Esteri/Opinioni

WSJ | Cameron, CEO di Reynolds: “In 10 anni potremmo avere solo svapatori”

Lunga intervista del Wall Street Journal al CEO di Reynolds American, Susan Cameron, su temi quali la fusione con Lorillard, la gestione di una multinazionale, e il futuro del mercato del tabacco tra fumo e sigarette elettroniche. “Stiamo dando delle scelte ai consumatori”

cameron

Susan Cameron, chief executive della Reynolds American Inc. (il cui 42% è controllato da British American Tobacco), ha già avuto esperienza nel mettere insieme due società. Lo ha dimostrato nel 2004 gestendo la fusione da $3 miliardi di Reynolds Tobacco Holdings Inc. e Brown & Williamson, guidandole poi per 7 anni sino al suo (momentaneo) ritiro nerl 2011.

Il board di Reynolds ha però chiesto lo scorso anno alla Cameron di rientrare per sovrintendere all’acquisizione dal valore di $25 miliardi di Lorillard Inc., un affare attualmente in attesa del via libera dalla Federal Trade Commission e che renderà Reynolds – grazie anche al brand numero uno di Lorillard, Newport – un valido rivale di Altria Group Inc., il produttore di Marlboro.

Tra i tanti dossier sul tavolo di Ms. Cameron, che è anche una svapatrice, inevitabilmente quello delle sigarette elettroniche.

WSJ: Le sigarette elettroniche stanno cambiando l’industria del tabacco. Come state gestendo questa tecnologia dirompente?

MS. CAMERON: Oggi il consumatore non si aspetta un nuovo prodotto ogni tre anni, ma vuole un’iPhone all’anno. Dobbiamo organizzare la nostra struttura in modo da poter operare alla miglior velocità possibile.

WSJ: Nel caso della e-cig di Reynolds, la Vuse, cosa avete fatto?

MS. CAMERON: Quasi ogni società commissiona e-cig in Cina. Il punto per noi era che la nostra avrebbe dovuto funzionare meglio, dare maggior soddisfazione ed essere costruita qui [negli USA]. Ci siamo posti l’ambiziosa meta di farcela in 18 mesi, il che ha aggravato molto l’azienda, ma ha anche motivato molto le persone.

WSJ: Come sembrerà il fumatore tra 10 anni?

MS. CAMERON: Gli analisti chiedono sempre: che ne sarà delle sigarette tradizionali? Onestamente, è troppo presto per dirlo. Le persone che che avrebbero ipoteticamente iniziato a fumare sigarette, fumeranno – appunto – sigarette o e-cig? La risposta deriverà molto dall’abilità del consumatore di compiere una scelta informata.

WSJ: Che pensavate delle sigarette elettroniche quando le avete viste per la prima volta?

MS. CAMERON: Ci siamo guardati intorno ragionando sul l’eventualità di acquistare una società in quel mondo. Molte altre società lo hanno fatto. Io ho chiesto ai nostri ragazzi della Ricerca e Sviluppo. Loro mi hanno detto che avremmo potuto costruire la nostra e farla meglio degli altri. Alla fine del 2011 avevamo i prototipi. Era comunque una cosa che avevamo visto arrivare. C’erano brevetti per il vapore che risalgono a tempo addietro. Ma l’interesse per i prodotti del vapore si è diffuso grazie ai chioschi nei centri commerciali e grazie ad internet. Mi piace però pensare che siamo stati il primo grande player a sviluppare in-house, anche perché siamo ancora l’unico player ad aver fatto sviluppo in-house.

WSJ: Quali sono le sfide che lo svapo ha davanti a sé?

MS. CAMERON: Il problema è che non tutta la scienza è convinta. Abbiamo decenni di epidemiologia sulle sigarette tradizionali. Non c’è epidemiologia invece sul vapore. Ma tutti capiscono cosa c’è nel vapore e cosa non c’è, e cioè una pianta che brucia. Spero che il processo di educazione sul tema porti ad aiutare le persone a scegliere. In dieci anni da oggi, potremmo avere solo svapatori.

WSJ: E’ questo il mondo che vedete?

MS. CAMERON: mi piacerebbe vedere un mondo in cui le persone che vogliono godersi il desiderio di nicotina possano cambiare la curva della sanità pubblica su tale scelta. Sarebbe interessante. Questo tipo di cambiamenti possono essere influenzati da varie cose. La nostra decisione è che stiamo dando ai consumatori scelte di ogni tipo.

WSJ: Ma il tabacco che brucia continua a portare all’azienda la maggior parte dele entrate. Quanto scetticismo incontra nello spingere il vapore?

MS. CAMERON: Il bello di questa strategia è che nel tempo siamo fiduciosi che saremo in grado di avere sul vapore gli stessi margini che abbiamo sui combustibili. Possiamo avere una win-win strategy, nel senso di essere capaci di continuare ad evere lo stesso flusso di entrate con prodotti diversi. Non stiamo costruendo una strategia che suoni bene solo per l’ambiente ma che allo stesso tempo ci lasci a terra. […]

WSJ: Sta incontrando scetticismo nei dipendenti riguardo i prodotti del vapore?

MS. CAMERON: No. I nostri impiegati amano il vapore. Sono orgogliosi di offrire queste alternative. La nostra forza vendita, per esempio: ci sono molte persone la fuori cui è stata offerta una Camel e l’hanno rifiutata, Oggi la nostra forza vendita ha qualcos’altro da offrire. […]

 

Fonte: Tipp Mickle – Wall Street Journal

3 thoughts on “WSJ | Cameron, CEO di Reynolds: “In 10 anni potremmo avere solo svapatori”

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