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Cade il decreto Salva Roma, saltano i divieti di svapo e pubblicità

Perplessita’ Napolitano, Letta molla Salva Roma. Colle,emendamenti hanno stravolto testo

Tutto da rifare. Enrico Letta, dopo un colloquio risolutivo con Giorgio Napolitano, e dopo le violente polemiche delle ultime ore a livello parlamentare e non, rinuncia alla conversione del cosiddetto decreto Salva Roma.

La decisione del presidente del Consiglio e’ dunque maturata dopo aver sentito il Capo dello Stato che, si apprende da fonti di Palazzo Chigi, ha mosso rilievi sulla insostenibilita’ della legge di conversione del decreto a seguito dell’appesantimento emendativo che di fatto aveva trasformato il provvedimento firmato dal presidente della Repubblica. Questi rilievi sono da mettere in relazione alla eterogeneita’ ed estraneita’ ai contenuti originari delle numerose disposizioni inserite dalle Camere in sede di conversione, spiegano poi fonti del Quirinale.

Il decreto Salva Roma aveva incassato la fiducia alla Camera. Il voto definitivo sul testo era slittato al 27 dicembre, e cio’ anche a causa della violenta opposizione del movimento M5S sulla norma sugli affitti d’oro intestati alla Pubblica Amministrazione. L’altra norma della discordia, quella che penalizza i Comuni che cercano di arginare il gioco d’azzardo, definita da Renzi “una porcata” e da Letta “un errore”, invece, era gia’ stata cassata.

Tra i gli emendamenti approvati in Senato – e saltati insieme al Decreto – c’era anche il ristabilimento dei divieti di “svapo” nei luoghi pubblici e della pubblicità – attualmente non libera, ma regolamentata da una norma ad hoc – delle sigarette elettroniche, entrambi prima inseriti ad agosto dal DL “IVA e Lavoro”, e poi cancellati a novembre con la conversione del DL “Istruzione”. 

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Il caso Candiani

L’emendamento sui divieti era stato presentato dal senatore della Lega Nord Stefano Candiani, che ha affermato via twitter di di averlo fatto perchè “La nicotina crea dipendenza. La salute viene prima delle lobby”.

Sempre su twitter però, dopo che vari utenti gli hanno fatto notare che Veronesi afferma che le e-cig potrebbero salvare 30.000 vite, Candiani cambia registro e scrive: “Emendamento presentato a tutela della salute. Altri invece sostengono lobby tabacco. GIOCO SCOPERTO”. Il terzo atto è la sconfessione dell’emendamento. “L’emendamento mio non esiste più da ieri sera si informi meglio. Quello votato è della maggioranza”.

I toni si alzano. La difesa del senatore vacilla e lui si lascia andare anche a qualche parola di troppo. A un utente dice “sei tardo” e in “malafede”. Messo alle strette ecco cosa risponde: “Sei tardo/malafede: emend. mio non esiste da ieri: assorbito da voto favor. Comm. oggi votato da PD-Ncd-M5s. No Lega”

“Quindi tu hai proposto l’emendamento per vedere chi l’avrebbe votato?”, ribatte l’interlocutore. Candiani esulta: “Eureka”. Gli rispondono e concludono: “Cioè hai giocato con la vita della gente solo per miseri giochi politici? Vergogna”. Fine dello spettacolo.

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