Opinioni/Salute

Yach (ex FCTC dell’OMS): “Le sigarette elettroniche salvano vite”

Uno dei maggiori architetti della Framework Convention on Tobacco Control dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO FCTC) ha espresso il suo forte supporto per le sigarette elettroniche, distinguendosi molto dalla posizione adottata dalla FCTC nel summit di Mosca dello scorso anno.

yach clinton

In un articolo sul magazine britannico The Spectator, Derek Yach ha scritto cheaffermazioni prive di evidenze scientifichesono prese come verità da parte dei politici, e sono usate quali basi per regolamentazioni stringenti sulle e-cig in molte giurisdizioni. Questo potrebbe causare più danni che bene alla salute pubblica”. Al riguardo ha portato l’esempio delle dichiarazioni di Tom Frieden dello US Centres for Disease Control, che ha affermato che “molti ragazzi iniziano dalla sigaretta elettronica per poi passare al fumo tradizionale”. Oppure Penny Woods della British Lung Foundation sull’effetto ‘porta di accesso’ che le e-cig avrebbero. “Stiamo ancora aspettando le prove di questi“, ha scritto Yach, che va giù duro ricordando come

i benefici derivanti dall’aiutare i fumatori a smettere o a ridurre il numero di sigarette andrebbe pesato col pericolo di reclutare nuovi fumatori o di creare persone dipendenti dalle e-cig. Ma ad oggi non c’è alcuna prova che ciò stia accadendo. Anzi, studi britannici e americani suggeriscono che con la diffusione delle e-cig il fumo giovanile è in diminuzione“.

Il meeting FCTC dello scorso ottobre, più noto cike COP6, ha prodotto una serie di raccomandazioni non obbligatorie ma che certemanete influenzeranno le politiche nazionali, tra cui il diviento di pubblicità delle e-cigs. Inoltre, la conferenza ha supportato l’aumento delle accise sul tabacco (senza considerare l’impatto sulle persone più povere) e le restrizioni sullo svapo nei luoghi pubblici, e ha respinto il concetto di e-cig quale opzione alternaztiva al fumo. Quasi tutti i maggiori paesi del mondi, con la notabile eccezione degli USA, hanno sottoscritto l’FCTC.

“Perché siamo arrivati a questo punto? Una ragione è che i governi sono diventati dipendenti dalle accise sul tabacco, e potrebbero aver paura che il decollo delle sigarette elettronica possa togliere loro una valida fonte di entrate”

Yach ha sottolineato anche l’articlo 5.3 del FCTC, che scoraggia i governi dal coinvolgere le aziende del tabacco nell’elaborazione delle policy.

E’ un invito impossibile da implementare in paesi in cui il procedimento legislativo è democratico e richiede interazione con tutti gli stakeholders, per non parlare dei casi in cui il governo stesso è titolare di una società di tabacco” scrive. “Inoltre, si limita il potenziale uso delle scoperte scientifiche fatte dalle aziende del tabacco. Questo significa non parlare coi ricercatori che stanno sviluppando prodotti nuovi e più sicuri“.

Yach è convinto che le aziende del tabacco stiano “alzando la posta” e hanno bisogno di affermare più apertamente la propria serietà sulle sigarette elettronicge. Ma aggiunge: “dovremmo elogiare le brave aziende delle e-cig che sono impegnate sulla sicurezza, che non fanno marketing verso i giovani, e che puntano a rendere il fumo obsoleto“.

Tra le proposte specifiche riportate da Yach c’è quella di per i grandi retailers di “togliere le sigarette, o almeno ridurne la presenza e importanza, in  favore di sigarette elettroniche e NRT [prodotti sostitutivi della nicotina]. Inoltre – afferma – le assicurazioni non dovrebbero trattare gli svapatori come i fumatori“.

Chiude così il suo articolo Yach:

“Al momento il numero stimato di morti da malattie legate al tabacco da qui al 2100 è di un miliardo di persone. Una prospettiva terrificante. Le sigarette elettroniche ed altri prodotti con nicotina ci danno la possibilità di ridurre quel numero. Tutti coloro come noi coinvolti contro il tabacco dovremmo raddoppiare gli sforzi e ripensare al fatto che il fumo uccide, la nicotina no”.

Yach, medico formatosi in Sudafrica e diventato uno specialista di politiche sanitarie, ha guidato la Tobacco Free Initiative dell’OMS durante la preparazione del FCTC tra fine anni ’90 ed inizio anni 2000. Oggi è vicepresidente del The Vitality Institute, organizzazione di ricerca sulla salute fondata dalla compagnia assicurativa sudafricana Discovery. La sua storia e la sua esperienza con l’OMS sono certamente un importante ingresso nel campo di supporto delle e-cig.

3 thoughts on “Yach (ex FCTC dell’OMS): “Le sigarette elettroniche salvano vite”

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