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Sigarette elettroniche, Busin (LNP): “Imposta eccessiva e mal calcolata”

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Interrogazione con accuse pesanti quella dell’on. Filippo Busin (Lega Nord) in difesa della sigaretta elettronica (Per il testo integrale clicca qui). Dopo essere intervenuto in più occasioni sull’argomento segnalando che la strada imboccata da Governo ed dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in merito alla tassazione dei liquidi, oggi stabilita in 0,373 Euro ogni ml di prodotto in ottemperanza del Decreto Legislativo 188/2014 (Dlgs “accise”), è risultata del tutto errata e dannosa per tutti gli operatori del settore (dai produttori ai negozianti), il deputato veneto ha presentato oggi alla Camera una nuova interrogazione chiedendo delucidazioni al Ministro dell’Economia e delle Finanze sulla violazione delle procedure di calcolo dell’equivalenza di consumo fra ecig e sigarette tradizionali, perpetrata da ADM.

Il ragionamento alla base del calcolo dell’equivalenza è completamente errato e non sono state rispettate le regole imposte dalla legge” – esordisce Busin ad AgiVapeNews – “anche non considerando tali violazioni è comunque assurdo introdurre una tassa che raddoppia il prezzo del prodotto”.

LA PRESUNTA ’EQUIVALENZA – Ottemperando al disposto del Decreto legislativo “accise”, ADM ha pubblicato il provvedimento n. 394, in forza del quale è stata determinata l’imposta di consumo, a decorrere dal 21 gennaio 2015, nella misura di 0,37344 euro il millilitro. La stessa Amministrazione, aveva già pubblicato un provvedimento “provvisorio” il 24 dicembre 2014 n.381. In base a tale atto, i parametri per individuare le “condizioni di aspirazione conformi a quelle adottate per l’analisi dei contenuti delle sigarette” dovevano essere definiti dalla norma EN ISO3308/2012.

Pertanto, per definire il tempo medio di consumo dei liquidi sono state sottoposte ad aspirazione “cinque sigarette per ciascuna delle cinque marche più vendute applicando i parametri definiti dalla norma EN ISO 3308/2012”. Il provvedimento prevede che i prodotti sottoposti ad aspirazione si considerano consumati nel momento in cui per le sigarette, termina la fumata, secondo la norma EN ISO 3308/2012.

IMPOSTA ERRATA? – Secondo l’on. Busin, seguendo le linee guida dettate dal Dlgs “accise” l’imposta avrebbe dovuto raggiungere quota € 0,03925 il ml, cifra 10 volte inferiore agli € 0,37344 il millilitro calcolato dai Monopoli che, a detta del deputato leghista, ha adottato varianti non ammesse dalla norma primaria, nonché immotivate al calcolo di cui all’EN ISO 3308/2012.

Tale evidente differenza è data dal fatto che l’Amministrazione, in sede di misurazione, avrebbe violato il principio di legalità sancito dall’art. 23 Cost., non rispettando il disposto normativo che il provvedimento di ADM n. 384 avrebbe dovuto solamente attuare, e non arbitrariamente modificare. Busin rincara la dose:

“Il risultato è completamente falsato dal fatto che non è stata rispettata la norma primaria che fissava le regole, il che mi lascia qualche sospetto. Sospetti – prosegue il deputato leghista – che aumentano se si pensa all’equivalenza decisamente favorevole ottenuta dai tabacchi da inalazione (Iqos, l’ibrido lanciato in Italia da Philip Morris lo scorso Natale).

CONSEGUENZE – Ma le disavventure del mercato della sigaretta elettronica hanno origini lontane. La legge 99/2013 aveva infatti stabilito per le e–cig (hardware e liquidi) un’imposta di consumo sul modello di quella dei tabacchi, con ricadute sul prezzo di oltre il 300%, spingendo le aziende a non adeguarsi, avendo come unica alternativa la chiusura immediata. Sul tema è però intervenuta la giustizia amministrativa, che ha sollevato la questione di costituzionalità, su cui la Corte è attesa ad una decisione nei prossimi mesi. E così, a causa di tali vicende, lo Stato probabilmente non incasserà i 117 milioni previsti per il 2014. Il danno tuttavia è stato fatto.

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Un danno che ha colpito principalmente le aziende produttrici, riunite in ANAFE Confindustria, che che hanno visto ridurre di molto le loro quote di mercato (spostatesi in gran parte sul web estero), e i negozi , ridottisi da 5.000 a circa 1.200 (fonte Unioncamere). Il decreto legislativo 188/2014 e la conseguente imposta di Euro 0,373 il millilitro, nonostante le critiche ricevute, ha portato una ventata, o meglio una svapata, di speranza.

Si auspica che con l’ingresso sul mercato delle multinazionali (vedi Imperial Tobacco che attraverso la sua controllata Fontem Ventures ha lanciato Jai in Italia) ed una legislazione, all’avanguardia in tutta Europa, su divieto di vendita ai minori di 18 anni, etichettatura, autorizzazioni e controlli sulla produzione di e-liquids, regole precise sulla pubblicità e divieto di svapo limitato ad alcune aree (ospedali, luoghi di istruzione e rispettive aree di pertinenza) il mercato nazionale possa finalmente ripartire.

Busin conclude proprio con una riflessione riguardante l’ingresso sul mercato delle multinazionali:

“Sono sicuro che questo sia un segnale estremamente favorevole. Se una multinazionale decide di investire nella sigaretta elettronica in Italia vuol dire che il nostro mercato dimostra grandi potenzialità. Nonostante tale intervento possa sembrare una minaccia per i produttori nostrani, credo che invece possa fungere da traino per tutto il settore”.

 

4 thoughts on “Sigarette elettroniche, Busin (LNP): “Imposta eccessiva e mal calcolata”

  1. La sinistra ha fatto perdere 10000 posti di lavoro ad imprenditori nel settore della sigaretta elettronica, siamo rimasti in 2000 e vogliono far chiudere anche questi, spero che la Lega si batta contro questa tassa ingiusta e inappropriata e che prenda a cuore questa causa non per voti politici ma semplicemente per gridare con forza che un altro scempio è stato compiuto dallo stato mafioso e corrotto.
    Forza Lega non deluderci

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