Esteri/Salute

USA, gli adolescenti provano più e-cig che sigarette. Hajek: “Un sollievo, non un allarme”

SOLLIEVO. Sempre più giovani americani provano e-cig invece di sigarette tradizionali. Il luminare Hayek: “Il fatto che questi provino le sigarette elettroniche invece di quelle tradizionali dovvrebbe essere causa di sollievo, non di allarme“.

DIFFERENZA. In America non ci sono i divieti di vendita ai minori e di svapo nelle scuole esistenti invece in Italia.

kid vaping

Dacci il nostro studio quotidiano sulle e-cig. Oggi tocca all’inglese The Guardian tirarne fuori uno, parlando di un sondaggio effettuato negli Stati Uniti e presentato nel corso di un meeting della American Association for the Advancement of Science a San Jose (California).

Secondo quanto riporta il Guardian:

Sempre più teenagers stanno provano o usando sigarette elettroniche invece dei prodotti del tabacco. Un risultato che preoccuoa alcuni scienziati. “Questo è un segnale di allerta, non la storia finale“, ha dichiarato Wilson Compton, vice direttore dello US National Institute on Drug Abuse.

Secondo il sondaggio, effettuato su oltre 40.000 studenti di 400 scuole superiori americane, l’8.7% dei quattordicenni aveva provato una e-cig nel mese precedenteTra i 16 e i 18 anni le cifre salgono al 16.2% e 17.1% rispettivamente. Per quanto riguarda l’uso delle sigarette tradizionali invece, i dati danno un 4% per i 14enne, 7% per i 16enne e 14% tra i 18enne.

“E’ abbastanza sorprendente che un vasto numero di ragazzi negli Stati Uniti stia ora riportando un maggior uso delle -cig rispetto a quelle al tabacco”.

Lo stesso sondaggio, effettuati nella primavera del 2014 dalla University of Michigan, vede anche che il 36% dei 14enne che hanno provato l’e-cig nel mese precedente, non hanno invece mai provato a masticare tabacco, cifra che scende al 30% e al 21% tra quelli più grandi.

Ritorna quindi il tema delle sigarette elettroniche quale gateway, porta d’accesso, alle sigarette tradizionali.

Sul tema è interventuto il prof. Peter Hajek, luminare della lotta al tabagismo presso la London School of Medicine, che invece considera la scelta di questi teenager verso le e-cig non un male.

“La prevalenza del fumo tra i giovani sta mostrando un calo senza precedenti, Il fatto che questi provino le sigarette elettroniche invece di quelle tradizionali dovvrebbe essere causa di sollievo, non di allarme. Molti adolescenti provano le sigarette elettroniche facendo una aspirata, un puff, dalla ecig di qualun’altro, ma poi non passano all’uso regolare. Infatti, in genere non le riprovano nemmeno, e ci sono anche alcune prove che ciò potrebbe proteggerli dall’inziare a fumare”

Sulla stessa linea il prof. Riccardo Polosa, ordinario di Medicina interna dell’Ateneo catanese, che risulta essere l’autore più produttivo e autorevole nel panorama scientifico internazionale grazie alle sue ricerche nel settore e-cig.

“Per quanto attiene all’ipotetico rischio di iniziazione al fumo di tabacco per gli adolescenti che sperimentano sigarette elettroniche, questa preoccupazione è in netto contrasto con le interpretazioni dei sondaggi scientifici su popolazioni studentesche, le quali dimostrano che la sigaretta elettronica non è popolare tra i giovani e non è una porta di ingresso al tabagismo”.

Il Guarrdian riporta che l’opinione di Deborah Arnott, capo di Action on Smoking and Health (Ash) – organizzazione britannica anti-fumo:

“La nicotina può essere dannosa per un cervelllo in crescita, e quindi sarebbe meglio se i giovani la evitassero. Ma se devono sperimentare, è meglio che usino le sigarette elettroniche, in quanto svapare è molto meno pericoloso di fumare, e dà molta meno dipendenza. Dobbiamo controllare il fenomeno, ma al momento il numero dei fumatori nel Regon Unito e negli USA sta scendendo più di quanto stia aumentando il numero degli svapatori. Ciò non accadrebbe se le le e-cig fossero davvero una porta d’accesso al fumo”.

Un punto assente dal dibattito in questione, e non sottolineato dal Guardian, è l’assenza di una norma federale negli USA che vieti la vendita delle e-cig ai minori e l’uso delle stesse nelle scuole. Problemi invece risolti da tempo in Italia a seguito dell’Ordnanza del Ministero della Salute che impone i 18 anni quale età minima per l’acquisto di sigarette elettroniche, e al DL “Istruzione” del settembre 2013, che ha introdotto uno specifico divieto di “svapo” presso ospedali e luoghi di istruzione e rispettive pertinenze. Su un qualcosa almeno l’Italia è avanti.

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