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ADM, stabilita a € 3,37 per 10ml l’imposta provvisoria sulle e-cig

Arrivano i primi decreti ministeriali che determinano la tassazione per sigarette elettroniche e nuovi prodotti (sigarette a cialda di Philip Morris) a seguito dell’entrata in vigore del dlgs tabacchi (pubblicato in gazzetta ufficiale il 23 dicembre 2014). Due decreti provvisori dei Monopoli stabiliscono per le sigarette elettroniche un’equivalenza di 1 millilitro (ml) di ricarica con 5 sigarette (e quindi una tassa di 3,33 euro più Iva a flacone) e per i nuovi prodotti a inalazione di Philip Morris un’equivalenza di 1 a 1.

SIGARETTE ELETTRONICHE: STANGATA NATALIZIA

Nel pomeriggio del 24 dicembre è stato emanato dai Monopoli un decreto provvisorio che stabilisce per i liquidi di sigarette elettroniche una tassa di 3,33 euro per un flacone da 10 ml. Praticamente una tassa che verrà pagata a ogni ricarica di e-cig. Il motivo della provvisorietà del decreto è da ricercarsi nel fatto che il dlgs Tabacchi è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale solo il 23 dicembre con efficacia dal 1 gennaio 2015. Giorno in cui entrerà in vigore il nuovo sistema di tassazione dei tabacchi, compreso quello, scontato del 50% e basato su un’equivalenza da effettuare e verificare, per sigarette elettroniche e nuovi prodotti da inalazione. Nuovo sistema che sarà preceduto da delle prove sull’equivalenza tra e-cig e sigarette tradizionali, per le quali – contestano gli operatori – non esistono però standard scientifici o industriali.

In attesa dell’emanazione del decreto direttoriale basato su un equivalenza determinata (nel dlgs si prevede l’utilizzo di determinate macchine per stabilire a quante sigarette corrisponda un flacone di liquido per e-cig), l’Aams ha deciso di intervenire calcolando che un 1 ml di liquido per e-cig equivale a 5 sigarette tradizionali. La stessa relazione tecnica del dlgs invece prevedeva un equivalenza di 1 ml a 8 sigarette con un’ipotesi di imposta di oltre sei euro. Il nuovo decreto provvisorio dunque, denunciano gli operatori del mercato, comporta il rischio di aumenti di oltre il 100% nei prezzi delle e-cig al pubblico e un conseguente crollo del mercato.

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