Esteri/Rassegna

NY Times | Report del Congresso: le e-cig attirano i giovani

Stando al report congressuale rilasciato lunedì, le preoccupazioni relative alle sigarette elettroniche, inclusi gli aromi e le attività di marketing che potrebbero generare attrazione tra i consumatori più giovani, rimarcano il bisogno di regolamentare questo settore caratterizzato da una crescita fulminea.

Il report – redatto dagli staff dei Senatori Dick Durbin dell’Illinois e Tom Harkin dell’Iowa – evidenzia il sussistere di tutta una serie di problematiche, come l’assenza di limiti anagrafici per l’uso del prodotto e di un sistema uniforme di etichettatura e avvertenze per i dispositivi alimentati a batteria che, riscaldando una soluzione liquida a base di nicotina, producono un vapore che viene successivamente inalato.

Mentre la Food and Drug Administration sta pianificando di intervenire, nel prossimo futuro, per regolamentare il marketing e le E-Cig in quanto tali, per il momento, tuttavia, la situazione sembra in fase di stallo. Il report riprende un’indagine inerente le pratiche relative a nove diversi produttori di sigarette elettroniche. Gli staff hanno valutato le compagnie in base alle informazioni circa le loro attività di marketing, alle misure predisposte per ridurre le vendite ai minori ed alle avvertenze, stampate sulle etichette, finalizzate a sensibilizzare il pubblico circa i benefici di una esposizione ridotta a sostanze potenzialmente dannose e che generano dipendenza.

Tra le conclusioni, il report sostiene che 6 delle aziende valutate (Altria, R. J. Reynolds Vapor Company, NJOY, Eonsmoke, Logic, VMR, Lorillard e Green Smoke), nel corso del 2013, hanno speso più di 59 milioni di dollari in pubblicità e promozione del proprio prodotto. Molte di queste aziende hanno dichiarato che le loro spese in pubblicità e promozione sono più che raddoppiate tra il 2012 e il 2013, mentre sono due le compagnie che affermano che, nel loro caso, tali spese hanno subito un incremento del 300% nel periodo considerato. Le vendite di E-Cigs – che sono commercializzate attraverso più di 200 brand diversi – si stima abbia raggiunto quota 2 miliardi di dollari nel 2013.

Durbin ha affermato che se l’agenzia “accetta la propria responsabilità verso questo prodotto, cosi come fa con il tabacco”, può finalmente cominciare a fissarne degli standard per quanto riguarda tanto la vendita, quanto la pubblicità ed il marketing. “Se dovessero fallire, ne risentiranno i nostri figli” ha affermato. Harkin, Presidente della Commissione Salute, Educazione, Lavoro e Pensioni del Senato, ha fatto eco a tali preoccupazioni, spingendo le autorità regolatrici a mettere un freno a pratiche di marketing che, già ora, sono illegali per i prodotti a base di tabacco.

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