Policy/Rassegna

Reuters | Le società italiane di e-cig: la nuova tassa avvantaggia il tabacco

Le compagnie delle e-cig in Italia asseriscono che la nuova tassa, che raddoppia il prezzo sui liquidi, aiuta ingiustamente i giganti del tabacco come la Philip Morris International, e danneggia l’industria.

ECIG REUTERS

La tassa, implementata in gennaio, è equivalente alla metà di quella applicata per le sigarette tradizionali. La controversia ruota intorno al fatto che l’imposta più bassa sia applicata sia alle sigarette elettroniche sia ai prodotti del tabacco della Marlboro, ad esempio le HeatSticks, che la Philip Morris lancerà in Italia insieme ad un investimento di 500 milioni di euro ($548 milioni) per una fabbrica.

Le compagnie delle e-cig suggeriscono che applicare uno sconto per i prodotti del tabacco è scorretto, ed è progettato per aiutare Big Tobacco. Sia le altre compagnie sia gli esperti del settore affermano che il metodo di calcolo della tassa è troppo complicato e porta a uno sconto iniquo per i prodotti della Philip Morris.

E’ ingiusto”, dichiara Massimiliano Mancini, presidente di ANAFE-Confindustria, associazione nazionale di categoria delle sigarette elettroniche e dei liquidi. “È sotto gli occhi di tutti che tale legislazione sia stata disegnata per fare altri interessi e non solo tassare le e-cig”. Mancini ha però preferito non approfondire sulla questione

Philip Morris dal canto suo non commenta se la nuova legge abbia effettivamente portato un vantaggio. “Abbiamo condiviso i nostri punti di vista con il governo attraverso i canali pubblici, esattamente come hanno fatto gli altri”, asserisce un portavoce alla mail di Reuters.

Lo scorso anno Philip Morris si è impegnata a produrre HeatSticks e altri prodotti “a rischio ridotto” in una nuova fabbrica a Bologna. Poco prima che la fabbrica fosse inaugurata, il CEO in Italia, Eugenio Sidoli, ha dichiarato alla Commissione Finanze del Senato che accoglieva la nuova tassa, affermando che avrebbero creato un piano regolamentare “certo e stabile” per prospettive di investimento  come quella che la sua compagnia stava facendo.

L’Italia è uno dei primi paesi al mondo a tassare le e-cig, e anche l’UE sta considerando tale ipotesi. Tali dispositivi non utilizzano tabacco, il quale contiene centinaia di tossine, i liquidi riscaldati sono semplicemente corretti con la nicotina. Molti scienziati concordano che il prodotto sia probabilmente più sicuro delle sigarette tradizionali.

Altri dispositivi nuovi invece, come ad esempio le HeatSticks della Marlboro, usano il tabacco e ancora non sono state esaminate nella stessa maniera delle e-cig. Di conseguenza, le compagnie delle e-cig dichiarano che non dovrebbero essere tassati di meno, a meno che degli studi certi non dimostrino che sono più sicure delle e-cig.

Nel complesso, l’Italia incassa circa 12 miliardi di euro l’anno dalla tassazione sui tabacchi. I prodotti della Philip Morris contano 7,5 miliardi del totale, secondo i numeri dati lo scorso ottobre da Sidoli alla Commissione al Senato.

Tuttavia, in Italia le tasse sul tabacco sono diminuite di più di 500 milioni di euro dallo scorso 2013. Il governo ha detto che ciò è dovuto soprattutto all’aumento delle vendite delle e-cig. Per tale motivo incominciò a pensare di tassarle nel 2013. Inizialmente introdusse una tassa che triplicò i prezzi dei liquidi, e che in seguito applicò anche alle batterie e ai caricatori venduti insieme alle e-cig.

La tassa fu bloccata dai tribunali, in quanto troppo confusionaria, il che costrinse Roma a ripensare ai suoi piani. Comunque sia i venditori delle e-cig, sia le Big del tabacco hanno protestato anche contro quest’ultimo metodo.

Tale controversia ha danneggiato il settore in Italia, asseriscono i sostenitori delle e-cig. Nonostante l’utilizzo delle e-cig sia cresciuto a livello globale, il numero degli svapatori regolari in Italia è precipitato da quasi mezzo milione nel 2013 a 255,000 oggi, secondo i numeri del Ministero della Salute. Migliaia di negozi di e-cig hanno chiuso.

Il Ministro dell’Economia Italiano ha rifiutato di commentare.

“SENZA COMBUSTIONE”

La nuova legge in Italia presuppone che le e-cig sono più sicure delle sigarette tradizionali e che dovrebbero essere tassate di meno. Le lobby delle e-cig condividono tale aspetto, ma sono contrari all’estensione anche per i nuovi prodotti, come ad esempio i dispositivi al tabacco venduti in Italia da Philip Morris e Japan Tobacco International (JTI), i quali riscaldano il tabacco all’interno di dispositivi a forma di penna. I prodotti della Philip Morris somigliano a mini sigarette, mentre i dispositivi della JTI, chiamati Ploom, utilizzano cialde d’alluminio riempite con il tabacco.

La Philip Morris afferma che le HeatSticks, sono potenzialmente meno dannose delle sigarette tradizionali “giacché non si accendono e fumano con il fuoco, ma si riscaldano e fanno vapore”.

Nonostante ciò, tali prodotti, e le Heat-not-burn, non includono avvertenze per la salute. La Philip Morris sta attendendo di avere maggiori prove scientifiche – che dovrebbero essere disponibili per la prima metà di quest’anno, secondo quanto detto dal CEO lo scorso mese – riguardo tali prodotti.

Nonostante tutto, i legislatori italiani hanno detto che lo sconto è giustificato dal fatto che suddetti prodotti sono utilizzati “senza combustione” il che lì porta a essere “meno tossici” rispetto alle sigarette tradizionali.

Valerio Forconi, Responsabile Corporate e Legal dell’Imperial Tobacco in Italia, dice che il principio della tassa è errato. Imperial Tobacco, che lancerà una nuova e-cig in marzo a Roma attraverso la sua controllata Fontem Ventures, non disapprova del tutto la tassa, dice Forconi, ma crede che non sia corretto che sia allineata ai prodotti del tabacco. Le HeatSticks della Philip Morris possono essere accese e fumate, secondo Forconi. Ciò rende l’Italia forse “l’unico paese al mondo” che effettivamente concede alla Philip Morris uno sconto sulla tassa al fumo.

La Philip Morris afferma che le HeatSticks non dovrebbero essere accese e fumate. “se bruciano”, ha detto il portavoce, “l’esperienza non sarebbe molto piacevole”.

Fonte: Sara Ledwith e Martinne Geller – Reuters

 

3 thoughts on “Reuters | Le società italiane di e-cig: la nuova tassa avvantaggia il tabacco

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