Tabacco

Iqos, il tabacco che si inala. “È il futuro”, “No, un passo indietro”

iqos cig

Due miliardi di investimenti in ricerca. Circa 500 milioni di euro per la costruzione di una fabbrica alle porte di Bologna, che entrerà a regime nel 2016. Seicento nuovi occupati e il debutto previsto per dicembre in 1.000 tabaccherie in due città, Milano e una in Giappone, coinvolte nel test del prototipo. Sono i numeri di Iqos, la sigaretta che “non si fuma ma si inala” sviluppata da Philip Morris. Una rivoluzione, l’ha definita l’ad di Philip Morris Italia Eugenio Sidoli. “Quello che vorremmo portare al mercato è solo il primo di una generazione di prodotti nuovi. Tra sei mesi il quadro sarà più chiaro, ma vedrete sarà l’inizio della rivoluzione. In tempi rapidi tutto il mercato potrebbe convertirsi a prodotti simili a questo”, assicura Sidoli.

Cos’è Iqos. “La nuova frontiera del tabacco”?

Addio accendino. Iqos sarà un dispositivo di nuova generazione, distante dalle sigarette tradizionali, ma lontano anche dalle sigarette elettroniche. Il tabacco non sparisce, ma diventa aroma. Nessuna combustione e meno danni per la salute, promette l’ad di Philip Morris. “Una lama scalderà il tabacco, non c’è più combustione, la sigaretta non si accende e i danni alla salute potrebbero essere ridotti sensibilmente. Il tabacco non si fuma ma si inala, ma parallelamente all’inalazione c’è il gusto”. In pratica Iqos è un dispositivo elettrico e ricaricabile: la mini-sigaretta di tabacco pressato (probabile blend Marlboro, a giudicare dal packaging) si inserisce dentro una sorta di “bocchino” elettronico che scalda il contenuto a circa 350°. I dettagli sono coperti dal brevetto. Il prezzo di vendita? Non pervenuto. A dicembre, forse, ne sapremo di più.

Fumare, svapare o inalare? Le reazioni

Sidoli, nella presentazione a giugno, ha fatto capire che Iqos non è la risposta della multinazionale alle sigarette elettroniche e allo svapo, ma il frutto di “un investimento massiccio in ricerca e sviluppo durato 17 anni”. Lo stabilimento italiano, a Crespellano, produrrà 30 miliardi di stick l’anno, che, secondo le previsioni, rappresenteranno il 6% del consumo di sigarette europeo.

Prodotti da fumo riclassificati come prodotti per inalazione? Tutto questo è ridicolo (Prof. Riccardo Polosa)

Ma intanto Iqos, già ribatezzata la Marlboro elettronica, fa discutere. Se i produttori di Iqos sostengono che la nuova sigaretta farà meno male, eliminando combustione, monossido di carbonio, biossido di carbonio e il peso di alcuni additivi, di tutt’altro avviso è il professor Riccardo Polosa dell’Università di Catania. “Prodotti da fumo riclassificati come prodotti per inalazione? Tutto questo è ridicolo. Oltre che dalla combustione, fumo viene generato anche da fenomeni chimici non combustibili”. Il dito è puntato contro il tabacco. Sui forum dello svapo si accusa: “Per mesi hanno parlato male della sigaretta elettronica, mentre per la Marlboro elettronica tappeti rossi e niente studi”. C’è anche chi fa dietrologia: “Produrrà 600 posti di lavoro in cambio di accise più favorevoli alla Philip Morris”. “L’industria che produce la Marlboro va contro i suoi interessi? Ma non scherziamo…”.

Infine, l’indignazione degli svapatori: “Hanno ammazzato la sigaretta elettronica e ora ci troviamo ancora una volta il tabacco tra i piedi”.

Fonte: Cosimo Colasanto – Vaper Magazine

2 thoughts on “Iqos, il tabacco che si inala. “È il futuro”, “No, un passo indietro”

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