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RJ Reynolds punta a regole restrittive per le e-cig negli USA

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RJ Reynolds, la seconda più grande multinazionale americana del tabacco negli USA, il cui 42% è controllato da British American Tobacco (che ha 5 membri del CdA su 12), punta a convincere le autorità di imporre il divieto di svapo. E ciò anche se RJR negli Stati uniti commercia la sigaretta elettronica Vuse.

Per quanto possa sembrare strano, in realtà il piano più ampio della società è quello di costruire uno sistema regolatorio restrittivo che renda possibile in pratica alle sole “cigalikes” di superare i controlli, mettendo in pratica fuori dal mercato i moduli ricaricabili oggi disponibili presso i “vape shop”.

Reynolds ha presentato un documento di 119 pagine alla Food and Drug Administration spingendo per un bando dei vaporizzatori “open system” – che oggi vengono riempiti con liquidi di ogni genere – e degli aromi, secondo quanto riporta il Winston-Salem Journal.

Secondo RJR, non c’è modo di regolare in maniera sicura i liquidi che le persone svapano o di mettere fuori legge gli aromi che attirano i ragazzi. Dall’altra parte invece, le sigarette elettroniche “usa e getta” o le cartucce precaricate presentano un sistema facile da controllare alla fonte e capace di mettere limiti agli aromi.

Crediamo che gli ‘open system’ creino seri rischi per la salute pubblica- Questi sistemi sono soggetti ad adulterazione e manomissione“, ha dichiarato un rappresentante di Reynolds al Journal.

Una decisione non inattesa. Da quando la FDA ha proposto le sue regole per le e-cig la scorsa primavera, è stato chiaro che le stesse avrebbero favorito i grandi marchi e minacciato di soffocare i piccoli. Infatti, il processo autorizzatorio che passa attraverso la FDA di un nuovo prodotto può essere lungo e costoso, ed è facile pensare che le multinazionali – almeno alcune – si aspettino una chiusura sugli aromi come avvenuto per le sigarette tradizionali.

Il lungo documento della Reynolds è stato sottoposto alla FDA in occasione della consultazione pubblica chiusasi lo scorso 8 agosto. Anche le altre società del tabacco sono intervenute con le loro proposte, non però così restrittive come quelle di RJR. Con questa mossa Reynolds punta a bloccare il calo delle vendite in supermarket e farmacie USA, con le persone che hanno iniziato a preferire le e-cig customizzabili e aromi di ogni genere.

La scorsa estate Reynolds ha acquistato la concorrente americana Lorillard, principale produttore di e-cig negli USA attraverso il marchio BluCig, che presenta anche “open system”. Per motivi di antitrust, e anche perché RJR crede molto nella Vuse (condiderata un prodotto “game changer”), il marchio BlueCig è stato ceduto all’Imperial Tobacco Group. E sugli “open system” è intervenuta proprio BlueCig, che al sito Gizmodo ha dichiarato:

“La nostra posizione è che la regolamentazione serve, ma non c’è alcun bisogno di un eccesso di regolamentazione, o di rimuovere le sigarette elettroniche ‘aperte’ dal mercato. Vogliamo invece incoraggiare la FDA ad utilizzare un approccio scientifico alla regolamentazione delle e-cig. Come brand, lavoriamo senza sosta per i diritti del vapore”.

4 thoughts on “RJ Reynolds punta a regole restrittive per le e-cig negli USA

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