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E-cig e tassazione. Mancini, Anafe: “Assistiamo sgomenti al tentativo di distruggere il settore.”

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Assistiamo sgomenti al deliberato tentativo da parte del Governo di distruggere il mondo dei produttori, distributori e commercianti del settore della sigaretta elettronica, sviluppatosi in Italia negli ultimi 24 mesi. Un mondo fatto di 3000 imprese e 5000 persone che hanno investito cifre importanti, spesso frutto di liquidazioni da lavoro perso, e in gran parte ancora da recuperare. Persone che hanno affittato negozi vuoti mentre tutti li chiudono, assunto giovani in un momento in cui tutti licenziano, che pagano abbondanti tasse tra IRPEF, IRES, IRAP, IVA e dazi doganali. Tutti soldi che sino a ieri lo Stato non incassava”.
Queste le parole di Massimiliano Mancini, presidente di A.Na.F.E., l’Associazione Nazionale Fumo Elettronico, che rappresenta l’80% del mercato.Continua Mancini: “Il Governo sembra non avere minimamente idea delle conseguenze di ciò che sta facendo. Imporre l’applicazione dell’imposta di consumo (accisa) pari al 58,5% sul dispositivo, sulle parti di ricambio dello stesso – che includono anche cavi USB e batterie come quelle dei cellulari – e sulle ricariche, parificando tali prodotti sul piano della tassazione alle sigarette, equivale a mettere sullo stesso piano un prodotto che uccide con uno che fa molto meno male. Un concetto questo riaffermato da soggetti quali l’Istituto Superiore di Sanità, dal prof. Umberto Veronesi e tanti altri”.

Ma – aggiunge Mancini – ancor di più stupisce come una persona stimabile come il presidente del Consiglio on. Enrico Letta, e un funzionario pubblico dalla lunga e onorata carriera quale il Ministro dell’Economia dott. Fabrizio Saccomanni, possano accettare che il Governo in questa situazione diventi strumento di una lobby da sempre garantita, e oggi persino rappresentata in maniera esplicita all’interno della stessa compagine governativa. Lobby il cui unico scopo sembra quello di impedire la concorrenza, un qualcosa di cui questo paese ha grande bisogno e di cui tutti parlano, ma che nei fatti nessuno sembra volere veramente”.
A.Na.F.E. – conclude Mancini – si appella al Presidente Letta e ai parlamentari di entrambi gli schieramenti perché questo Decreto sia modificato in fase di conversione, essendoci spazio per il Governo di recuperare le necessarie risorse attraverso il settore – e ci sono i numeri a dimostrarlo – senza però distruggerlo con queste assurde norme”. Inoltre l’associazione annuncia una manifestazione per martedì 9 luglio a partire dalle ore 9 in piazza Montecitorio, dove giovani e meno da tutta Italia verranno a raccontare ai propri rappresentanti le conseguenze del Decreto sulle imprese e sulle loro vite“.

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