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OK Salute | E-cig: quando e perché sono utili. Intervista al prof. Polosa

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Nel dibattito su uso e sicurezza delle E-cig, ecco il punto di vista del medico di OK Riccardo Polosa, che ha condotto diversi studi per capire quando e quanto le sigarette elettroniche sono d’aiuto. Il dibattito sulle sigarette elettroniche non si arresta. Fanno davvero male? Aiutano a smettere di fumare?

Che cosa è, come funziona e quali sostanze utilizza la sigaretta elettronica?

La sigaretta elettronica è un prodotto di largo consumo che viene proposto ai fumatori come alternativa meno tossica alla sigaretta convenzionale. Dietro le mentite spoglie di una “bionda”, la sigaretta elettronica emula le stesse sensazioni visive, tattili e gusto-olfattive della sigaretta convenzionale, ma senza esporre l’utilizzatore alle migliaia di sostanze tossiche e cancerogene che si liberano con la combustione del tabacco. La sigaretta elettronica non brucia, ma “vaporizza” un cocktail a base di glicole propilenico e glicerina vegetale che può contenere nicotina e aromi ogni qualvolta si aspira una boccata.

Le persone asmatiche che fumano e non riescono a smettere, possono utilizzare la sigaretta elettronica?

È noto che molti pazienti affetti da asma grave sono anche fumatori. Per loro smettere di fumare, o ridurre il numero di sigarette, è indispensabile per migliorare le proprie condizioni di salute. Secondo una nostra recente ricerca condotta in collaborazione con l’Università di Hull (UK) e supportata dalla Lega Italiana AntiFumo (LIAF) e da SET Srl, gli asmatici fumatori che passano alla sigaretta elettronica, non solo riducono il numero di sigarette o smettono completamente di fumare, ma riportano anche un miglioramento della loro patologia respiratoria. A dimostrarlo sono i dati delle spirometrie, la frequenza e la durata delle esacerbazioni di malattia, e il migliorato controllo dei sintomi asmatici. In un altro nostro studio condotto in una popolazione di fumatori affetti da schizofrenia (psicopatologia caratterizzata da un elevato grado di compulsione all’uso delle “bionde”) abbiamo dimostrato che non solo è possibile una importante e duratura riduzione nel consumo di sigarette, ma che questo risultato è raggiungibile senza “scatenare” un deterioramento delle condizioni psicopatologiche di base, negando così il dogma che vede i pazienti schizofrenici indissolubilmente legati alla sigaretta, pena l’aggravarsi del loro stato mentale. Va da se che medici e specialisti dovrebbero promuovere piuttosto che osteggiare questo prodotto dalle enormi potenzialità per la salute. In generale, il vapagismo deve essere integrato nella lotta al tabagismo.

Di recente l’Oms ha dichiarato che la sigaretta elettronica rappresenta una grave minaccia per gli adolescenti e il feto. Dai dati scientifici emerge che l’aerosol prodotto da questi inalatori non è semplice vapore acqueo.

Mi consenta di fare chiarezza: l’inalazione di un aerosol, sia pure addizionato di nicotina, glicole propilenico e glicerina vegetale, non può fare più danno di catrame e delle svariate migliaia di sostanze tossiche presenti nel fumo di sigaretta. Che le e-cig siano di gran lunga meno tossiche del fumo di tabacco è un fatto certo. Per quanto riguarda i nascituri non vedo la “grave minaccia”.  È noto quanto dannoso sia il fumo di sigaretta in gravidanza. Per le gestanti che non riescono a smettere di fumare, i vantaggi dello smettere assumendo nicotina in forma purificata (per esempio attraverso l’uso di sigarette elettroniche), superano i rischi derivanti dalle sostanze tossiche del fumo di tabacco. Per quanto attiene all’ipotetico rischio di iniziazione al fumo di tabacco per gli adolescenti che sperimentano sigarette elettroniche, questa preoccupazione è in netto contrasto con le interpretazioni dei sondaggi scientifici su popolazioni studentesche, le quali dimostrano che la sigaretta elettronica non è popolare tra i giovani e non è una porta di ingresso al tabagismo.

La sigaretta elettronica è un valido aiuto per smettere di fumare. O no?

Secondo una recente indagine che ha coinvolto 5.863 adulti fumatori e pubblicata sulla rivista medico-scientifica Addiction, le sigarette elettroniche sono in assoluto il metodo più efficace per smettere di fumare. In base alle risposte dei questionari, lo studio ha stabilito che tra i fumatori che hanno effettuato il tentativo, quelli che utilizzavano le e-cig hanno avuto maggiore probabilità (circa il doppio) di smettere rispetto a coloro che hanno utilizzato sostitutivi nicotinici (cerotti, gomme) o la sola forza di volontà. È chiaro che per molti fumatori l’utilizzo delle e-cig rappresenta un metodo efficace, pratico ed economico per smettere. Tutto questo senza dover fare necessariamente ricorso a personale sanitario specializzato e soprattutto senza gravare sui costi del servizio sanitario nazionale.

Non si passa, con le sigarette elettroniche, da un vizio a un altro? La sigaretta elettronica crea dipendenza e può aprire le porte al tabagismo?

È noto che la dipendenza da sigaretta è dovuta a due fattori: nicotina e componente gestuale. È stato dimostrato che la dipendenza da nicotina deriva dalla velocità con cui si raggiunge il picco di nicotina. Se avviene nel giro di pochi secondi, come con le sigarette tradizionali, la dipendenza è assicurata. Le sigarette elettroniche, invece, non hanno questo potenziale. Per ciò che concerne la componente gestuale, il cosiddetto “rituale del fumatore”, viene mantenuto: è proprio questo il punto forte del prodotto che permette di liberarsi progressivamente dalla dipendenza dal tabacco. Come visto nel nostro studio ECLAT, solitamente con l’uso regolare della sigaretta elettronica molte persone capiscono di essere diventati abbastanza forti da liberarsi anche della e-cig dimostrando che la stessa non ha creato in loro una nuova dipendenza, ma ha semplicemente facilitato un cambiamento nel comportamento e nelle abitudini da fumo. Se ciò non avvenisse, sarebbe comunque un gran successo.

2 thoughts on “OK Salute | E-cig: quando e perché sono utili. Intervista al prof. Polosa

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