Esteri

British Airways, stop a vendita di e-cig sui voli per il Medio Oriente

La British Airways ha vientato la vendita di sigarette elettroniche su molti dei propri voli a seguito dell’arresto del membro di un suo equipaggio per averne portata una con sé in Qatar.

La notizia è stata resa nota dal Daily Mirror, che riporta il racconto fatto in un forum interno di BA da parte di uno steward di come un suo collega abbia scoperto “nel modo più duro” che molti paesi medio-orientali hanno regole molto strette rispetto alle importazioni di e-cig.

L’impiegato della British Airways è stato bloccato alla frontiera lo scorso 13 gennaio con una sigaretta elettronica. Lo steward è stato quindi interrogato e l’e-cig confiscata prima del suo rilascio.

BA ha scoperto che le e-cigarettes possono essere un problema se portate in alcuni paesi a causa della legislazione locale“, ha scritto la compagnia aerea in una newsletter distribuita internamente e ripresa dal Mirror Online. “Con effetto immediato il prodotto è stato rimosso dai voli di lunga gittatata, che includono Qatar, Oman, Arabia Saudita ed Emirati Arabi“.

British Airways ha ora in progetto delle avvertenze riguardo queste regole per passeggeri e staff. Una fonte della compagnia aerea ha spiegato però che esiste il sospetto che il membro dell’equipaggio sia stato trattato in questo modo a causa del suo lavoro, e che un passeggero potrebbe essere gestito diversamente.

Un portavoce della British Airways ha detto: “Abbiamo fermato la vendita di sigarette elettroniche su alcune destinazioni per essere sicuri di non violare alcune legislazioni locali“. In Italia invece l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) rimanda alle compagnie aree il divieto all’e-smoking durante i voli, trattandolo al pari di qualsiasi altro apparato elettrico, mentre non ci sono indicazioni sul trasporto.

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Il caso di un italiano

Del resto il Qatar non è certo noto per il suo record sui diritti umani, tanto meno rispetto alle prigioni. Un qualcosa noto anche all’Italia, dove un fatto simile è accaduto ad un cittadino italiano – Giancarlo Carmagnola, di Treviso – arrestato nel luglio 2011 per aver utilizzato una sigaretta elettronica di primissima generazione (quelle che si vendevano allora solo in farmacia) sull’aereo. Dopo due notti e un giorno di cella dove aveva avuto un gravissimo malore a causa della tensione e della mancanza dei farmaci salvavita che doveva assolutamente prendere. Non gli è stato concesso né un bicchiere d’acqua né l’assunzione dei suoi medicinali. Tantomeno ha potuto mangiare. Il lieto fine è stato reso possibile solo dall’efficace intervento dell’ambasciata italiana, ma la situazione poteva concludersi tragicamente in carcere.

Carmagnola – purtroppo deceduto l’anno successivo – ha raccontato la terribile storia nei particolari a Oggi Treviso. “In pratica l’arresto in carcere è durato due giorni ed una notte, senza acqua nè cibo. La sentenza del tribunale non l’ho capita perchè espressa in lingua araba. E lì se non parli arabo sei spacciato. Nemmeno l’inglese mi è servito…”.  E dopo 20 voli con la Qatar Airways Marco Carmagnola era finito anche nella black list. Tutto ciò per aver “fumato” una sigaretta elettronica.

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