Rassegna

Corriere Mercantile | E-Cig, ricorso al Tar: «Tasse insostenibili»

LA VERTENZA. Per imporre il nuovo tributo (modificando il vecchio che aveva fatto chiudere 3 negozi su 4), Roma inventa il “balzello equivalente” rispetto alle “bionde” imposta di consumo del 58,5% sui liquidi, aveva già fatto chiudere tre negozi su quattro nella nostra città. L’accoglimento del ricorso dei produttori insieme a Fiesel-Confesercenti e Federcontribuenti da parte del Tar, che aveva riscontrato nella norma profili di «irragionevolezza», e la decisione del tribunale amministrativo di rimettere la questione all’esame della Corte costituzionale aveva fatto sperare le aziende ecig. Il governo, per non rinunciare all’introito, lo ha modificato passando tutto sotto il controllo dei Monopoli.

Anche contro questo nuovo balzello, produttori e Confesercenti intendono ricorrere. «Molti negozi – dice Paolo Barbieri, segretario di Fiesel Confesercenti Genova hanno chiuso quando è scattata l’imposta di consumo al 58,5 %. Nella nostra città, si parla del 70-80% delle saracinesche dei negozi di e-commerce abbassate. Chi sopravvive, ha abbinato le sigarette elettroniche ad altre merceologie. I livelli di tassazione sono insostenibili. L’associazione nazionale ha già predisposto il ricorso al Tar». Secondo i negozianti di Fiesel «il Governo ha pensato bene di provare ad aggirare i vizi di incostituzionalità, già rilevati dal Tar, definendo un’equivalenza tra le sigarette tradizionali e quelle elettroniche». Inoltre «Quantificare in poco meno di 40 secondi il consumo di una sigaretta e da questo parametro far derivare un’eguaglianza proporzionale per i nostri prodotti concludono all’associazione -, supera ogni possibile comprensione».

Il decreto di dicembre ha staibilito «in via temporanea e in misura provvisoria» che l’imposta di consumo «sui prodotti liquidi da inalazione è fissata in 0,33 euro il millilitro, corrispondente ad una equivalenza di 1 millilitro con cinque sigarette». Sulla ricarica da 10 millilitri doveva pesare un’imposta di consumo da 3,33 euro, cui si sarebbe dovuta sommare l’Iva.

La scorsa settimana, però, l’Agenzia dei Monopoli ha pubblicato il risultato dei test di equivalenza tra fumo elettronico e tradizionale che avevano il compito di stabilire l’entità esatta del balzello basandosi su un curioso sistema dei “equivalenza” con le sigarette tradizionali. L’importo definitivo dell’imposta di consumo sui liquidi per e-cigarette è stato fissato a 3,73 euro ogni dieci millilitri. La valutazione iniziale e provvisoria era di 3,33 euro. A differenza di quanto in vigore nel 2014, la nuova tassazione vale solo per i liquidi e non per i dispositivi che servono per “svapare”. Su quella parte di gettito (117 milioni), per altro, pende ancora il ricorso degli operatori e si attende la decisione della Consulta, mentre l’anno prossimo sarebbero a rischio 145 milioni di gettito.

Come Confesercenti, anche Anafe-Confindustria, ha immediatamente criticato il meccanismo individuato per stabilire la tassazione. sottolineando coma la determinazione esatta della tassa sia stata pubblicata a 5 ore dalla scadenza prevista nella determina provvisoria. «È una totale mancanza di rispetto nei confronti di aziende che danno lavoro e pagano le tasse» dicono all’Anafe. 

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