Rassegna

ANSA | Benzene e rischio scoppio, chiusa indagine Torino su e-cig

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Ipotesi Guariniello è immissione prodotti pericolosi su mercato

Le sigarette elettroniche finiscono in tribunale. A Torino si profilano due processi legati alla diffusione degli apparecchi che promettevano di liberare il fumatore dalla schiavitu’ del tabacco. Due vicende differenti che evidenziano una parte delle problematiche emerse nel corso della vasta indagine svolta lo scorso anno dai carabinieri del Nas – di concerto con la procura subalpina – e degli interventi delle autorita’ sanitarie: nel primo caso si parla di presenza di benzene nel composto chimico destinato ad essere inalato; nel secondo, invece, sotto accusa e’ finita la batteria, che e’ a rischio di esplosione. E non e’ che l’inizio, perche’ a Palazzo di Giustizia stanno lavorando su un’altra decina di fascicoli.

Il pubblico ministero Raffaele Guariniello ha inviato il rituale “avviso di chiusura indagini” – un atto che normalmente anticipa la richiesta di rinvio a giudizio o la citazione diretta davanti a un giudice – a due commercianti torinesi. L’uno ha importato dalla Cina, vendendole nei suoi negozi, ricariche in cui la nicotina liquida conteneva del benzene. L’altro, sempre dalla Cina e, in particolare, da una fabbrica della provincia di Guandong, ha fatto arrivare sigarette di tipo Puff con batterie instabili: agli inquirenti sono giunte segnalazioni di veri e propri scoppi, privi comunque di altre conseguenze.

Il lavoro dei consulenti tecnici della procura e’ stato confermato e avvalorato dagli esperti del Ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanita’. E adesso il magistrato contesta la violazione dell’articolo 112 del codice del consumo, che punisce con l’arresto fino a un anno e con ammende fino a cinquantamila euro chi immette nel mercato “prodotti pericolosi”. Il braccio di ferro sulle sigarette elettroniche dura da anni.

Le e-cig sono nate come innocua soluzione per chi vuole smettere di fumare o, meno drasticamente, diminuire il consumo di sigarette tradizionali, ma analisti e ricercatori di varie parti del mondo hanno affermato, nel corso degli anni, che non sono esenti da potenziali nocività. Le indagini di Guariniello affrontano tutti gli aspetti della questione. In una fabbrica del Piemonte nordorientale sono emersi dei problemi di sicurezza sul lavoro per il modo in cui il personale maneggia la nicotina. Gli atti sono stati trasmessi per competenza alla procura di Novara.

La notizia è stata ripresa da Repubblica.it, Repubblica Torino, La Stampa.it, La Stampa Torino, Avvenire, Giornale del Piemonte

 

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