Esteri/Policy

Sigarette elettroniche, verso un anno di tasse e divieti in America

ecig conf

Dopo l’Italia, la Corea del Sud e il Portogallo (€0,60/ml), una valanga di tasse sembra pronta ad abbatersi sulle sigarette elettroniche in gran parte del mondo, a partire dagli USA, dove già Minnesota e North Carolina hanno approvato un sistema di tassazione.

La gran parte delle proposte di imposta sono strutturate sul modello “accisa”, e cioè con una percentuale del prezzo di vendita, o su un sistema flat basato sul volume di nicotina all’interno del liquido da inalazione, da tempo proposta in Italia da Anafe Confindustria. In nessun paese è stata presentata invece alcuna proposta che ricalchi il cervellotico modello italiano di ricerca di un’equivalenza fra liquidi inalati e sigaretta tradizionale, da più parti accusato di essere stato costruito per altri interessi, e che certamente darà luogo ad un ampio contenzioso.

Laddove comunque un’imposizione fiscale è stata applicata, questa non è stata una semplice estensione di quanto esistente sul tabacco, ma si è passati attraverso la creazione di una nuova categoria fiscale di prodotti. Una scelta che potrebbe configurare un precedente per altri paesi.

La situazione negli USA

Nel 2014 sono state 12 le assemblee statali che hanno preso in condierazione proposte di legge mirate all’applicazione di una tassa sulle sigarette elettroniche e/o sui liquidi con nicotina. Anche qui, nessun paese al momento tassa i liquidi senza nicotina, essendo sostanze ad uso promiscuo e di libera vendita.

Attualmente i soli stati con tasse in vigore sono il North Carolina, ha stabilito un’imposta di 5 centesimi per milliltro di liquido contenente nicotina (contro i 37 centesimi su ogni liquido del caso italiano), e il Minnesota, che ha esteso ai liquidi con nicotina la dizione di “prodotti del tabacco”, e quindi anche la tassa del 95% del prezzo di vendita.

Nel mese di gennaio 2015 l’indirizzo preso da molti stati sembra quello di giungere ad un risultato più o meno simile, con già otto proposte presentate che puntano a tassare i liquidi contenenti nicotina.
Ecco la lista delle proposte:
  • Arkansas: House Bill 1156 – Tassa di 7.5 centesimi per millilitro sui liquidi contenenti nicotina.
  • Indiana: Senate Bill 384 – Tassa di 0,83 centesimi su ogni mg di nicotina presente nei liquidi.Altre norme invece prevedono una spesa di $5.000 per la licenza di vendita dei prodotti e-cig, con i “retailers” che verrebbero equiparati a “manufacturers”, con costi dai $25,000 ai $100,000 sulla sicurezza.
  • Nevada: Senate Bill 79 – Tassa modello accisa, 30% del prezzo di vendita.
  • New Mexico: Senate Bill 65 – Tassa di 4 centesimi su ogni mg di nicotina presente nei liquidi.
  • New York: Assembly Bill 296 e Senate Bill 722, tassa del 75% del prezzo all’ingrosso su sigarette elettroniche e cartucce di ricarica. Un’altra norma la AB 635 mira invece a proibire la vendita di flaconi di liquidi, sì da creare un sistema basato solo cigalike, cui si aggiungerebbero i divieti sugli aromi, sulla pubblicità e sullo svapo indoor.
  • North Dakota: Due proposte, la HB 1421 e la SB 2322, vogliono aumentare le tasse sugli “altri prodotti del tabacco” (OTP) al 43.5% del prezzo all’ingrosso la prima e al 50% la seconda. La norma va a definire gli OTP “ogni prodotto composto di tabacco, in tutto o in parte”, e già questo potrebbe far rientrare nell’ambito i liquidi contenenti nicotina, oltre allo snus.
  • Oregon: Due proposte di legge, la D1037 e la D2268, puntano ad espandere la definizione di di “prodotto del tabacco” al fine di farvi rientrare le sigarette elettroniche, sì da poter applicare la tassazione esistente sul tabacco del 65% del prezzo all’ingrosso. Si parla anche di divieti per gli aromi e delle vendite online.
  • Virginia: la House Bill 1310 punta vuole imporre una tassa di 40 centesimi al millilitro sui liquidi con nicotina, autorizzando alcune città e contee ad imporre un’extra tassa.
  • Washington: la House Bill 1645 e la Senate Bill 5573 presentano una imposta del 95% del prezzo al pubblico sull’intera sigaretta elettronica.
Con altre legislature che si riuniranno a febbraio e marzo, è probabile che altre proposte di tassazione vengano presentate. Sin dal 2010 Stati e enti locali hanno inziare ad imporre regole alle e-cig, diffuse sul mercato USA dal 2007 . Da allora più di 40 stati hanno vietato la vendita di sigarette elettroniche ai minori, e più di 100 città e 12 stati hanno imposto il divieto si svapo neli luoghi pubblici. Tra queste Los Angeles, New York e Chicago. Ma le norme in corso di presentazione sono ancora più restrittive con riguardo ai divieti sugli aromi, licenze per i negozi e appunto tasse.
Tra i divieti di vario genere (come, correttamente, sulla vendita i minori), desta preoccupazione il modello proposto in Vermont (si voterà mercoledì) HB 59 che mira a vietare ogni tipo di aroma per i liquidi, con l’esclusione del mentolo, difatto eliminando il 99% dei prodotti dal mercato.

Il motivo di tutto questo movimento? “La FDA non sta intervenendo, e penso che lo stato dell’Indiana non debba rimanere fermo ad aspettare il governo gederale“, ha spiegato il deputato Kevin Mahan, che ha presentato la norma che imporrebbe una licenza per i vape shops.

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