Rassegna/Salute

Financial Times | Critici furiosi per la richiesta dell’OMS di restrizioni alla vendita di e-sigarette

veronesi

Il dibattito sulla sicurezza delle sigarette elettroniche e sulla loro eventuale regolamentazione dovrebbe farsi più intenso oggi dopo che un panel di esperti di salute pubblica del Regno Unito ha attaccato un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in cui si richiedevano limitazioni alla vendita di e-sigarette. In due articoli, pubblicati su Addiction e sul British Journal of General Practice, i critici dell’OMS sostengono che il riesame alla base delle raccomandazioni “contiene notevoli errori, fraintendimenti e false dichiarazioni sull’esistenza di prove, e potrebbe mettere i responsabili politici e il pubblico nella posizione di dover così rinunciare ai potenziali benefici per la salute pubblica delle e-sigarette”.

Le vendite di sigarette elettroniche stanno aumentando rapidamente, tanto da raggiungere lo scorso anno un giro di affari da 3 miliardi di dollari in tutto il mondo. A differenza delle sigarette tradizionali, che bruciano foglie di tabacco, le e-sigarette contengono una soluzione di nicotina nell’e-liquido (glicole propilenico) vaporizzato da una resistenza a batteria quando l’utente aspira.

Alcuni attivisti della salute hanno accolto favorevolmente lo “svapo” come metodo meno dannoso di assumere nicotina rispetto al fumo, in quanto sostituisce il tabacco. Ma l’OMS ha dichiarato la settimana scorsa che sarebbe necessaria una rigorosa regolamentazione delle e-sigarette fin quando i produttori, tra cui le aziende produttrici di tabacco che cercano di diversificare il loro business, non saranno in grado di fornire prove scientifiche della loro sicurezza, e di dimostrare che non rappresentano una “porta d’ingresso” al fumo per i giovani.

Ann McNeill, docente di dipendenza dal tabacco presso il King’s College di Londra, ha replicato: “Sono rimasta scioccata e sorpresa quando ho letto [il rapporto dell’OMS] perché penso fornisca un quadro inesatto riguardo alle prove sulle e-sigarette”. Hayden McRobbie, esperto di salute pubblica presso la Queen Mary University di Londra, ha detto che il rapporto dell’OMS contiene “dichiarazioni allarmistiche” soprattutto sull’“effetto porta d’ingresso”, riguardo cui non c’è alcuna prova. Robert West, direttore della ricerca sul tabacco presso l’University College di Londra, ha aggiunto: “Non si tratta di non fumatori che passanno alle e-sigarette. Si tratta di [fermare] i fumatori che si stanno uccidendo”.

Gran parte del dibattito si è incentrato sulla presenza di tossine nel fumo della sigaretta elettronica e sugli effetti del fumo passivo sui passanti, ma i critici verso le raccomandazioni dell’OMS credono che i rischi per la salute siano stati esagerati.

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