Esteri/Opinioni

E-cig nel mirino dei politici: ma per soldi, non per salute

Per decenni i legislatori hanno usato le conseguenze negative sulla salute associate col tabacco quale giustificazione per azare le tasse sui prodotti del tabacco. Infatti, solo negli ultimi13 anni, i governi federale e statali hanno aumentato le accise sul tabacco più di 120 volte. L’argomento è sempre stato: fumare fa male, e di conseguenza il governo deve scoraggiare le persone alzando i costi.

I cosiddetti avvocati della salute pubblica sosstengono che gli aumenti della tassazione servono a migliorare la salute pubblica. In realtà servono a riempire le casse pubbliche. Tra le tasse e il Master Settlement Agreement [firmato con el multinazionali del tabacco, NdT], i governi hanno accumulato oltre $500 miliardi dalle multinazionali del tabacco, utilizzati per un vasto raggio di di programmi di spesa tra il 1998 e oggi. Ma una nuova, dirompente, tecnologia ha messo in evidenza come molti politici che volevano alzare le tasse sulle sigarette si disinteressano della salute: semplicemente vogliono più soldi.

Le sigarette elletroniche e il prodotti del vapore giunti sul mercato negli ultimi anni sono senza tabacco, e non contengono catrame o gli innumerevoli prodotti cancerogeni che possono dare portare cancro e malattie di ogni genere. Ma dove alcuni vedono una nuova tecnologia che sta aiutando le persone a smettere di fumare, politici affamati di soldi vedono un nuovo obiettivo da tassare.

Nel 2014, 15 stati e i Democratici al Congresso, hanno seriamente considerato una legislazione che aumentasse le tasse sulle e-cig sino al 95%. In tutti gli stati, tranne uno, le proposte sono state respinte oerché, a differenza dei fumatori, gli svapatori hanno resistito attivandosi politicamente e organizzando movimenti di base per fermare gli aumenti di tasse.

Non è stata una battaglia facile. Ogni giorno studi scientifici spazzatura sono rilanciati da siti internet e notiziari che mirano a generare click sulle pagine o ad aumentare l’audience. Il New England Journal of Medicine ha recentemente twittato “Analisi chimiche sul vapore delle e-cigs mostrano alti livelli di formaldeide. Gli autori rilevano un rischio di cancro maggiore che nel fumo”. Persino il New York Times ha attaccato certe affermazioni assurde, liquidandole quali tattiche per impaurire le persone.

Il 2015 sembra essere un altro anno in cui queste tattiche risulteranno in una serie di proposte di legge finalizzate a scoraggiare o a vietare del tutto lo svapo. Proposte per tassare le sigarette elettroniche sono state presentate in California Oregon, Utah, Indiana, Connecticut, Ohio, New Mexico, New York, stato di Washington e altri.

La  legge di budget annuale voluta dal governatore dello stato di Washington, Jay Inslee (D), vieta le vendita online dei prodotti del vapore e impone una tassa del 95% sui prodotti venduti nei negozi. Società quali la Mount Baker Vapor, che fanno gran parte del proprio busness online, potrebbero essere forzate a chiudere i battenti ed a lasciatre lo stato, con conseguenze negative per i 100 e più impegati che vivono e pagano le tasse nello stato di Washington. Quale conseguenza l’aumento di tasse del Governatore Inslee risulterà in minori entrate.

Quello che è strano è che alcuni Repubblicani hanno adottato il linguaggio di coloro che da anni spingono per aumenti di tasse e maggiori spese. Un portavoce del governatore dello Utah,  Gary Herbert (R), recentemente ha ribadito: “Non vogliamo essere nel business dell’incentivazione delle sigarette elettroniche“, Il governatore Herbert ha quindi spinto per una tassa sulle sigarette elettroniche per scoraggiare i ragazzi dall’acquisto.

Solo la scorsa settimana. il senatore della California Mark Leno (D) ha presentato la proposta 140, che riclassifica le sigarette elettroniche quali prodotti del tabacco, nonostante questi non contengano tabacco, e applica ad essi le onerose tasse previste per i prodotti del tabacco.

Stiamo per vedere centinaia di migliaia di familiari e amici morire per le sigarette elettroniche come già abbiamo visto per le sigarette tradizionali“, ha dichiarato il senatore Leno. Un’affermazione assurda, assolutamente non supportata dalla scienza. Ma nonostante affermazione come questa provenienti da politici nazionali come il senatore Leno, ci sono almeno sei o sette milioni utenti giornalieri dei prodotti del vapore, e nemmeno uno è motro usando i prodotti in maniera propria. Nemmeno uno. E’ ironico che i legislatori di uno stato che ospita la Silicon Valley abbiano deciso di attaccare una tecnologia innovativa che sta aiutando le persone a smettere di fumare e che sta salvando delle vite.

Gli sforzi per tassare le sigarette elettroniche e i “vaping devices” potrebbero avere conseguenze negative inintenzionali. Alzare il prezzo delle sigarette elettroniche potrebbe disincentivare i fumatori dalla transizione a questi prodotti senza tabacco. I fumaotri adulti sono in gran parte consumatori a basso-medio reddito, molti dei quali spendono in quarto delle loro entrate sulle sigarette. Aumentare i costi di prodotti che servono a migliorare la salute di queste persone è uno schiaffo infaccia alle iniziative sanitarie degli ultimi venti anni.

John Britton, del Royal College of Physicians, afferma che lo svapare è molto più sicuro che fumare sigarette, Durante un’intervista alla radio della BBC, Britton ha messo le sigarette elettroniche e quelle tradizionali su una scala di pericolo, valutando a 100 le secondo, “sotto cinque” le e-cigarettes.

Se tutti i fumatori passassero alle sigarette elettroniche, spiega Britton, “ciqnue milioni di vite verrebbero salvate solo tra quelli che sono vivi oggi”. L’Economist era corretto quando ha sottolineatoc,e come “il giusto apporoccio sia non denormalizzare il funo, ma normalizzare il fumo elettronico”.

Dato che aumentare anche solo di un quarto il costo delle e-cig potrebbe scoraggiare un fumatore dal passare ai prodotti senza tabacco, gli aumenti di tasse andrebbero rigettati. Questo dovrebbe essere lo standard per tassare e regolare questi prodotti. Il movimento fraudolento per vietare, tassare e regolare in maniera eccessiva le sigarette elettroniche spiega molto di coloro che ne fanno parte. Spiega che sono molto più interesati a proteggere il monopolio di stato sulle sigarette di quanto lo siano nella salute pubblica.

 

Patrick Gleason – Director of state affairs, Americans for Tax Reform (ATR) e senior fellow del Beacon Center del Tennessee
Paul Blair, state affairs manager, ATR

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