Rassegna

La Notizia | Il Governo si inchina alle lobby. Spunta un regalo a Philip Morris

Le nuove sigarette Iqos, le sigarette cosiddette “ibride” prodotte da Philip Morris, sono tassate con un’accisa al 50%. Una norma ad hoc le equipara a quelle meno nocive. In realtà il nuovo prodotto si può fumare anche attraverso una combustione, ma lo si fa passare per una e-cig. Un regalo alla Philip Morris grosso come una casa.

Non c’è niente da fare, la pressante attività lobbistica del colosso del tabacco, praticamente sotto silenzio, è riuscita a mettere a segno un colpo di non poco conto proprio verso la fine del 2014. E il tutto, come avviene quasi sempre in questi casi, non poteva avere attuazione senza il “prezioso” ascolto degli organi preposti al controllo, che in questo caso vanno dal governo guidato da Matteo Renzi ai Monopoli di Stato, branca di quel super ministero dell’economia diretto da Pier Carlo Padoan. Ma quale sarebbe questo simpatico cadeau?

Si può partire, per esempio, dal dimezzamento secco del 50% dell’accisa applicabile alle Iqos, le sigarette cosiddette “ibride” prodotte proprio da Philip Morris. Tipicamente burocratico il modo in cui si è confezionato il “pacchettino”. Il veicolo è il decreto legislativo di riordino della accise, il numero 188 del 2014, pubblicato in Gazzetta il 23 dicembre, alla vigilia di Natale. Il provvedimento introduce la nuova categoria dei “tabacchi da inalazione senza combustione”. Senza girarci troppo intorno, si tratta della definizione cucita addosso alle Iqos. E per quale motivo?

Perché l’assenza di combustione è sinonimo di minore nocività. E la minore nocività comporta un’applicazione del 50% dell’accisa normalmente gravante sull’equivalente quantitativo del le sigarette tradizionali. Questo, per esempio, è il principio alla base del dimezzamento dell’accisa riconosciuto alle sigarette elettroniche, ossia le e-cig. Come in tutti i testi legislativi presi d’assalto dalle lobby, però, il diavolo si nasconde nei dettagli. E che dettagli. Una prima versione del decreto legislativo, infatti, spiegava che “sono considerati tabacchi da inalazione senza combustione i prodotti del tabacco non da fumo che possono essere consumati senza processo di combustione“. In una successiva bozza di ottobre la dicitura “possono essere consumati senza processo di combustione” salta, per poi essere recuperata nella versione finale del decreto pubblicato in Gazzetta il 23 dicembre 2014.

Dire che i tabacchi da inalazione senza combustione, ossia le Iqos di Philip Morris, “possono essere consumate senza processo di combustione” significa aprire la strada a un’equiparazione alle e-cig nell’applicazione di un’accisa al 50%. Ma perché usare il termine “possono” e non magari “devono”? A quanto pare, ma sul punto è in atto un’autentica schermaglia, le Iqos possono anche essere fuma te tramite combustione. Insomma, il fatto è che pure quel passaggio del decreto è cucito su misura addosso alla Philip Morris. Che in questo modo, chissà, è riuscita a ottenere una contropartita alla promessa di aprire alle porte di Bologna uno stabilimento per la produzione delle sigarette ibride, con un investimento di 500 milioni e 600 posti di lavoro.

Il regalo approntato nel decreto, però, ha anche altre conseguenze. Per esempio la mancata presenza di indicazioni sanitarie sulle confezioni di un pro dotto che può essere fumato in modo tradizionale, e cioè con la più danno sa combustione. Chissà se il ministro della sanità Beatrice Lorenzin, che vorrebbe limitare il fumo nei parchi e nei film, è a conoscenza di quanto il governo di cui fa parte ha appena approvato. Naturalmente l’operazione sta scatenando le ire del settore che si sente più penalizzato, quel lo delle sigarette elettroniche. Al punto che nei giorni scorsi l’Anide, l’associazione nazionale italiana dettaglianti di e-cig, ha scritto una lettera di fuoco ai Monopoli di Stato. A quanto fil tra, all’interno degli stessi Mono poli tra i principali artefici delle norme prese di mira c’è Canio Zarrilli, responsabile dell’ufficio circolazione tabacchi. Ma la lobby di Philip Morris, guidata in Italia dall’Ad Eugenio Sidoli, avrebbe trovato un attento ascolto anche da Vieri Ceriani, consigliere di Padoan e già sottosegretario a via XX Settembre.

@SSansonetti

4 thoughts on “La Notizia | Il Governo si inchina alle lobby. Spunta un regalo a Philip Morris

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