Esteri/Rassegna

Formiche | Ecco come negli Usa i big del tabacco puntano sulle sigarette elettroniche

Le sigarette elettroniche sono diventate una vera e propria moda che sta conquistando giovani e meno giovani. In America sono le stesse Big Tobacco a volersi impadronire di questo nuovo mercato, che fa muovere circa 2.5 milioni di dollari all’anno.

Piccole cifre per aziende come Reynolds American o NuMark, ma pur sempre in grado di stimolare i giganti dell’industria delle ‘bionde’ al punto di convincerli a investire in questo nuovo settore, proponendo accattivanti pubblicità che stanno scatenando non poche discussioni.

Robert Bannon, manager della Lorillard, l’azienda che controlla il marchio Blu eCigs, spiega che “investire nelle e-cigarettes equivale a fare un buon investimento sia in previsione di una crescita del mercato, sia per investire in ricerca e tecnologia”.

L’opinione pubblica americana si divide tra chi crede che le sigarette elettroniche possano effettivamente aiutare le persone a smettere di fumare e chi, al contrario, vede in questi dispositivi un tentativo di dare glamour all’atto stesso di fumare. La discussione è arrivata fino al Senato – dove è prevista a breve un’audizione proprio su questo tema – e la Food and Drug Administration ha proposto delle linee guida per regolarizzare il mercato delle sigarette elettroniche, pur non avendo definito regole specifiche in materia di marketing e pubblicità.

La paura è che pubblicità troppo accattivanti possano attrarre i più giovani ed indurli a fumare “esattamente come è successo anni fa con le normali sigarette”, dichiara preoccupato M. L. Myers, presidente della Campaign for Tobacco-Free Kids. Myers si riferisce, in particolare, alla discussa pubblicità delle sigarette elettroniche MarkTen – marchio proprietà della Altria, gigante del tabacco statunitense. In questo spot i creativi pubblicitari hanno utilizzato uno slogan, ‘let it glow’, che si ispira con molta probabilità alla canzone ‘let it go’ del musical della Dinsey Frozen. Logicamente, la scelta di una canzone presa da un cartone per bambini per pubblicizzare un prodotto per adulti ha scatenato non poche reazioni negative. Il portavoce di Altria ha risposto affermando che l’azienda ha semplicemente cercato di catturare il più vasto pubblico possibile, naturalmente un pubblico adulto. Di tutt’altro avviso le dichiarazioni di Stephanie Cordisco, presidente della Reynolds Vapor – che fa parte della potente Reynolds American, concorrente della Altria. La Cordisco afferma che “la pubblicità in questione era di cattivo gusto”.

Pubblicità e buone intenzioni a parte, c’è chi non ripone alcuna fiducia nelle compagnie del tabacco. Gregg Haifley, direttore della American Cancer Society, è sicuro che le industrie non abbiano nessun interesse a far smettere le persone di fumare: “è un mercato troppo redditizio per loro, non sono realmente interessati a disincentivare il consumo di sigarette”. Haifley crede che il vero obiettivo degli investimenti sul mercato delle e-cigarette si nasconda una precisa strategia: de-normalizzare il fumo, creando campagne pubblicitarie incentrate sulla pericolosità delle sigarette. Il marketing delle e-cigarettes, paradossalmente, potrebbe far ricadere molti ex fumatori nel vizio del tabacco, proponendo un nuovo modo di fumare, più salutare, senza cattivi odori, ma pur sempre incentrato sulla ritualità della pausa-sigaretta come momento di relax e alla moda.

http://www.formiche.net/2014/06/18/ecco-negli-usa-i-big-del-tabacco-puntano-sulle-sigarette-elettroniche/

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