Esteri

California, guerra alle e-cig: regole e tasse. Ma l’Italia è già avanti

Continua in maniera schizofrenica il dibattito sullo “svapo”. In California, Stato da sempre in guerra contro le sigarette tradizionali, è ora iniziata anche quella sigarette elettroniche, dichiarate pericolose per la salute e quindi da regolare come accade per il tabacco. È quanto afferma il California Department Of Public Health, secondo il quale le e-cig possono emettere sostanze cancerogene, oltre a causare dipendenza.

Le sigarette elettroniche non sono così dannose come quelle convenzionali, ma non sono innocue, non sono sicure”, ha spiegato il funzionario per la salute Ron Chapman, nel sottolineare i rischi di una diffusione libera di questi prodotti. Rischi in particolare per i giovani, poiché la vendita senza vincoli farebbe presa soprattutto sugli studenti delle scuole superiori: il 17% degli iscritti all’ultimo anno negli istituti californiani, infatti, farebbe ricorso alle e-Cig.

Senza nessuna azione, è molto improbabile che i due decenni di progressi californiani nel prevenire e ridurre l’uso del tabacco tradizionale vengano erosi – prosegue Chapman – perché le sigarette elettroniche riabilitano l’abitudine del fumo. Sebbene dal 2010 la vendita di questi strumenti sia vietata ai minori, il dipartimento teme che le misure fino a oggi attuate non siano sufficienti per contenere il fenomeno”.

Non è tardata la replica del presidente dell’American Vaping Association, Gregory Conley: “Vi sono ampie evidenze che le sigarette elettroniche aiutino i fumatori a smettere, nonché siano meno dannose del fumo”.

Nel frattempo la questione si sposta a livello legislativo, dove in programma vi sarebbero nuove leggi per vietare l’utilizzo delle e-cig nei luoghi pubblici come ospedali, scuole, cinema e bar. Altri Stati americani, come l’Oklahoma, il Tennessee e l’Arkansas, hanno già intrapreso delle azioni per arginare il fenomeno, sempre con campagne pubbliche d’informazione che con le più varie normative, dall’imposizione di nuove tasse all’obbligo di contenitori di liquidi con tappi di sicurezza affinché non siano aperti dai bambini. Tutte questioni che in Italia il Ministero della Salute e il Ministero dell’Economia ha invece affrontato e risolto da tempo, ponendo l’Italia all’avanguardia nella regolazione delle sigarette elettroniche.

Rimane il dubbio che molto di questo dibattito sanitario abbia a che fare con la visibilità mediatica che (ancora) fornisce il fare dichiarazioni pubbliche sulle sigarette elettroniche, visto che molti degli studi – specie quelli contrari – alle ec-ig vengono smentiti spesso nel giro di ore da altre ricerche più approfondite o dagli stessi autori, a volte strumentalizzati dai media (come accaduto nel recente caso della formaldeide).

 

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