Rassegna/Salute

NY Times | Attenti a come si usano le e-cig. Il dripping provoca esalazioni cancerogene

VAPOR-articleLarge-v2

Le sigarette elettroniche sembrano essere più sicure rispetto alle sigarette normali per una semplice – e ovvia – ragione: non vengono accese e fumate. Con le e-sigarette, non c’è la combustione del tabacco che produce una miriade di nuove sostanze chimiche, delle quali circa 60 cancerogene.

Ma una nuova ricerca suggerisce che, anche in assenza di combustione, alcune e-sigarette popolari diventano così calde da produrre alcune delle sostanze cancerogene presenti nelle sigarette ed a livelli simili.

Uno studio che sarà pubblicato questo mese sulla rivista Nicotine and Tobacco Research ha rilevato che i dispositivi in grado di erogare alte potenze producono formaldeide, un noto cancerogeno, insieme con il vapore che gli utilizzatori inalano. Secondo lo studio, la tossina si forma quando la nicotina e gli altri ingredienti dei liquidi per e-sigaretta vengono sottoposti ad alte temperature. Un altro studio in fase di presentazione alla stessa rivista, ha riscontrato risultati simili.

Gli effetti a lungo termine dell’inalazione di vapori di nicotina non sono chiari, ma non ci sono finora prove che provoca il cancro o malattie cardiache come fa il fumo di sigaretta. Infatti, molti ricercatori concordano sul fatto che l’e-sigaretta si rivelerà essere molto più sicura rispetto alle sigarette tradizionali, un concetto che le aziende utilizzano nella loro pubblicità.

Il sito di Janty, una società che produce popolari sistemi a serbatoio, afferma che i benefici delle e-sigarette comprendono il fatto di non avere “tossine associate al fumo di tabacco”.

Tuttavia, la nuova ricerca suggerisce potenziali rischi per la salute derivanti dalla rapida evoluzione del mercato multimiliardario delle esig, e come i regolatori debbano lottare per tenere il passo. La Food and Drug Administration lo scorso mese ha proposto numerose nuove regole con le quali per la prima volta potrebbe estendere la sua autorità sulle e-sigarette, ma si è in gran parte focalizzata su ciò che entra in questi prodotti –attualmente, una non regolamentata miscela di sostanze chimiche e aromi – piuttosto che su quello che esce, gli sbuffi di vapore aromatizzato.

Le norme proposte danno alla F.D.A. il potere di regolamentare gli ingredienti, non le emissioni, anche se l’agenzia ha detto che potrebbe prendere in considerazione tale regolamentazione in futuro. Alcuni esperti sostengono che l’approccio attuale è come voler esaminare i rischi per la salute connessi con le foglie di tabacco, piuttosto che con il fumo di sigaretta.

Prendere in esame gli ingredienti è una cosa, e molto importante“, dice Maciej L. Goniewicz, autore del primo studio che dovrebbe essere pubblicato il 15 maggio. “Ma per avere un quadro completo, occorre esaminare il vapore. ”

Entrambi gli studi sono concentrati sui dispositivi con sistemi a serbatoio, in rapida crescita tra i modelli di e-sigaretta. A differenza delle usa-e-getta, che tendono ad imitare l’aspetto delle sigarette convenzionali, questi sistemi tendono a essere più grandi e potenti, con batterie a voltaggio variabile, spesso simili a penne stilografiche o piccole torce elettriche. Gli utenti li ricaricano con liquidi contenenti nicotina, detti e-liquid; i dispositivi sono abbastanza potenti da vaporizzare rapidamente il liquido, producendo vapore in abbondanza e garantendo una “botta” di nicotina.

Il Dr. Goniewicz, assistente professore di oncologia presso il Roswell Park Cancer Institute di Buffalo, dice che le persone utilizzano questi dispositivi perché “vogliono più nicotina, ma il problema è che ottengono anche più sostanze tossiche.”

A complicare la questione è il fatto che i sistemi a serbatoio sono realizzati da una varietà di produttori, molti stranieri, e alle volte messi insieme e modificati dai negozianti al dettaglio o dagli utenti. Tuttavia, i produttori di e-sigarette dovrebbero misurare le emissioni, afferma Josh Rabinowitz, ricercatore capo di NJoy, produttore di diversi modelli di e-sigarette tradizionali (tipo ciga-like, non sistemi tank).

Noi non ci limitiamo a valutare la purezza degli ingredienti, ma anche la purezza del vapore emesso, perché questo è ciò cui l’utente è esposto,” sottolinea il Dr. Rabinowitz. Lui afferma che i prodotti NJoy hanno livelli di formaldeide significativamente più bassi rispetto alle sigarette normali.

