Esteri

Australia, BAT vuole per le e-cig il riconoscimento quali dispostivi medicali

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Le big del tabacco hanno mostrato approcci diversi nei confronti delle sigarette elettroniche. Da chi ha tentato di affossarle, sostenendo la loro dannosità per la salute, e chi ha ritenuto assai più conveniente saltare sul carro del fumo elettronico puntando sui profitti che il futuro porterà da questo settore.

La multinazionale British American Tobacco rientra nella seconda tipologia. L’azienda è la quinta potenza mondiale per ciò che concerne il mercato del tabacco, con un fatturato annuo pari a 25 miliardi di dollari, oltre a controllare il 42% dell’americana RJ Reynolds.

Al momento BAT è presente nel mondo delle e-cig con la sua Vype,  e sta tentando di organizzarsi, con pratiche da alcune parti considerate discutibili.

Stando a quanto riportato dalla stampa australiana, il colosso britannico avrebbe cercato die sercita pressioni sugli organi legislativi dell’Australia per tentare di ottenere due importantissimi risultati. Il primo, il riconoscimento delle sigarette elettroniche quali dispositivi medici. Secondo, la possibilità di vendere le e-cig sul territorio australiano attraverso le farmacie .

L’operazione sarebbe dovuta ovviamente rimanere segreta, e ora sono molte le polemiche sui media d’Australia, paese considerato il fronte mondiale della lotta al fumo.

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