Opinioni/Salute

Studio su e-cig e infezioni alle vie respiratorie: fioccano le critiche

nicorats

Il prof. Mayer (Università di Graz): Si parli di nicotina, non di e-cig. Ma la condizione dei topi non è paragonabile a quella umana su questo

Dopo quella – tra le varie – del prof. Riccardo Polosa dell’Università di Catania, arriva un’ulteriore critica allo studio reso noto nei giorni scorsi (Sussan et al., 2015) su un presunto nesso riscontrato dopo esperimenti su topo tra la nicotina contenuta nel vapore delle sigarette elettroniche e infezioni batteriche e del sistema immunitario. Secondo gli autori, dai risultati osservati sui topo il consumo di e-cig potrebbe compomette la risposta immunitaria del corpo umano.

Lo studio ha ricevuto notevole copertura mediatica, e sicuramente verra utilizzato nei prossimi mesi dalle autorità sanitarie per spingere qualche politica restrittiva verso le e-cig e giustificare divieti.

Si segutio l’intervento del prof. Bernd Mayer, uno dei massimi esperti europei di nicotina.

[…] nessuno avrebbe fatto caso ai risultati dello studio se nel titolo gli autori avessero sostitutio le parole “sigarette elettroniche” con “nicotina”. Si sa infatti da decenni che la nicotina ha effetti anti infiammatori associati ad un limitato effetto immuno soppressivonei topi e nei ratti (si veda Roszman et al., 1975, Petro et al., 1992, Geng et al., 1996, Kalra et al., 2000, Navarro et al., 2001, Matsunaga et al., 2001, Kalra et al., 2002, Kalra et al., 2004, Skok et al., 2005, Sadis et al., 2007, Fujii et al., 2008, Hirschburger et al., 2009, Tyagi et al., 2010, Wang et al., 2010, de Lucas-Cerillo et al., 2011, Kolgazi et al., 2013, Nemethova et al., 2013).

Secondo questi papers, e secondo molti altri, gli effetti anti infiammatori della nicotina sono generalmente mediati dall’inibizione del rilascio delle citochine  con effetti pro-infiammatori, un effetto tipicamente associatio con la soppressione della funzione immunitaria. Sulla base di queste osservazioni, la nicotina è vista come supporto utile nelle terapie antinfiammatorie e nelle malattie infettive, sino all’immunoterapia oncologica (e.g. Supori, 2002, Wang et al.,2004McGilligan et al., 2007, Shi et al., 2009, Green et al., 2010, Cui & Li, 2010, Gao et al., 2011, Somm, E., 2014).

Alcuni report al riguardo sono incoraggianti, ma le funzioni immunitarie di topo e ratti sono difficilmente paragonabili alla condizione umana, un problema noto agli immunologi che si occupano di sperimentare e sviluppare farmaci (si veda e.g Mestas & Hughes, 2004, Shai et al., 2013). Sino ad oggi gli antagonisti dei recettori nicotinici sono arrivati tranquillamente sul mercato, e non c’è traccia o prova che le terapie sostitutive della nicotina corrisponda una riduzione della risposta immunitaria. Di conseguenza, non c’è necessità di preoccuparsi che l’uso sia di medicine approvate dalla FDA o di inalatori di nicotina con vapore, possa causare una significate immunosoppressione.

In un mio articolo precedente ho presentato i risultati di un sondaggio sulla frequenza di infezioni alle vie respiratorie (ad es. il raffreddore) tra gli utilizzatori delle sigarette elettroniche che non abbiano fumato per almeno due mesi. Nel frattempo il campione è aumentato, ma i risultati sono simili:

Totale: n=657 (100 %), riduzione delle infezioni: 441 (67.1 %), nessun cambiamento: 193 (29.4 %), aumento delle infezioni: 23 (3.5 %)

Graph_Umfrage Infektionen

Questi risultati possono ancora essere giudicati come anedottici e senza valore scientifico. In ogni caso i dati sono sorprendentemente robusti e dimostrano inequivocabilmente i benefici del passaggio dal fumo allo svapo, col quasi il 70% degli utenti che riportano un calo del 70% delle infezioni alle vie respiratorie, e praticamente nessun peggioramento. Il miglioramento potrebbe essere dovuto alla semplice discontinuità col fumo, ma alcuni effetti benefici derivanti dall’inalazione del gilcole-propilene e concepibile essere un ulteriore fattore. Al di là della causa alla base, i risultati ottenuti da Sussan et al. esponendo i topi alla nicotina, questi sono in notevole contrasto con le esperienze altamente positive degli umani nel passare dal fumo al vapore.

Fonte: Bernd Mayer

Bernd Mayer è professore di Farmacologia e Tossicologia alla Karl-Franzens-Universität di Graz dal 1987.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...