Esteri

Le sigarette elettroniche “non sono fumo”. Lo ha detto la Corte d’Appello di parigi

ecig buralistes

Le sigarette elettroniche non sono fumo e non possono essere assoggettate alla regolamentazione prevista per i prodotti derivati dal tabacco. Lo stabilisce una sentenza della Corte d’Appello di Parigi che ha respinto le istanze della Confederazione Nazionale dei Tabaccai Francesi (CNBF) che, dietro richiesta di due tabaccai, pretendeva l’interdizione di un marchio di ecigs. Ma non solo: la richiesta riguardava anche il divieto di fare pubblicità e, soprattutto, lo stop alla commercializzazione delle sigarette elettroniche in negozi che si trovano in prossimità delle loro tabaccherie a Caen e a Parigi.

La Francia mette così un punto al tira e molla fomentato dai tabaccai che, nel tentativo di tutelare i loro esclusivi interessi, hanno cercato di minare lo sviluppo di un prodotto che invece è strategico per la lotta al fumo e al tabagismo. Un’azione, quella messa in campo dalle potenti lobby del tabacco, che di fatto ha messo in pericolo migliaia di posti di lavoro creati nel settore della produzione, ricerca, formazione e commercializzazione delle sigarette elettroniche.

La Corte ha finalmente chiarito alcuni punti fondamentali. Innanzitutto stabilisce che per le dogane la sigaretta elettronica non costituisce un prodotto del tabacco sotto il profilo fiscale. Ha poi fatto suo quanto rilevato dall’Ufficio Francese per la Lotta al Tabagismo che in un rapporto affermava che “nessun paese europeo ha classificato il prodotto sigaretta elettronica come un derivato del tabacco”.

Il risvolto economico di questa partita è importante. Secondo un rapporto del 2013 effettuato dall’OFDT (Observatoire Francais des Drogues et des Toxicomanies) sono ormai un milione gli svapatori in Francia, per un giro d’affari che si aggira intorno ai 100 milioni di euro, con una crescita mensile del 15%.

Ma il vantaggio più importante dello sviluppo del mercato della sigaretta elettronica è un altro: la maggior parte degli svapatori, in genere fumatori incalliti di tabacco, ha smesso o ridotto notevolmente l’utilizzo delle sigarette tradizionali, con una conseguente riduzione del rischio di malattie derivanti dal fumo e quindi un decremento delle spese sanitarie.

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