabacco sulle e-cig

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L’azienda inglese di base a Blackburn Totally Wicked sta preparando un ricorso alla Corte di giustizia europea contro le nuove restrizioni alle sigarette elettroniche contenute nella Direttiva europea sul tabacco (TPD) approvata lo scorso aprile.

Secondo l’azienda, che occupa circa cento persone, la nuova normativa, che entrerà in vigore nel maggio 2016, pone le sigarette elettroniche in una condizione di ingiustificato svantaggio competitivo rispetto agli altri prodotti del tabacco infrangendo il principio UE di eguaglianza e i diritti dei produttori.

Totally Wicked, produttrice di e-liquid, sta cercando di reperire risorse e sostegno per il suo ricorso contro la menzionata Direttiva attraverso un sito web costruito ad hoc: Article20LegalChallenge.com

In particolare infatti, è l’Art. 20 della TPD ad essere entrata nel mirino dei produttori (e dei vape shops), in quanto tratta le e-cig nello specifico. Totally Wicked sostiene che la previsione “rappresenta un impedimento sproporzionato alla libera circolazione di beni e servizi, svantaggia ingiustificatamente le e-cig rispetto agli altri prodotti del tabacco, e infrange il principio UE di eguaglianza, violando il diritto fondamentale dei produttori e dei consumatori”.

TW si è prima rivolta alla UK’s Royal Courts of Justice (il sistema britannico prevede un passaggio nazionale prima di potersi rivolgere al Lussemburgo), che ha con un “preliminary ruling” ha concordato la necessità di dare una risposta a tale ricorso – sebbene ciò non significhi necessariamente condividere la posizione di Totally Wicked.

Il sito web illustra le ragioni che dovrebbero indurre i produttori e gli svapatori a sostenere la loro posizione. Totally Wicked spiega come le aziende dovrebbero far fronte ad ingiustificate restrizioni sulla pubblicità, effettuare notifiche prima di immettere i prodotti sul mercato e stilare report tossicologici, tutti adempimenti che comporterebbero ingenti oneri amministrativi ed economici per le aziende del settore.

“Le notifiche prima dell’immissione in consumo comportano un appesantimento amministrativo, ed un ritardo nell’immissione al mercato del prodotto di sei mesi, ma non ci sono prove che tali notifiche servano a ridurre i rischi”, aggiunge Totally Wicked. “Le norme tecniche riguardanti i meccanismi di ricarica distruggerebbero la creatività del mercato ed eliminerebbero grande parte del settore delle e-cig, mentre la richiesta di un elenco completo degli ingredienti utilizzati annullerebbe i segreti industriali”, continua l’azienda.

Secondo l’azienda di Blackburn l’articolo 20 riguarderebbe anche gli svapatori in quanto limiterebbe la quantità di aromi e di nicotina. Inoltre un provvedimento sui caricatori manuali cancellerebbe la maggior parte delle ricaricabili.

La Direttiva (TPD) impedirebbe ai consumatori di comprare contenitori con più di 2ml di e-liquid, afferma Totally Wicked, osservando che “il linguaggio dell’articolo 20 della Direttiva è ambiguo riguardo a tale limite, ma l’Olanda, primo paese ad averla implementata, ha deciso un divieto completo per i contenitori con una capacità superiore a 2ml”.

Come ci si è arrivati?

L’articolo 20 della TPD voluto dalla Commissione di fatto impone ai prodotti del vapore canoni più strigenti di quelli delle sigarette, per molti in contrasto anche con varie norme dei trattati.

Nel corso del dibattito la lobby in favore di una regolamentazione farmaceutica delle e-cig era stata molto forte, e in caso di successo avrebbe probabilmente bloccato lo sviluppo del prodotto per anni a venire. Ad ottobre però, grazie anche ad una mobilitazione internazionale, il Parlamento ha votato per le e-cig quali prodotto consumer. Ma al momento del “trilogo”, la Commissione ha di fatto presentato una TPD tutta nuova – senza alcuna discussione – in relazione alle sigarette elettroniche, ponendo il Parlamento di fronte al fatto compiuto. Le nuove norme infatti non rispettano le indicazioni generali che erano arrivate dal Parlamento e affiliano pienamente le e-cig al tabacco, creando limiti stringenti che di fatto favoriranno le cd ‘cigalikes’.

I punti contestati da Tpotally Wicked

Tanti i punti sul tavolo della Corte di Giustizia portati da Totally Wicked, che – secondo alcuni rumors – sarebbe in realtà supportata da altre grandi aziende del settore.

  1. Le E-cigarettes possono essere vendute come prodotti medicinali, e nel caso non sarebbero soggette alla TPD.
  2. Obbligo di notifica alle autorità competenti di 6 mesi prima dell’inserimento sul mercato, preceduta da una complessa procedura.
  3. I liquidi possono essere venduti solo in contenitori precaricati da 2ml o meno o in flaconi da 10ml.
  4. Il limite massimo di concentrazione di nicotina è fissato a 20mg/ml.
  5. Gli ingredienti possono essere solo ad alta purezza, che non pongano rischi per le persone.
  6. Le e-cig e le ricariche debbono essere a prova di bambino, protette contro rotture e perdite.
  7. Obbligo di bugiardino sia nelle confezioni di e-cig che di liquidi.
  8. Gli ingredienti debbono essere elencati in ordine di peso, con notifica sulla dose di nicotina.
  9. La promozione e la pubblicità delle sigarette elettroniche su stampa, radio, televisione o eventi pubblici è vietata.
  10. Tutti i dati su vendite e marketing vanno notificati alle autorità competenti.

Secondo Totally Wicked queste previsioni sono “assurde”, in quanto innanzitutto le e-cig non sono né un prodotto medico né sono tabacco. L’idea di far stare un prodotto sul mercato senza la possibilità di fare marketing è una contraddizione, secondo la società inglese, che contesta anche il limite sulla nicotina, inutilmente demonizzzata, e che di per sé non pone rischi reali quale sostanza.

Per quanto riguarda le chiusure a prova di bambino, di fatto rispettare la norma è impossibile, in quanto ci sarà sempre il rischio di perdite, a meno che non si voglia passare ad un sistema modello “Nespresso”.

“Irrealistica” poi per TW la pretesa di una notifica di 6 mesi per ogni prodotto, vista anche l’enorme gamma di prodotti sul mercato, in un sistema che di fatto metterebbe fuori gioco le piccole e medie imprese.

Obiettivo finale della causa è ovviamente l’abbattimento dell’articolo 20, il che porterebbe l’Unione Europea a dover far ripartire tutto il procedimento per l’appprovazione di una nuova Direttiva, mentre nel frattempo toccherebbe ai singoli paesi – con tutti i rischi del caso – a regolamentare le e-cig. Possibile anche nel frattempo, visti i tempi di un tale ricorso, un’applicazione parziale della Direttiva. Un bene nel caso dell’Italia che, tassazione a parte, vede norme comunque adeguate ai fini di uno sviluppo del mercato.

7 thoughts on “Totally Wicked e non solo: attacco alla Direttiva tabacco sulle e-cig

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