Come lo studio del Dr. Goniewicz, che è stato sottoposto a peer review, anche il secondo studio è centrato sull’impatto dell’aumento di calore generato dai sistemi. In questo studio, l’attenzione è stata posta su come le persone utilizzano i dispositivi per creare maggiore – e più intenso – vapore. Invece di riempire i loro sistemi a serbatoio con e-liquid, gli utenti esperti spesso sgocciolano il liquido direttamente sull’elemento riscaldante del dispositivo, una pratica nota come “dripping”.

Ma con il dripping, l’e-liquid riscalda con un’intensità tale che la formaldeide e le tossine correlate “si avvicinano alla concentrazione nelle sigarette,” dice il Dr. Alan Shihadeh, direttore di progetto presso il Centro per lo Studio dei prodotti del tabacco della Virginia Commonwealth University e professore associato di ingegneria meccanica presso l’Università americana di Beirut, che ha condotto la ricerca.

Entrambi gli studi indicano lo stesso fenomeno: il calore intenso può cambiare la composizione dell’ e-liquid, creando nuove sostanze chimiche. È importante sottolineare, come detto dai ricercatori, che le reazioni chimiche non si applicano solo alla nicotina liquida, ma anche agli altri due ingredienti fondamentali nella maggior parte degli e-liquid: glicerina vegetale e glicole propilenico.

È difficile individuare precisamente quale livello di calore provoca la reazione. La ricerca di Roswell rivela, in generale, che quando la tensione della batteria viene aumentata da 3.2 V a 4.8 V, i livelli di tossine aumentano notevolmente.

Questa scoperta suggerisce che in determinate condizioni, le EC potrebbero anche esporre gli utenti agli stessi o addirittura più elevati livelli di formaldeide cancerogena come il fumo di tabacco“, dice lo studio Roswell.

Entrambi gli studi hanno trovato solo una piccola quantità di agenti cancerogeni. Le sigarette tradizionali, invece, creano migliaia di sostanze chimiche e decine di sostanze cancerogene, secondo Prue Talbot, professore di biologia cellulare presso l’Università della California di Riverside. Le e-sigarette non tendono a generare abbastanza calore per creare la combustione, motivo principale per cui molti funzionari di sanità pubblica e ricercatori prevedono che si riveleranno meno dannose delle sigarette.

Se fossi in una camera di tortura e fossi obbligato a scegliere, sceglierei una e-sigaretta piuttosto che una sigaretta normale,” dice il Dr. Shihadeh. “Ma se potessi scegliere tra una e-sigaretta o l’aria pulita, sicuramente sceglierei l’aria pulita.” E aggiunge: “E sicuramente non avrei drippato.”

Qualunque siano gli effetti sulla salute di questi nuovi sistemi, la loro popolarità è in forte aumento e sta rimodellando il mercato, afferma un rapporto pubblicato in marzo da Bonnie Herzog, analista dell’industria del tabacco per Wells Fargo Securities. Nel 2013, la Herzog prevedeva vendite interne di e-sigarette per 1,7 miliardi di dollari l’anno, ma, sulla base di indagini con produttori e venditori di e-sigarette, ora si attende vendite “superiori ai 2 miliardi di dollari”.

La domanda di sistemi a serbatoio, scrive la Herzog, sta “accelerando” ed è “innegabilmente un fattore di crescita fondamentale.” Lei stima che i nuovi sistemi rappresentino ora il 35% del mercato, ma stanno crescendo due volte più velocemente rispetto ai modelli precedenti.

Gli esperti dicono che i sistemi a serbatoio attraggono i giovani che amano i prodotti che possono essere personalizzati con aromi e in potenza, e sono a loro agio con la tecnologia in rapida evoluzione.

Chris Hayek, proprietario dello Sky City Vapor di San Diego, dice che i consumatori sono chiaramente attratti dai sistemi più potenti e stanno lontani dalle “ciga-likes”. “Quelle a forma di sigaretta, non sono modelli fatti per loro”, afferma Hayek. “Non producono sufficiente vapore“. Sostiene che solo circa il 5% dei suoi clienti sono drippers regolari, ma la tendenza del settore è verso i sistemi a serbatoio che producono grandi quantità di vapore.

Alcuni dati sanitari sembrano promettenti per gli utenti di e-sigaretta, come quelli di un precedente studio condotto dai ricercatori del Roswell Park Cancer Institute. Tale ricerca, pubblicata nel 2012 sulla rivista Tobacco Control, ha trovato livelli di alcune sostanze tossiche in 12 marche di e-sigarette significativamente inferiori rispetto al fumo di sigaretta. Tuttavia, il Dr. Goniewicz afferma che la tecnologia evolve così rapidamente che molti dei prodotti testati sono superati – e qualcuno non è nemmeno più sul mercato.

La tecnologia è più avanti della scienza,” concorda il Dr. Shihadeh. “Stiamo producendo questi materiali, senza comprendere le implicazioni.”

Fonte: Matt Richtel – New York Times

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...